I Diporti

Raccolta - "I diporti" di Girolamo Parabosco

Dedicatario

Marcantonio Moro

    Incipit

    Vinegia, sì come io credo che per molte cagioni sia notissimo a tutto il modo, per essere, ed essere stata madre di tanti valorosi spiriti, capo di così saggia e santa republica e appresso vero e sicuro albergo di quella maggior bontà ch'appaia al mondo, è città posta e fondata in mezo l'acqua, nella più queta e tranquilla parte del mare Adriatico.

    Explicit

    E poscia venutone i conti da pescare, fatte apparecchiar le barchette loro, a Vinegia di compagnia lieti e contenti si ritornarono.

    Bibliografia

    Princeps
    Stampe antiche di riferimento
    Edizioni di riferimento
    • Girolamo Parabosco, I diporti, a cura di Donato Pirovano, Roma, Salerno Editrice, 2005.
    Bibliografia critica
    • Anton Maria Borromeo, Catalogo de' novellieri italiani posseduti dal conte Anton-Maria Borromeo, Bassano, Remondini, 1805.
    • Giambattista Passano, I novellieri italiani in prosa indicati e descritti da Giambattista Passano, Milano, Libreria antica e moderna di G. Schiepatti, 1834.
    • Bartolomeo Gamba, Delle novelle in prosa. Bibliografia, Firenze, Tipografia all'insegna di Dante, 1835.
    • Giovanni Papanti, Catalogo dei novellieri italiani in prosa raccolti e posseduti da Giovanni Papanti, Livorno, Vigo, 1871.
    • Giuseppe Rua, Di alcuni rapporti fra le commedie e le novelle di Girolamo Parabosco, in «La Biblioteca delle Scuole Italiane», 3, 1890, pp. 38-40.
    • Giuseppe Bianchini, Girolamo Parabosco scrittore e organista del sec. XVI, in «Miscellanea della Deputazione veneta di storia patria», serie II, vol. VI, Venezia, Tipografia Emiliana, 1899.
    • Letterio Di Francia, Novellistica, 1, Milano, Vallardi, 1924, pp. 705-712.
    • Francesco Bussi, Umanità e arte di Gerolamo Parabosco: madrigalista, organista e poligrafo, Piacenza, Edizioni del Liceo musicale G. Nicolini, 1961.
    • Guy Lebatteux, La crise de la 'beffa' dans le «Diporti» et les «Ecatommiti», in Formes et significations de la 'beffa' dans la littérature italienne de la Renaissance. Première série, Parigi, Université de la Sorbonne Nouvelle, 1972, pp. 179-201.
      Contributori: André Rochon (curatore)
    • Marziano Guglielminetti, Introduzione, in Novellieri del Cinquecento, Milano-Napoli, Ricciardi, 1972.
      Contributori: Marziano Guglielminetti (curatore)
    • Anton Maria Borromeo, Notizia de' novellieri italiani posseduti dal conte Anton-Maria Borromeo gentiluomo padovano con alcune novelle inedite, Bassano, Remondini, 1974.
    • Bruno Porcelli, La novella del Cinquecento, Roma-Bari, Laterza, 1979.
    • Marziano Guglielminetti, La cornice e il furto. Studi sulla novella del '500, Bologna, Zanichelli, 1984.
    • Renzo Bragantini, Il riso sotto il velame. La novella cinquecentesca tra l'avventura e la norma, Firenze, Olschki, 1987.
    • Claudia Di Filippo Bareggi, Il mestiere di scrivere: lavoro intellettuale e mercato librario a Venezia nel Cinquecento, Roma, Bulzoni, 1988.
    • Franco Fido, Fra «Decameron» e «Cortegiano»: l'autunno della novella nei «Diporti» del Parabosco, in Il paradiso dei buoni compagni: capitoli di storia letteraria veneta (Ruzante, Calmo, Giancarli, Parabosco, Baretti, Chiari, Casanova, Goldoni; Noventa, Marin, Giotti, Pasolini), Padova, Antenore, 1988, pp. 74-85.
      Contributori: Franco Fido
    • Renzo Bragantini, La sorte e il riso (mancati), in Il tema della fortuna nella letteratura francese e italiana del Rinascimento. Studi in memoria di Enzo Giudici, Firenze, Olschki, 1990, pp. 373-380.
    • Riccardo Bruscagli, La novella e il romanzo, in Storia della letteratura italiana, 4, Roma, Salerno Editrice, 1996, pp. 835-907.
      Contributori: Enrico Malato (direttore)
    • Renzo Bragantini, Vie del racconto. Dal «Decameron» al «Brancaleone», Napoli, Liguori, 2000.
    • Flavia Palma, Between Mimesis and Diegesis in Sixteenth-Century Italy: The Case of Girolamo Parabosco, in «Skenè. Journal of Theatre and Drama Studies», II, 2, 2016, pp. 87-106.
    • Flavia Palma, Novelle, paratesti e cornici. Novellieri italiani e inglesi tra Medioevo e Rinascimento, Firenze, Cesati, 2019.
    Edizioni moderne
    • Girolamo Parabosco, I Diporti di messer Girolamo Parabosco, Londra [ma Livorno], Presso Riccardo Bancker, 1795.
    • Girolamo Parabosco, I Diporti di messer Girolamo Parabosco, in «Raccolta de' Novellieri italiani. Con alcuni ritratti», 10, Milano, Per Giovanni Silvestri, 1814.
    • Girolamo Parabosco, I Diporti di messer Girolamo Parabosco, in «Raccolta di Novellieri italiani», 2, Firenze, Tipografia Borghi e Compagni, 1833.
    • Girolamo Parabosco, Novellieri minori del Cinquecento. G. Parabosco - S. Erizzo, a cura di Giuseppe Gigli, Fausto Nicolini, Bari, Laterza, 1912.

     

    Narratore

    Girolamo Parabosco

    Trama

    Alcuni gentiluomini si recano presso le “valli” di Venezia per trascorrere piacevolmente tre giorni di svago. A causa dell’improvviso maltempo, non possono partecipare ad alcuna battuta di pesca, per cui iniziano a conversare. Dopo pranzo, poiché il tempo è ulteriormente peggiorato, decidono di dedicarsi al novellare, ritenuto tanto utile quanto piacevole. Il primo a raccontare è Lorenzo Contarino, che, terminata la sua novella, attribuisce l’incarico a un altro dei compagni. Lo schema si ripetere in questo modo senza che siano imposti vincoli tematici. Giunta la sera, il novellare viene interrotto e la compagnia cena. L’indomani il perdurante maltempo induce i gentiluomini a dedicare la mattinata a vari passatempi, per tornare alle novelle dopo pranzo. Ad un tratto la brigata viene informata dell’imminente arrivo di una barca da Chioggia. Si aggiungono così al gruppo quattro gentiluomini: Marcantonio da Mulla, Luigi Mocenigo, Marcantonio da Moresino e Pandolfo Goro. Al Molino è affidato il compito di proporre quattro “quistioni”, che vengono dibattute da alcuni membri della compagnia. Al termine delle discussioni è molto tardi, per cui tutti vanno a dormire. Il giorno successivo, a dispetto del bel tempo, i gentiluomini, ad eccezione del Lambertino e del Bevilacqua, rinunciano alla pesca per dedicarsi alla conversazione. Dopo pranzo, il Corso narra una novella, che genera un’articolata discussione sui motti. In seguito, a partire dal legame tra motti e madrigali, Speroni inaugura una nuova sezione dell’opera dedicata all’intonazione di componimenti poetici. Approfittando delle lodi dello Spira ai versi del Veniero e dei gentiluomini veneziani presenti, il Bentivoglio inizia a elogiare le donne di Venezia, avviando una serie di discorsi encomiastici sulle donne di varie città italiane (Ferrara, Bologna, Padova, Ancona, Piacenza, Arezzo e Viterbo). Al ritorno del Bevilacqua e del Lambertino dalla battuta di pesta, la compagnia rientra a Venezia.

    Personaggi principali

    Girolamo Molino [Girolamo Molin] (membro della brigata), Domenico Veniero [Domenico Venier] (membro della brigata), Lorenzo Contarino [Lorenzo Contarini] (membro della brigata), Francesco Badovaro [Francesco Badoer] (membro della brigata), Marcantonio Cornaro [Marcantonio Corner] (membro della brigata), Daniel Barbaro (membro della brigata), Bartolomeo Vitturi (membro della brigata), Benedetto Cornaro [Benedetto Corner] (membro della brigata), Alvigi Zorzi [Alvise Zorzi] (membro della brigata), Ercole Bentivoglio (membro della brigata), Alessandro Lambertino [Alessandro Lambertini] (membro della brigata), Speron Sperone [Sperone Speroni] (membro della brigata), Pietro Aretino (membro della brigata), Alessandro Colombo (membro della brigata), Giambattista Susio (membro della brigata), Fortunio Spira (membro della brigata), Anton Giacomo Corso (membro della brigata), Marcantonio da Mulla [Marcantonio da Mula o Amulio] (membro della brigata), Luigi Mocenigo (membro della brigata), Marcantonio Moresino [Marcantonio Morosini] (membro della brigata), Pandolfo Goro (membro della brigata), Ercole Bevilacqua (membro della brigata), conte Vinciguerra [Vinciguerra da Collalto] (membro della brigata)

    Ambientazione

    'valli' di Venezia (laguna), Venezia (città)

    Datazione dell'ambientazione

    1550 ca. - Passato prossimo

    Prologo

    Dopo l'elogio a Venezia e alle sue bellezze, viene introdotto uno dei passatempi tipici dei gentiluomini veneziani, che prevede di recarsi durante l'inverno presso le “valli”, ossia le piccole chiuse localizzate poco lontano dalla città e utilizzate per l'allevamento dei pesci. In questi luoghi i gentiluomini si dedicano alla pesca, alla caccia degli uccelli e ad altri svaghi.

    Struttura

    La raccolta è introdotta da una lettera dedicatoria a firma dell’autore ed è articolata in tre parti: nei «Ragionamenti della prima giornata» vengono narrate nove novelle; nei «Ragionamenti della seconda giornata» si hanno sette novelle e quattro ‘questioni d’amore’; nel «Ragionamenti della terza giornata» una novella, una sezione dedicata ai motti, una alle poesie e una alle ‘lodi di donne’. Nella princeps la lettera di dedica è destinata al conte Bonifacio Bevilacqua. A causa della morte di quest’ultimo, la seconda edizione (1552) presenta una nuova dedicatoria indirizzata a Marcantonio Moro. La brigata subisce alcuni cambiamenti nel passaggio dalla prima alla seconda edizione. All’interno di quest’ultima Ercole Bevilacqua, il figlio del dedicatario della princeps, Bonifacio Bevilacqua, sparisce dall’elenco dei membri della brigata collocato in apertura dei «Diporti». Traccia di lui resta comunque: è infatti uno degli interlocutori della terza questione d’amore e partecipa alla battuta di pesca con il Lambertini. Nell’ed. 1552 fa invece la sua comparsa il conte Vinciguerra (ossia Vinciguerra di Collalto): pur non essendo menzionato nell’elenco dei membri della brigata, viene proposto come narratore della novella 6, precedentemente affidata a Ercole Bevilacqua, del quale funge evidentemente da sostituto.

    Novelle appartenenti alla raccolta

    1. Novella di Lodovica e Carlo de’ Viustini
    2. Novella di Lucio e Alessio
    3. Novella di maestro Stefano ed Emilia
    4. Novella di un giovane trevigiano
    5. Novella di Valerio e Teodoro
    6. Novella di Gualtiero dalla Volta
    7. Novella di Betta e Corradino
    8. Novella di Tomaso e del notaio
    9. Novella del servo Scaltro
    10. Novella di Gasparo e Briseida
    11. Novella di Fausto e Artemisia
    12. Novella di Gilberto
    13. Novella di messer Manfredo
    14. Novella di Faustino ed Eugenia
    15. Novella di Menico e Polissena
    16. Novella di Olderico e Lucia
    17. Novella del gambero

    Sezioni poetiche

    Forma incipitMetricaNote
    Donna' s'io resto vivomadrigaleSchema: aAbBcCDD.
    Madonna, sallo Amor se 'l ver dic'iomadrigaleSchema: AbABCCCDdEeFF
    Né folta nebbia di sospiri ardenticapitolo in terzine incatenate
    Mentr'empio fato vi guidava a mortemadrigaleSchema: AbBCCDceEDDFF
    Voi volete ch'io muoiamadrigaleSchema: aBbCCDdeeFF
    Più non veggio apparir l'amate lucisestinaCon congedo
    Per que' bei crin - comincia Aminta - giurocanzoneSchema: ABcCdbAEEdFF. Con congedo
    Poi ch'io vivo lontanomadrigaleSchema: aBcdcbDEE
    Madonna, i' veggio espressomadrigaleSchema: aBbcCdDeFEggFhH
    Donna gentil, per farvi più perfettamadrigaleSchema: AaBbcddeeCFF
    Donna, ben sapre'iomadrigaleSchema: aBBcCdD
    Là dove il Nilo irriga le campagnemadrigaleSchema: AbACCDbedEFF
    Luna crudel, perch'ogni notte oscuramadrigaleSchema: ABCCDDAEEFfbbDD
    Voi così bella setemadrigaleSchema: abCBcDdBbEeFF
    Non vi turbate, donnamadrigaleSchema: aBBCCddeEFF
    Maga gentil, che col tuo viso adornosonettoSchema: ABBAABBACDCDCD
    Da gli occhi, dal bel viso e dal bel pettosonettoSchema: ABBAABBACDEEDC
    Non punse, arse, legò, stralcio, fiamma o lacciosonettoViene riportato solo il primo verso
    Qual più saldo, gelato e sciolto coresonettoViene riportato solo il primo verso

    Autore: Girolamo Parabosco

    DBI: Ghirlanda D. - Collarile L., "Parabosco, Girolamo", vol. 81 (2014)

    Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1550 ca.

    Luogo di produzione: Venezia

    Lingua: volgare

    Temi:

    evento privato, evento reale, maltempo, viaggio

    A cura di: Flavia Palma