Novella di Lodovica e Carlo de’ Viustini
Novella appartenente a: I Diporti - Diporti 1
Rubrica
Lodovica ama Carlo de’ Viustini, dal quale abbandonata per altra donna, tien modo che la nuova amata gli uccide; onde egli, di ciò accortosi, doppo gran querela fatta con essa lei, se stesso avvelena.
Incipit
Fu adunque, e non ha gran tempo, nella nobilissima città di Piacenza un giovanetto leggiadro, bello e gentile e d’infinite chiare virtuti ornato.
Explicit
Nel quale fine dubbio mi nasce se la cagione, che a volontaria morte l’infelice Carlo spinse, si possa dare od allo amore che a Fioretta portava, overamente più tosto ad odio inconsiderabile che, e degnamente, egli contra la vedova, che tolto ogni suo bene gli aveva, conceputo avesse.
Bibliografia
- Girolamo Parabosco, Novellieri minori del Cinquecento. G. Parabosco - S. Erizzo, a cura di Giuseppe Gigli, Fausto Nicolini, Bari, Laterza, 1912.
Narratore
Lorenzo Contarino [Lorenzo Contarini]
Trama
A Piacenza la vedova Lodovica si innamora del giovane Carlo de’ Viustini e con lui inizia una relazione amorosa segreta. Dopo un po’ di tempo, Carlo incontra la giovane Fioretta, di cui si innamora perdutamente. Sebbene la ragazza non lo ricambi, Carlo non ha occhi che per lei e dimentica completamente Lodovica. Questa, dopo un anno di silenziosa sopportazione, decide di chiedere a Carlo il motivo del suo dolore, pur sospettando che si tratti di pene d’amore. Quando il giovane confessa di amare Fioretta, Lodovica medita vendetta: invita a casa propria la rivale e la avvelena con una mela. In poco tempo Fioretta muore e Carlo capisce che la responsabile è Lodovica. Non potendo vivere senza l’amata, si avvelena a sua volta. Prima di morire si reca da Lodovica e le spiega che ha capito la verità e che lei non ha più alcuna speranza di riaverlo per sé. Dopo il colloquio Carlo muore.
Personaggi principali
Lodovica (vedova), Carlo de’ Viustini (innamorato), Fioretta (giovane)
Ambientazione
Piacenza (città), casa di Ludovica (casa)
Datazione dell'ambientazione
Passato prossimo
Generi
novella tragica
Prologo
Contarini descrive la novella che intende raccontare come un “accidente pietoso e miserabile”. Spiega che non narrerebbe tali vicende se fossero presenti delle donne, poiché ne sarebbero terribilmente rattristate. Visto che i suoi ascoltatori sono uomini forti, ritiene lecita la sua scelta. La novella permetterà inoltre di discutere di una “degna […] questione”.
Epilogo
Contarini conclude la novella chiedendosi se la morte volontaria di Carlo sia dovuta all’amore per Fioretta o all’odio per Lodovica. Badoer propende per la prima ipotesi, Venier per la seconda. I due discutono e Venier aggiunge che a suo parere Carlo sapeva di essere sia amato sia odiato: la vedova gli ha dimostrato infatti di amarlo, perché ha compiuto un omicidio pur di riaverlo, ma anche di odiarlo, perché lo ha privato di ciò che egli amava più di ogni altra cosa. Aretino interviene, dicendo che per soddisfare gli intelletti dei due interlocutori la conversazione non avrebbe mai fine. Tutti si dicono d’accordo e Contarini nomina il novellatore successivo.
Autore: Girolamo Parabosco
DBI: Ghirlanda D. - Collarile L., "Parabosco, Girolamo", vol. 81 (2014)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1550 ca.
Luogo di produzione: Venezia
Lingua: volgareTemi:
conflitto fisico individuale, vendetta, omicidio, suicidio, gelosia, amore, infedeltà in amore, tradimento in amore
A cura di: Flavia Palma