Peregrinaggio di tre giovani figliuoli del re di Serendippo
Raccolta - "Peregrinaggio" di Cristoforo Armeno
Dedicatario
Marcantonio Giustiniano [Giustinian]
Incipit
Lodato sia sempre il Signor Iddio, creatore di sette cieli, di quattro elementi, e di ciascuna altra cosa che sopra la terra si vede, fattore dell’uomo, animale a tutti gli altri superiore, a cui non solo dell’intelletto, col quale avesse la divinità sua a contemplare, ma della lingua ancora, con che gli potesse del ricevuto beneficio grazie rendere, fece dono.
Explicit
Il quale accettatala, e con una gran compagnia postosi in viaggio, alla corte di Behramo ritornò; dove le sponsalizie solennemente celebrate, per la morte del suocero, la quale poco tempo da poi successe, di tutto l’imperio suo divenne signore.
Bibliografia
- Cristoforo Armeno, Peregrinaggio di tre giouani figliuoli del re di Serendippo. Per opra di m. Christoforo Armeno dalla persiana nell'italiana lingua trapportato, In Venetia, per Michele Tramezzino, 1557.
Luogo: https://edit16.iccu.sbn.it/resultset-titoli/-/titoli/detail/CNCE013797?core=titoli&monocampo=peregrinaggio&item_nocheck%3A9003%3Atipo=E&n=v&monocampo%3Atipo=OR&targetSelection=https%3A%2F%2Fedit16.iccu.sbn.it%2Fresultset-titoli& - Cristoforo Armeno, Peregrinaggio di tre giouani figliuoli del re di Serendippo. Per opra di m. Christoforo Armeno dalla persiana nell'italiana lingua trapportato, In Venetia, per Michele Tramezzino, 1557.
Luogo: https://edit16.iccu.sbn.it/titolo/CNCE013797
- Cristoforo Armeno, Peregrinaggio di tre giovani, figliuoli del re di Serendippo, In Vinegia, presso Andrea Baba, 1601.
- Cristoforo Armeno, Peregrinaggio di tre giovani, figliuoli del re di Serendippo, In Vinegia, presso Andrea Baba, 1611.
- Cristoforo Armeno, Peregrinaggio di tre giovani, figliuoli del re di Serendippo, In Venetia, appresso Ghirardo Imberti, 1628.
- Cristoforo Armeno, Peregrinaggio di tre giovani figliuoli del re di Serendippo, a cura di Renzo Bragantini, Roma, Salerno Editrice, 2000.
- Enrico Cerulli, Una raccolta persiana di novelle tradotte a Venezia nel 1557, in «Memorie della Classe di Scienze morali, storiche e filologiche», XVIII, 1975, pp. 247-363.
- Adolfo Albertazzi, Romanzieri e romanzi del Cinquecento e del Seicento, Bologna, Zanichelli, 1981.
- Renzo Bragantini, L'Oriente in officina: il caso del 'Peregrinaggio', in «Filologia e critica», X, 1985, pp. 61-75.
- Renzo Bragantini, Il riso sotto il velato. La novella cinquecentesca tra l'avventura e la norma, Firenze, Olschki, 1987, pp. 127-150.
- Angelo Michele Piemontese, Le fonti orientali del 'Peregrinaggio' di Cristoforo Armeno e gli 'Otto Paradisi' di Amîr Khusrau da delhi, in «Filologia e critica», XII, 1987, pp. 185-221.
- Angelo Michele Piemontese, Gli 'Otto Paradisi' di Amir Khusrau da Delhi. Una lezione persiana del 'Libro di Sindbad' fonte del 'Peregrinaggio' di C. Armeno, in «Atti della Accademia Nazionale dei Lincei. Classe di Scienze morali, storiche e filologiche. Memorie», s. IX, vol. VI, 1995, pp. 317-417.
- Flavia Palma, Novelle, paratesti e cornici. Novellieri italiani e inglesi tra Medioevo e Rinascimento, Firenze, Cesati, 2019.
Narratore
Cristoforo Armeno
Trama
Il re di Serendippo, Giaffer, ha tre figli e desidera che essi diventino dei principi giusti. Incarica perciò alcuni sapienti di istruirli per qualche tempo. Dopo aver verificato che i giovani hanno imparato sui libri tutto ciò che era necessario, decide che hanno bisogno di conoscere direttamente il mondo, per cui impone loro di lasciare Serendippo. I tre raggiungono così il regno dell’imperatore Beramo [Bahram]. Mentre si dirigono alla città imperiale, incontrano un uomo che ha perduto il suo cammello e, da alcuni indizi nell’ambiente circostante, riescono a intuire alcune caratteristiche dell’animale, venendo così accusati di furto. Bahram li fa incarcerare; poi, quando il cammello viene ritrovato, chiede loro come abbiano fatto a sapere tanto su un animale mai visto. Colpito dall’ingegno dei tre, l’imperatore comincia a origliare le loro conversazioni, sempre improntate sull’osservazione acuta di ciò che li circonda. Scopre così che il suo consigliere vuole avvelenarlo e riesce a salvarsi la vita, divenendo infinitamente grato ai tre giovani. Persuaso del loro ingegno, Bahram chiede loro di recuperare lo specchio di giustizia, rubato anni addietro da suo zio e donato alla regina dell’India. I giovani accettano la missione. Durante la loro assenza, Bahram compra la bellissima schiava Diliramma, esperta musicista, perché se ne è innamorato. Durante una battuta di caccia, la giovane offende inavvedutamente con le sue parole il re, che, adiratosi, la fa abbandonare, nuda e legata, nella foresta, affinché venga divorata dagli animali. Diliramma viene invece salvata da un mercante. Pentito, Bahram va alla ricerca della giovane e, quando scopre che è sparita, si ammala gravemente. Nel frattempo, i tre fratelli aiutano la regina dell’India a liberarsi dalla minaccia di una mano magica e ottengono in cambio la restituzione dello specchio di giustizia. La regina, piacevolmente colpita dall’intelligenza dei giovani, propone al secondogenito di sposarla e lui accetta, chiedendo però di poter informare suo padre prima di celebrare le nozze. I tre fratelli tornano così da Bahram, che li accoglie con gioia, raccontando loro di Diliramma e della sua malattia e chiedendo il loro aiuto per guarire. I fratelli gli spiegano allora cosa deve fare per tornare in salute: il primogenito gli dice che deve far costruire, nella campagna poco fuori dalla città in cui si trovano, sette palazzi, in ciascuno dei quali dovrà trascorrere una notte a partire da un lunedì, per un totale di una settimana di soggiorno fuori città; il secondogenito aggiunge che dovrà trovare sette vergini, provenienti ciascuna da una delle sette regioni del mondo, e ospitarne una in ogni palazzo, conversando con loro nelle sue giornate; il più giovane conclude dicendo che dovrà far venire i migliori sette novellatori da ciascuna delle sette principali città del regno, affinché gli venga narrata una novella al giorno. Bahram dà inizio ai preparativi e ben presto, un lunedì, si trasferisce con la sua corte nel primo palazzo, in cui domina il colore argento. Coricato a letto, perché debole, conversa con la prima vergine fino al vespro, quando fa chiamare il novellatore, che dà inizio a una novella. Il racconto diletta il sovrano, che fa al novellatore preziosi doni e lo congeda. La scena si ripete di palazzo in palazzo nei giorni successivi e Bahram migliora progressivamente. Giunta la domenica, il re è ormai completamente guarito e si sposta con la corte nell’ultimo palazzo, dove conversa con la settima vergine e, dopo pranzo, ordina al settimo novellatore di narrare la sua novella. Bahram capisce che la protagonista è l’amata Diliramma, per cui la fa convocare e si riconcilia con lei. Ringrazia poi i tre fratelli, che sono stati i soli a riuscire a salvarlo e chiede loro come abbiano fatto a capire come guarirlo. Il maggiore dice di avergli consigliato di costruire dei nuovi palazzi perché il cambiamento di luogo gli avrebbe conciliato il sonno; il secondogenito dice di avergli suggerito le sette vergini per togliergli dalla mente il ricordo di Diliramma, che lo rattristava; il più giovane spiega che l’assenza di prove della morte di Diliramma lo aveva persuaso che la ragazza fosse ancora viva e che avrebbe tentato di mettersi in contatto con Bahram, per cui aveva suggerito di convocare sette novellatori, di cui Diliramma si sarebbe potuta servire. Bahram ringrazia i giovani e, fatti loro ricchi doni, li congeda. I tre fratelli tornano dal padre, ormai morente, che li accoglie a braccia aperte. Alla sua morte, il maggiore gli succede, diventando un ottimo sovrano; il secondogenito torna dalla regina d’India, come promesso, e la sposa, divenendo re a sua volta; il più giovane prende in moglie la figlia di Bahram e Diliramma e, alla morte del suocero, ne eredita il regno.
Personaggi principali
Giaffer, re di Serendippo (re), primo figlio del re di Serendippo (figlio), secondo figlio del re di Serendippo (figlio), terzo figlio del re di Serendippo (figlio), Beramo [Bahram] (imperatore), Diliramma (donna), sette novellatori (novellatore), sette vergini (giovane), membri della corte di Bahram (cortigiano)
Ambientazione
regno di Serendippo (regno), regno di Beramo (regno), regno dell'India (regno), sette palazzi (palazzo)
Datazione dell'ambientazione
Passato remoto
Struttura
La lettera di dedica a Marcantonio Giustiniano è seguita da un proemio autoriale. La raccolta è dotata di storia portante: aperta da un prologo, essa si articola in ulteriori sette sezioni, ciascuna corrispondente a un giorno della settimana, durante il quale è narrata una sola novella. Non c’è una vera e propria brigata di novellatori: un narratore sempre diverso racconta una storia al medesimo pubblico. L’ultima novella è un racconto en abîme, dato che riproduce le vicende della cornice.
Novelle appartenenti alla raccolta
Autore: Cristoforo Armeno
DBI: Melfi E., "Cristoforo Armeno", vol. 31 (1985)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1557
Luogo di produzione: Venezia
Lingua: volgareTemi:
conflitti tra nazioni, conflitti uomo/donna, conflitto fisico, conflitto fisico individuale, vendetta, scambio di persona, formazione, premio, malattia, magia, evento pubblico, malattia, viaggio, crudeltà, ira, coraggio, ingegno, saggezza, relazione gerarchica re/suddito, amicizia, amicizia maschile, relazione genitori/figli, amore
A cura di: Flavia Palma