Come nell’espansione di una colonia di spugne
(Giancarlo Mazzacurati, All’ombra di Dioneo. Tipologie e percorsi della novella da Boccaccio a Bandello,
a cura di Matteo Palumbo, Firenze, La Nuova Italia, 1996, p. 88).
In seguito al modello in prosa del Decameron di Boccaccio, ma prima della codificazione teorica cinquecentesca, la tradizione della novella volgare conosce una produzione capillare e multiforme all’insegna della tensione tra due poli.
Da un lato il costante confronto-scontro col modello boccacciano, dall’altro una natura fluida e occasionale che le garantisce una straordinaria fortuna. Questo percorso vitale, fatto di adattamenti continui e progressive stratificazioni evoca l’immagine di un organismo capace di continui cicli di sistole e diastole: «dal breviloquio al lungo racconto romanzesco», dalla trasmissione degli archetipi narrativi all’assorbimento dei «colori del tempo e dei luoghi» di cui la novella, al contempo, si imprime e lascia traccia (Giancarlo Mazzacurati, All’ombra di Dioneo, cit., p. 88).
Il progetto Il genere novella nel Rinascimento italiano: repertorio, database e inquadramento storiografico (Re.Novella) ambisce ad offrire le coordinate utili a orientarsi nella produzione novellistica distribuita lungo l’intera penisola, in un periodo proficuo e magmatico per questo genere, ossia tra l’inizio del Quattrocento e la metà del Cinquecento.
L’obiettivo del progetto consiste nello studio sistematico delle raccolte organiche e delle cosiddette «spicciolate», tramite l’allestimento di un database capace di restituire non soltanto una panoramica esauriente dello stato dell’arte, ma un bacino di informazioni utili al completamento di ricerche di vario genere: dall’approfondimento filologico all’indagine tematica.
Il progetto propone delle lenti nitide per la ricognizione complessiva della tradizione Quattro e Cinquecentesca della novella della penisola, vale a dire degli scorci capaci di una veduta d’insieme sullo statuto e sulle diverse declinazioni del genere a partire da una ricognizione sistematica e aggiornata, sia sul piano testuale e filologico, sia su quello bibliografico.
Focus imprescindibile consiste nello scandaglio, a vari livelli, dei rapporti di continuità e di scarto delle novelle rispetto al modello decameroniano, ovvero la possibilità di sottoporre a verifica e ridiscutere gli assunti storico-critici ormai invalsi.
Il progetto Re.Novella rappresenta dunque il tentativo ambizioso di fornire uno strumento concreto per l’avanzamento della conoscenza sia della storia della novella italiana tra XV e XVI secolo, sia delle linee di sviluppo della nostra letteratura nell’arco di due secoli cruciali per la fondazione di canoni di lunghissima durata.
Attraverso un puntuale lavoro di controllo e aggiornamento di dati salienti – quali attribuzioni, datazioni, struttura delle sillogi, notizie sulla tradizione a stampa e manoscritta – il lavoro mira a fornire un quadro nuovo e criticamente affidabile di uno dei generi più fecondi della nostra tradizione letteraria.
L’équipe di ricerca coinvolge quattro sedi (Pisa, Siena, Venezia e Milano) e sette ricercatrici e ricercatori in un lavoro di stretta sinergia metodologica e operativa.