Novella di Filenio

Novella appartenente a: Le piacevoli notti, libro primo - Piacevoli notti primo libro II 2

Rubrica

Filenio Sisterna scolare in Bologna vien da tre belle donne beffato, ed egli con una finta festa di ciascheduna si vendica.

Incipit

Io non avrei mai creduto, valorose donne, né pur imaginato che la Signora mi avesse dato carico di dover favoleggiare, e massimamente toccando la volta alla signora Fiordiana avenutale per sorte. Ma poscia che a Sua Altezza cosí piace ed è di contentamento di tutti, io mi sforzerò di raccontare cosa che vi sia di sodisfacimento.

Explicit

E in tal guisa lo scolare meglio che egli seppe e puotè senza battitura alcuna virilmente si vendicò della ricevuta ingiuria.

 

Narratore

Antonio Molino detto il Burchiella

Trama

Filenio scolare cretese a Bologna a una festa dichiara il suo amore a tre donne, nessuna delle quali gli risponde. Le tre donne si confidano reciprocamente la dichiarazione e scoprono di essere state ingannate. Decidono di vendicarsi: la prima gli dà appuntamento in casa sua e, con un inganno, gli fa passare la notte sotto il letto in mezzo alle spine; la seconda lo fa cadere in un magazzino di cotone, la terza lo lascia nudo fuori casa. Filenio fa buon viso ma medita la vendetta. Invita le tre donne con i loro mariti a una festa a casa sua. Le conduce in una camera e la fa spogliare; le copre con un lenzuolo e chiama i mariti perché contemplino la bellezza dei loro corpi nudi, ma non mostra i volti. Poi congeda le donne, pago della vendetta. Le donne tornano a casa e fanno in modo che i mariti non sospettino di loro.

Personaggi principali

Filenio (studente), Emerenziana (donna), Pantemia (donna), Sinforosia (donna), marito

Ambientazione

Bologna (città), casa, strada, magazzino

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Generi

novella comica

Prologo

Fiordiana, a cui tocca di raccontare, propone che al suo posto sia il MOlino a raccontare una facecia, lodandolo come buon narratore.
Il Molino, che non pensava di favoleggiare, ringraziò prima Fiordiana delle lodi che ella date gli aveva; dopo ubidientissimo alla Signora in cotal guisa alla sua favola diede principio.

Epilogo

La brigata esprime consenso per la giusta vendetta di Filenio. La Signora propone che Fiordiana, che ha lasciato il racconto a Molino, dica almeno l'enigma.
L'enigma di Fiordiana:
Un vivo con duo morti un vivo fece
dal qual ebbe la vita un morto poi.
Quel ch'era estinto dopo si rifece
vita prendendo sì che erano doi.
L'uno de l'altro il premio sodisfece,
tal che ciascuno attese a i fatti suoi;
il primo vivo per lor vivi e morti
a parlar puoi si puose con e' morti.
Bembo chiede a Fiordiana di sciogliere l'enigma perché nessuno ci riesce. Il vivo è lo scolare che, al risveglio, con l'acciaio e la pietra, che sono i due morti, fa una cosa viva, cioè l'esca accesa. Con questa dà vita al lume, che era morto e così si mette a ragionare con i morti, cioè a leggere i libri dei letterati del passato.

Sezioni poetiche

Forma incipitMetricaNote
Un vivo con duo morti un vivo feceottavaABABABCC

Autore: Giovan Francesco Straparola da Caravaggio

DBI: Pirovano D., "Straparola, Giovanni Francesco", vol. 94 (2019)

Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1551

Luogo di produzione: Venezia

Lingua: volgare

Temi:

beffa, vendetta, giustizia, punizione, crudeltà, superbia, astuzia, ingegno, corteggiamento, infedeltà in amore, matrimonio

A cura di: Sandra Carapezza