Novella del testamento non rispettato

Novella appartenente a: Le piacevoli notti, libro secondo - Piacevoli notti secondo libro XII 4

Rubrica

D’alcuni figliuoli che non volsero essequire il testamento del padre loro.

Incipit

La maggior pazzia che possa far l’uomo o la donna è questa, cioè aspettar di far bene dopo la morte, percioché oggi dì o poco o niente si serva la fede a’ morti, e questo noi abbiam provato, ché quel poco che ne fu lasciato non l’abbiamo mai potuto conseguire.

Explicit

Conchiudo adunque per questa mia breve novella, che debbiamo far bene mentre viviamo e non dopoi la morte, conciosia che oggi dì, sì come dissi nel principio del mio parlare, o poco o niente si serva la fede a’ morti.

 

Narratore

Vicenza

Trama

Un padre, molto ricco, morendo lascia i figli esecutori del suo testamento, incaricati di provvedere a molti legati che egli ha disposto. I figli non sono felici che l’eredità se ne vada nei legati. Il minore spiega che i legati sono inutili al padre morto sia che si trovi all’inferno, da cui non c’è speranza di redenzione, sia che si trovi già in paradiso; se anche fosse nel regno di mezzo, sarebbe comunque già destinato alla salvezza. Conviene dunque che godano loro dell’eredità, da vivi.

Personaggi principali

padre, figlio

Ambientazione

Pesaro (città)

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Generi

facezia

Prologo

Vicenza introduce la favola facendo riferimento a una propria esperienza di eredità e alla fine della favola si dice che rimane amareggiata perché la cosa la riguarda.

Epilogo

Vicenza propone il suo enigma:
Con canti vengo e presso te mi pongo,
poi sopra il corpo tuo tutto mi stendo,
dentro del bucco tuo metto il mio lungo,
e del tuo succo con diletto prendo.
E quanto più nel fondo lo perlongo,
tanto più mi compiaccio e più m’incendio.
Asciuto me ne vo dentro cantando,
e torno fuor pietoso e lagrimando.
L’enigma è sciolto senza che si dica da parte di chi. Indica la fante che va al pozzo a prendere l’acqua. La brigata si diverte per questo enigma. Isabella comincia la sua favola.

Sezioni poetiche

Forma incipitMetricaNote
Con canti vengo e presso te mi pongo,ottavaABABABCC

Autore: Giovan Francesco Straparola da Caravaggio

Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1553

Luogo di produzione: Venezia

Lingua: volgare

Temi:

morte naturale, avarizia, cupidigia, relazione genitori/figli, ingratitudine all'interno di rapporti di parentela

A cura di: Sandra Carapezza