Novella dei due medici

Novella appartenente a: Le piacevoli notti, libro secondo - Piacevoli notti secondo libro VIII 5

Rubrica

Di duo medici, di quali uno era di gran fama e molto ricco, ma con poca dottrina, l’altro veramente era dotto, ma molto povero.

Incipit

Oggi dì, amorevoli donne, più si onorano i favori, la nobiltà e le ricchezze che la scienzia, la quale, quantunque sia in persone di basso e umil grado sepolta, ella nondimeno sa se stessa pur riluce e splende come un raggio.

Explicit

E se io sono stata più breve di quello che convenia, mi perdonerete, percioché io vedea l’ora esser tarda e voi col capo affermar ogni cosa esser vera.

 

Narratore

Lauretta

Trama

Oggi la scienza è trascurata, tuttavia essa emerge e risplende. A Padova ci sono due medici: uno molto ricco e famoso ma di poca scienza, l’altro un gentiluomo di grande dottrina, privo di beni. Un giorno visitano un malato e il medico povero riconosce che la causa del malessere sono le mele che ha mangiato la sera. Il paziente confessa di avere mangiato le mele. Terminata la visita il medico ricco domanda al collega come abbia capito la causa del male. L’uomo a malincuore spiega che ha imparato a guardare sotto il letto, dove trova i resti della cena precedente. Il medico ricco va a visitare un contadino malato; sotto il letto vede una pelle d’asino. Con sicurezza proclama che la causa del male del contadino è l’asino che egli ha mangiato. Il contadino dice di non aver visto asini, se non quello stesso medico e lo congeda bruscamente.

Personaggi principali

medico, medico, contadino, malato

Ambientazione

Padova (città), casa

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Generi

novella comica

Prologo

La Signora incarica Lauretta di proseguire con i racconti.

Epilogo

Poiché si è fatto tardi, Lauretta ha scelto una favola breve e, al termine, propone senza indugio l’enigma:
Rossetta bella d’ogni laude degna,
onor del cielo e del mondo corona,
quando tu spieghi la candida insegna
ch’ad alto lieva ogni gentil persona,
del largo tuo valor l’uomo s’impregna
e a ben operar l’anima sprona.
Ma quando scopri l’altra oscura e nera,
convien ch’a forza ogni gran stato pera.
Spiega che è la lingua.
La Signora congeda tutti.

Sezioni poetiche

Forma incipitMetricaNote
Rossetta bella d’ogni laude degna,ottavaABABABCC

Autore: Giovan Francesco Straparola da Caravaggio

Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1553

Luogo di produzione: Venezia

Lingua: volgare

Temi:

guarigione, malattia, stupidità, invidia, superbia

A cura di: Sandra Carapezza