Novella di Cesarino e gli animali magici

Novella appartenente a: Le piacevoli notti, libro secondo - Piacevoli notti secondo libro X 3

Rubrica

Cesarino di Berni calavrese con un leone, un orso e un lupo si parte dalla madre e dalle sorelle, e giunto nella Sicilia, trova la figliuola del re che deveva esser divorata da un ferocissimo dracone, e con quelli tre animali l’uccide, e liberata da morte vien presa da lui in moglie.

Incipit

Rivogliendo l’antiche e moderne istorie, trovo la prudenzia esser una delle più chiare e notabili virtù che nelle umane creature trovar si possa, percioché l’uomo prudente si rammenta le cose passate, discerne le presenti e con maturo giudizio provede alle future.

Explicit

Il re senza indugio le fece vive ardere; e Cesarino e Doratea lungo tempo felicemente si goderono insieme, e lasciorono dopo sé figliuoli; e gli animali finché da natural morte morirono, furono con molta diligenza serviti.

 

Narratore

Alteria

Trama

Cesarino, giovane calabrese, in una tana nel bosco trova dei cuccioli di leone, lupo e orso e ne prende uno per specie. Li alleva in casa e se ne serve per cacciare, così da avere sempre buon cibo. La madre gli domanda come possa fare sempre una caccia tanto buona. Cesarino attribuisce il merito ai suoi animali, ma intima alla madre di serbare il segreto. La madre, sollecitata da una vicina, le rivela la ragione della fortuna nella caccia. La donna lo dice al marito, il quale propone a Cesarino di cacciare con lui. Cesarino senza dir nulla, se ne va in Sicilia, dove ripara in un romitaggio; quando l’eremita torna, il giovane lo rassicura. L’eremita gli racconta che non lontano c’è un dragone che non solo priva di risorse la zona, ma pretende anche un tributo di vittime umane e ora è il turno della bella figlia del re. Cesarino con i suoi animali affronta e sconfigge il dragone, tagliandogli la lingua. Un contadino, visto il dragone morto, lo decapita e va dal re chiedendo in premio per avere ucciso il dragone la mano di sua figlia. L’eremita apprende la notizia e la riferisce a Cesarino, il quale gli garantisce di aver ucciso lui il dragone, mostrandogli la lingua. L’eremita allora denuncia al re l’impostore e gli presenta Cesarino, che porta a testimonianza delle sue parole la lingua del dragone. Cesarino sposa la figlia del re. La madre e le sorelle di Cesarino diventano gelose di lui e mettono un osso avvelenato nel suo letto per ucciderlo. Cesarino viene in questo modo ucciso. Le donne tappano le orecchie ai tre animali per impedire loro di rivelare qualcosa, ma il lupo riesce a intender qualcosa e, con fatica, fa capire agli altri due animali che il padrone è in pericolo. L’orso con gli artigli stappa le orecchie al leone, e viceversa. Gli animali osservano il corpo del padrone. Il leone dice che serve del grasso per ungere la piaga e lo prende dalle budella dell’orso. In questo modo, e con erbe, Cesarino guarisce. Le donne vengono scoperte e punite.

Personaggi principali

donna, Cesarino (giovane), leone, lupo, orso (animale magico), eremita, contadino, sorella, re, moglie

Ambientazione

Calabria (regione), Sicilia (regione), bosco, campagna

Datazione dell'ambientazione

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Generi

fiaba

Prologo

È celebrata la prudenza. La novella scaturisce dalla precedente: la favola di Arianna ha fatto ricordare a Alteria la storia che sta per raccontare.

Epilogo

Alteria espone subito il suo enigma:

Nom ho di donna e ho meco un fratello,
qual morto, io nasco, e morta io, rinasce esso.
Né mai mi posso accompagnar con ello,
ché tosto fugge che li giungo addosso.
Partomi e torno e volo più ch’augello,
n’ad alcun mai toccarmi fu permesso,
e vosco spesso mi ritrovo a cena,
quantunque mora e nasca senza pena.
Si tratta della notte, che ha per fratello il giorno.

Sezioni poetiche

Forma incipitMetricaNote
Nom ho di donna e ho meco un fratello,ottavaABABABCC