Novella dell'asino Brancaleone

Novella appartenente a: Le piacevoli notti, libro secondo - Piacevoli notti secondo libro X 2

Rubrica

Un asino fugge da un monaio e capita sopra un monte, e trovato dal leone, gli addimanda chi egli è, e l’asino all’incontro addimanda al leone il nome suo. Il leone dice esser il leone e l’asino gli risponde esser brancaleone, e sfidatisi a far alcune prove, l’asino finalmente rimane vincitore.

Incipit

La diversità dell’umane cose, la varietà di tempi, i costumi degli uomini maligni fanno spesse volte quello che è bello parer brutto e quello che è brutto parer bello.

Explicit

Di qua procede che gli asini abitano i luoghi domestici e i leoni i luoghi inabitabili e silvestri, percioché il vil animale con le sue astuzie e fraudi avanzò il feroce leone.

 

Narratore

Arianna

Trama

L’esordio è una sorta di scusa preventiva: poiché i gusti sono vari, la favola potrebbe non piacere. Un mugnaio maltratta un asino che, con ancora il basto addosso, fugge. Arriva ai piedi di un monte e decide di salirlo e eleggerlo a sua dimora. Quando arriva sul monte, da una caverna esce un leone che si stupisce dell’ardire dell’asino, venuto a usurpare il suo spazio. Il leone si presenta; l’asino dice di chiamarsi Brancaleone, suscitando così la paura dell’altro. Brancaleone scalciando e facendo dei peti lo spaventa ancor di più. Il leone gli propone di fare tre prodezze, in modo che il migliore rimanga padrone del monte. Giungono presso un fosso: il leone salta agilmente, mentre l’asino rimane sospeso e il leone lo soccorre, guadagnando i rimproveri di lui, che afferma di essere stato piacevolmente assorto a bilanciare il peso della testa e della coda. Poi devono attraversare un fiume, ma l’asino rischia di annegare e di nuovo il leone lo salva. Anche questa volta Brancaleone accusa il compagno di averlo inopportunamente interrotto mentre se ne stava tra i pesci in fondo al fiume. L’indomani vanno a caccia: il leone prende molte bestie selvatiche, l’asino entra in una casa e fa una scorpacciata di meliga. Si mette a dormire, defecando abbondantemente. Una cornacchia gli vola attorno, vicino alle natiche, tanto da rimanere intrappolata e uccisa lì. Quanto il leone torna l’asino si vanta di aver fatto una grande caccia standosene a dormire. Il leone incontra il lupo e lo avverte di non avvicinarsi al monte per via dell’asino; il lupo, dalla descrizione, riconosce l’asino e tenta di rassicurare il leone, che però impone di procedere tenendosi legati per la coda. Camminando così il leone di ferisce un occhio con una spina pensando sia un’arma dell’asino; si mette a correre trascinando con sé il lupo, fino a quando scopre che è morto. Da allora il leone abita nelle grotte.

Personaggi principali

animale magico, Brancaleone (asino), mugnaio, leone, lupo

Ambientazione

Arcadia (regione), bosco, campagna

Datazione dell'ambientazione

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Generi

favola

Prologo

La Signora impone a Arianna di raccontare la favola

Epilogo

La favola è giudicata di poco succo dall’io autoriale, ma comunque lodata dalla compagnia.
Arianna propone l’enigma:
Grande e brutto son io, grosso e rotondo,
e a le donne do molto diletto;
elle m’abbraccian con volto giocondo
e fra le cosce lor mi tengon stretto;
elle mi pungon e dano, e io secondo
lor voglie star convengo al mio dispetto.
Donne, se questa cosa indovinate,
dirò ben centro che sete fatate.
Si tratta del tombolo, come spiega Arianna. L’interpretazione è molto lodata.

Sezioni poetiche

Forma incipitMetricaNote
Grande e brutto son io, grosso e rotondo,ottavaABABABCC

Autore: Giovan Francesco Straparola da Caravaggio

Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1553

Luogo di produzione: Venezia

Lingua: volgare

Temi:

sfida, beffa, buona fortuna, magia, dabbenaggine, invidia, vanagloria, astuzia, destrezza

A cura di: Sandra Carapezza