La novella di Placida e Ladislao
Novella appartenente a: Novelle porretane - Porretane 32
Rubrica
Ladislao, re di Ispagna, dolosamente in casa de uno suo amico una figliuola de uno suo citadino se fa condure, per avere piacere cum lei; la quale cum morale rasone ed exempli defende la sua onestà: dove in sucesso divenne onorata regina.
Incipit
Ladislao re de Ispagna, caro figliuolo e voi generosa compagnia, fu principe de magno stato e rico quanto altro forsi che a' dì suoi se trovasse.
Explicit
— Per certo el me conviene narrare una breve novelletta, la cui conclusione non parendo alle vostre Magnificencie conveniente che sia narrata da onesta donna, quelle se dignarano pigliarla in bona parte, rechedendolo el nostro solacevole luoco —. E cusì, venustamente girando i suoi begli occhii, dixe.
Narratore
Giovanni Sabadino degli Arienti
Trama
Ladislao, re di Spagna, pur sposato con la figlia del re di Scozia, si innamora perdutamente della giovane figlia di un nobile, Placida. Sfruttando alcune conoscenze comuni, il regnante invita a corte padre e figlia, riuscendo a rinchiudere quest'ultima in una camera con l’aiuto di una mezzana. Svelato il proprio amore, Ladislao cerca di convincere Placida a concedersi nonostante la giovane, educata e di spiccato ingegno, argomenti severamente le proprie ragioni e dimostri il rischio di corruzione a cui va incontro l’animo del regnante. Nonostante Ladislao appaia intenzionato a passare alle maniere forti, Placida riesce a indurlo ad astenersi dallo stupro tramite un’orazione accorata e ricca di riferimenti alla classicità. Tempo dopo, rimasto vedovo e senza eredi, il re decide di prendere in moglie Placida, che si rivela degna e provvida regina.
Personaggi principali
Placida (giovane), Ladislao (re-regina), re-regina, amico
Ambientazione
Spagna (nazione), camera
Datazione dell'ambientazione
Passato prossimo
Generi
novella a lieto fine, racconto morale
Epilogo
La novella rinfranca la componente femminile della brigata dalla misoginia della novella raccontata dall’araldo Ludovico (n. 30). Si conclude così la seconda giornata di racconti e se ne apre una nuova in un altro piacevole posto («altro luoco non meno ameno e delectevole de quello del passato giorno») dove prende parola madonna Justina, moglie di Niccolò Gonzaga.
Autore: Giovanni Sabadino degli Arienti
DBI: Ghinassi G., "degli Arienti, Giovanni Sabadino", vol. 4 (1962)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1470 ca. - 1492 ca.
Luogo di produzione: Bologna
Lingua: volgareTemi:
conflitti uomo/donna, giustizia, lussuria, retorica, pudicizia, relazione gerarchica signore/sottoposto, eros, infedeltà in amore, matrimonio, tradimento in amore
A cura di: Elena Niccolai