Novella di Castorio

Novella appartenente a: Le piacevoli notti, libro secondo - Piacevoli notti secondo libro VI 2

Rubrica

Castorio, desideroso di venir grasso, si fa cavare tutti duo i testicoli a Sandro, ed essendo quasi morto, vien dalla moglie di Sandro con una piacevolezza placato.

Incipit

La favola d'Alteria non men graziosamente che prudentemente recitata mi riduce a memoria una facezia non men ridicolosa che la sua, la quale mi fu da una nobil donna poco tempo fa brevemente narrata.

Explicit

Né stette gran tempo che 'l meschinello si riebbe e venne grasso sì come egli desiderava.

 

Narratore

Arianna

Trama

Sandro è un contadino, di aspetto molto florido e grasso, così come sua moglie. Castorio è un nobiluomo di Fano che ha una villa a Carignano; è tormentato perché nonostante la sua vita oziosa e ricca rimane sempre magro, perciò domanda a Sandro come possa essere tanto grasso. Sandro pensa di fagli una beffa. Gli spiega di essere diventato grasso dopo che un uomo, ormai morto, gli ha tolto i testicoli e assicura di non aver provato nessun dolore. Aggiunge di avere imparato a farlo e di farlo ai suoi animali che infatti ingrassano visibilmente. Castorio lo prega di farlo a lui. L'operazione è rapida e indolore ma dopo poco tempo Castorio si ammala gravemente e torna da Sandro minacciandolo. Sandro gli dà appuntamento all'indomani per risolvere il problema, ma in verità non ha una soluzione e si confida con la moglie. La moglie ha un piano. L'indomani si reca all'appuntamento nei panni del marito e viene scambiata per lui da Castorio. Rassicura Castorio con la propria esperienza: ha subito un taglio ben più radicale e che ancora puzza, ma nonostante ciò sta bene. Gli mostra i suoi genitali. Castorio vedendola priva anche del membro, oltre che dei testicoli, e sentendo l'odore pestilenziale (dato che la donna ha fatto un peto silenzioso) si conforta. Di lì a poco Castorio si rimette e ingrassa.

Personaggi principali

Sandro (contadino), Castorio (nobile), moglie

Ambientazione

Carignano (villaggio), Marca (regione), Fano (città)

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Generi

novella comica

Prologo

"Finita l'esposizione del bel enigma, Arianna, che appresso lei sedeva, levossi in piè, e alla sua favola in tal maniera diede incominciamento."

Epilogo

Le donne e gli uomini ridono. Le une per l'idea di Castorio senza testicoli, gli altri perché la donna ha mostrato il sesso a Castorio. La signora deve battere le mani per imporre il silenzio. Arianna recita l'enigma:
Ponetevi a boccone, se 'l vi piace
ch'a mano a mano vi farò quel fatto.
In man piglio la cosa ch'indi giace
e nel forame ghe lo pongo un tratto.
Non vi torgete punto, state in pace,
ché vi prometto per espresso patto
di non venir a fin di questa danza
che d'avantaggio v'empirò la panza.
I presenti si scandalizzano per l'indovinello e la signora di adira con Arianna, la quale risolve l'enigma dicendo si tratta del clistere. La signora di tranquillizza e assicura che ciascuna potrà parlare liberamente. Cataruzza comincia la sua favola.

Sezioni poetiche

Forma incipitMetricaNote
Ponetevi a boccone, se 'l vi piaceottavaABABABCC

Autore: Giovan Francesco Straparola da Caravaggio

Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1553

Luogo di produzione: Venezia

Lingua: volgare

Temi:

conflitti città/campagna, beffa, ferimento, astuzia, stupidità, relazione gerarchica signore/sottoposto

A cura di: Sandra Carapezza