Novella di pre' Scarpafico
Novella appartenente a: Le piacevoli notti, libro primo - Piacevoli notti primo libro I 3
Rubrica
Pre' Scarpacifico, da tre malandrini una sol volta gabbato, tre fiate gabba loro, e finalmente vittorioso con la sua Nina lietamente rimane.
Incipit
Il fine della favola da Alteria prudentemente raccontata mi dá materia di dovere raccontarne una, la quale vi fia non men piacevole che grata, ma sará differente in uno, che in quella pre' Severino fu da Cassandrino gabbato, ma in questa pre' Scarpacifico piú volte gabbò coloro che lui gabbare credevano, sí come nel discorso della mia favola a pieno intenderete
Explicit
E trovati tre buoni sacconi di ferma e fisa canevazza, li puose dentro, e strettamente, che uscir non potessero, li legò, e nel fiume gli aventò e cosí infelicemente se n'andorono le anime loro ai luoghi bugi dove sentino eterno dolore; e pre' Scarpacifico, ricco e di danari e di peccore, ritornò a casa e con la sua Nina ancora alquanti anni allegramente visse.
Narratore
Cateruzza
Trama
Pre' Scarpacifico al mercato compra un muletto; tre furfanti glielo portano via con l'inganno, facendogli credere che sia un asino. La Nina, governante di pre' Scarpacifico, lo rimprovera per la sua ingenuità, ma il prete ha in mente di ricambiare la beffa ai tre. Va al mercato con una capra e fa credere ai tre che la capra torni a casa da sola con il carico di mercanzia e riferisca un messaggio alla domestica. I tre acquistano la capra. Quando si accorgono dell'inganno tornano dal prete per vendicarsi. Il prete dà la colpa alla Nina e fa credere loro di averla uccisa (rompendo una vescica piena di sangue che la donna teneva in petto all'uopo). Poi pentito le soffia con un mantice e lei torna in vita. I tre comprano il mantice. Quando uno di loro litiga con la moglie la uccide pensando di poterla risuscitare con il mantice; non ci riesce: prova il secondo con la sua. I tre tornano da Scarpacifico e lo mettono in un sacco per buttarlo nel fiume. I malandrini si allontanano e il prete nel sacco grida lamentandosi che gli vogliono dare qualcosa che lui non può prendere. Un pastore lo sente, lo libera e gli chiede spiegazioni. Scarpacifico gli fa credere che il signore gli vuole dare sua figlia in sposa. Il pastore si fa mettere nel sacco credendo che in questo modo avrà in sposa la figlia del signore. I malandrini tornano e gettano il sacco nel fiume, poi vedono Scarpacifico con le pecore e si stupiscono. Il prete fa credere loro che abbia ottenuto le pecore quando è stato buttato nel fiume. Si fanno legare in sacchi e buttare nel fiume.
Personaggi principali
Scarpafico (prete), Nina (servo), ladro, pastore
Ambientazione
Imola (città), mercato, casa
Datazione dell'ambientazione
Passato prossimo
Generi
novella comica
Prologo
Finito e risoluto il dotto enimma da Alteria raccontato, Cateruzza, che le sedeva appresso, conobbe che a lei toccava il terzo aringo della prima notte. Onde con viso allegro in tal maniera a dire incominciò.
Epilogo
Cateruzza propone il seguente enigma:
Stava ad un desco un fabro e la mogliera
con un sol pane intiero e un mezzo appena.
Con la sorella il prete in su la sera
quattro si ritruovaro a quella cena.
Tre parti fer del pane, e più non v'era;
e tutti quattro con faccia serena,
godendo la lor parte, fur contenti.
Non so tu, che m'ascolti, quel che senti.
L'enigma è spiegato così da Cateruzza: il fabbro e sua moglie sono a tavola per cenare, quando arriva un prete che è il fratello della moglie. Quindi sono in quattro: moglie e marito, fratello e sorella; ma in realtà sono in tre perché moglie e sorella sono la stessa persona, perciò ciascuno prende mezzo pane e è contento.
Sezioni poetiche
| Forma incipit | Metrica | Note |
|---|---|---|
| Stava ad un desco un fabro e la mogliera | ottava | ABABABCC |
Autore: Giovan Francesco Straparola da Caravaggio
DBI: Pirovano D., "Straparola, Giovanni Francesco", vol. 94 (2019)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1551
Luogo di produzione: Venezia
Lingua: volgareTemi:
furto, beffa, vendetta, giustizia, omicidio, cupidigia, astuzia
A cura di: Sandra Carapezza