Novella di pre' Zefiro

Novella appartenente a: Le piacevoli notti, libro secondo - Piacevoli notti secondo libro VI 5

Rubrica

Pre' Zefiro scongiura un giovane che nel suo giardino mangiava fighi.

Incipit

Suolsi dire, carissime donne, che la virtù consiste nelle parole, nelle erbe e nelle pietre, ma le pietre avanzano in virtute l'erbe e le parole, sì come per questa mia brevissima favoluzza intenderete.

Explicit

E così le pietre avanzaro in vertù l'erbe e le parole.

 

Narratore

Eritrea

Trama

Pre' Zefiro nel suo giardino ha un bellissimo albero di fichi, di cui è molto geloso. Un giorno l'albero rimane privo di guardiani e un giovane vi si arrampica e mangia i fichi. Il prete avvedutosi dell'assenza dei guardiani corre a sorvegliare il suo albero e vi trova il giovane. Lo supplica in nome del cielo, della terra, dei pianeti e di tutto ciò che gli pare atto allo scopo, ma non ha risultato. Raccoglie delle erbe e lo scongiura in nome di esse. Infine, ricorda che è scritto che la virtù sta nelle parole, nelle erbe e nelle pietre. Tenta con queste ultime, bersagliando il giovane, che è così costretto a scendere.

Personaggi principali

pre' Scarpafico (prete), giovane, custode

Ambientazione

Bergamo (città), porta Penta [Sant'Andrea] (orto)

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Generi

facezia, novella comica

Prologo

"Piacque a tutti la sottil interpretazione del bel enigma e poscia che furon achettati, ordinò la Signora ad Eritrea che la sua favola raccontasse; ella prestamente così disse."

Epilogo

Eritrea espone il suo enigma:
Vorrei, donne gentil, che mi diceste
e voi signor ancor con mente vera
qual di queste più tosto prendereste
con più fermezza e sicurtà sincera:
la stretta ben legata, o pur vorreste
la tocca e dalle ben da prima sera,
o ver la leva ben per tempo; e questo
ditel gagliardamente e ditel presto.
Ciascuno fa la sua scelta e poi Eritrea spiega che si tratta di tre malanni: la stretta ben legata è la tigna, che richiede bende strette; la leva ben per tempo è la diarrea che impone di alzarsi in fretta dal letto; la tocca dalli da prima sera è la rogna, che produce insopportabile prurito.
A tutti piace l'esposizione dell'enigma. La Signora dà licenza di chiudere la serata, perché si è fatto tardi. La compagnia si dà appuntamento all'indomani sera.

Sezioni poetiche

Forma incipitMetricaNote
Vorrei, donne gentil, che mi dicesteottavaABABABCC

Autore: Giovan Francesco Straparola da Caravaggio

Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1553

Luogo di produzione: Venezia

Lingua: volgare

Temi:

furto, punizione, magia, astuzia, retorica

A cura di: Sandra Carapezza