Novella di Guerrino e l'uomo selvatico
Novella appartenente a: Le piacevoli notti, libro primo - Piacevoli notti primo libro V 1
Rubrica
Guerrino, unico figliuolo di Filippomaria re di Cicilia, libera un uomo salvatico dalla prigione del padre, e la madre per temenza del re manda il figliuolo in essilio. E lo salvatico uomo fatto domestico libera Guerrino da molti e infiniti infortuni.
Incipit
Festevoli e graziose donne, ho inteso per fama ed anche veduto per isperienza, un ben servire altrui, quantunque non si riconosca la persona a cui si serve, il piú delle volte ridondare in grandissimo beneficio di colui che fidelmente ha servito.
Explicit
E ritornatosene in Cicilia con la cara moglie e con il diletto fratello e cognata, fu dal padre e dalla madre graziosamente veduto ed accarecciato, e lungo tempo visse in buona pace, lasciando dopo sé figliuoli bellissimi e del regno eredi.
Narratore
Eritrea
Trama
Guerrino libera un uomo selvatico che suo padre teneva in gabbia. Per timore della reazione paterna la madro lo fa partire. In viaggio incontra un giovane e si accompagna con lui. Il giovane è l'uomo selvatico che una fata ha reso bello e gentile come ricompensa per averla fatta ridere. I due arrivano in Irlanda. I servitori di Guerrino vogliono farlo morire, perciò fanno sapere al re che Guerrino si è vantato di uccidere un terribile cavallo che infesta il regno. Con l'aiuto del giovane Guerrino lo doma; lo stesso capita con una cavalla altrettanto terribile. Il re impone un'altra prova a Guerrino: deve riconoscere qual è la figlia bionda tra le sue due figlie. Con l'aiuto di un calabrone che ha liberato Guerrino la riconosce. La sposa; il giovane sposa la sorella.
Personaggi principali
Guerrino, figlio del re di Sicilia (giovane), Rubinetto, uomo selvatico trasformato (giovane), mago, di Siclia (re), madre, servo, Zifroi, re di Irlanda (re), Potenziana (donna), oste
Ambientazione
Cicilia [Sicilia] (isola), bosco, prigione, Irlanda (città), osteria, corte
Datazione dell'ambientazione
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Generi
fiaba, novella a lieto fine
Prologo
Scende la sera; la compagnia si ritrova. La Signora estrae i nomi delle donzelle che racconteranno in questa quinta notte. Tre damigelle cantano una canzone. La Signora fa cenno a Eritrea di iniziare a raccontare.
Epilogo
Eritrea espone il suo enigma:
Nasce un fer animal d'un picciol seme
c'ha in odio per natura ogni persona;
di mirarlo ciascun paventa e teme,
ch'uccide altrui n'a se stesso perdona;
a tutto ov'egli d'ognintorno preme
il valor toglie, e a morte in preda dona;
arbori secca e da per tutto infetta:
mai fiera fu più cruda e maladetta.
Si tratta del basilisco. Il signor Evangelisca dice a Eritrea che è lei un basilisco, che con gli occhi uccide.
Sezioni poetiche
| Forma incipit | Metrica | Note |
|---|---|---|
| Nasce un fer animal d'un picciol seme | ottava | ABABABCC |
Autore: Giovan Francesco Straparola da Caravaggio
DBI: Pirovano D., "Straparola, Giovanni Francesco", vol. 94 (2019)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1551
Luogo di produzione: Venezia
Lingua: volgareTemi:
premio, magia, gelosia, invidia, coraggio, cortesia, gratitudine, ingegno, lealtà, relazione gerarchica re/suddito, amicizia, amicizia maschile, relazione genitori/figli, matrimonio
A cura di: Sandra Carapezza