Novella di Federico da Pozzuolo

Novella appartenente a: Le piacevoli notti, libro secondo - Piacevoli notti secondo libro XII 3

Rubrica

Federico da Pozzuolo, che intendeva il linguaggio de gli animali, astretto dalla moglie dirle un secreto, quella stranamente batte.

Incipit

Gli uomini savi e aveduti deono tenere le loro mogli sotto timore, né patire che elle li pongano le brache in capo, percioché altrimenti facendo alla fine si troveranno pentiti.

Explicit

E facendogli la moglie instanzia di voler intender la causa del suo ridere, egli la prese per gli capegli e cominciò a batterla e diedele tante busse, che quasi la lasciò per morta.

 

Narratore

Fiordiana

Trama

Federico da Pozzuolo intende il linguaggio degli animali. È in viaggio con la moglie gravida quando sente il puledro lamentarsi di non riuscire a tenere il passo della madre, anch’essa gravida. La madre osserva che lei, gravida che porta la padrona gravida, riesce a tenere quell’andatura e dunque lui giovane e leggero deve farcela. Federico sorride di questa conversazione. La moglie gliene domanda il motivo con tanta insistenza che Federico deve prometterle che a Pozzuoli glielo rivelerà, anche se questo comporterà per lui la morte. Arrivati a Pozzuoli la moglie pretende di sapere il motivo. Federico le chiede di far chiamare il confessore, perché sicuramente morirà. Il cane rimprovera il gallo che non si duole per la morte del padrone. Il gallo replica che il padrone si è cercato la morte, per non sapere tenere a bada una donna. Lui, invece, domina su mille galline e se disobbediscono le becca. Federico sentito ciò, decide che non cederà alla moglie e la picchia duramente, senza rivelarle nulla.

Personaggi principali

Federico da Pozzuolo (giovane), moglie, asini, cane, gallo (animale magico), asino, cane, gallo

Ambientazione

Pozzuoli (città), Napoli (città), strada

Datazione dell'ambientazione

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Generi

fiaba, racconto morale

Prologo

La Signora impone a Fiordiana di raccontare la sua favola.

Epilogo

La favola non è molto gradita alle donne, per le violenze subite dalla moglie, ma esse non approvano neppure il comportamento di lei. Fiordiana recita l’enigma:
Vid’una, né vi paia cosa strana,
ch’una fessa stringeva e allargava.
Un non so che, dopo, lungo una spana,
prima la punta nel fesso ficcava,
il tutto dopo; ed ella allegra e piana
con tal stromento assai si sollacciava.
Piacquemi questo molto, e tu nol credi
veder tal cosa far con mani e piedi.
L’enigma suscita le risa di tutti, ma Fiordiana spiega che l’enigma è onesto: indica la tessitrice. Tutti lodano l’interpretazione.

Sezioni poetiche

Forma incipitMetricaNote
Vid’una, né vi paia cosa strana,ottavaABABABCC

Autore: Giovan Francesco Straparola da Caravaggio

Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1553

Luogo di produzione: Venezia

Lingua: volgare

Temi:

conflitti uomo/donna, magia, curiosità, matrimonio

A cura di: Sandra Carapezza