La novella di Lorenzo Spaza
Novella appartenente a: Novelle porretane - Porretane 20
Rubrica
Miser Lorenzo, cavaliero araldo, se lassa convenire denanti al pretore da uno notaro, al quale è dimostrato non essere in bono sentimento; e miser Lorenzo libero se parte, lassando il notaro schernito e disperato.
Incipit
Credo, riputatissimo conte, valorosi gentilomini e graziosissime donne, che per fama abiate cognosciuto uno miser Lorenzo, che fu della nostra illustre comunità cavaliero araldo onoratissimo, molto faceto e prudente, la cui virtute cum gran piacere a qualunca principe fu grata; e, secundo se dice, in niuno altro de bella presenzia, de facundia, de pratica, de costumi, de gesti, de varie lingue, de optime e conveniente parte e virtude sì copioso cumulo si trovò giamai.
Explicit
Una bella, savia e facunda giovene, inclito principe, de ingegno perspicace, nominata Penelope, secunda nata del conte, sposa de uno giovene prestantissimo, il nome del quale è Melchione di Mazoli, essendo de quello colore vestita che dimostra il cielo quando è adorno de chiare stelle, e sopra la vaga fogia de' biondi capelli d'alcuni ragetti d'oro e de riche zoglie ornata, doppo le debite risa de l'audita novella, essendo da l'altre donne invitata a dire, da purpureo colore nel candido viso prima assalita, cum dolce e reverente maniera uno amoroso e pio accidente, e forsi inaudito, de uno gentilissimo cavaliero de vostra illustre stirpe incominciò a narrare in questa forma.
Narratore
Violante Lambertini
Trama
L’onoratissimo cavaliere Lorenzo Spaza, poiché è frequentemente schernito da un notaio bolognese che non viene nominato dalla narratrice, decide di pianificare una beffa per vendicarsi. Fingendo di essere in ristrettezze economiche, il cavaliere si fa prestare in amicizia dieci ducati dal notaio, senza firmare alcunché. Trascorso un lungo periodo senza avere ricevuto i soldi indietro, il notaio, preoccupato di non riavere la somma, chiede a Lorenzo di recarsi con lui dal pretore Agamennone di Marocelli da Genova. Lorenzo accetta dopo essersi fatto prestare un ricco mantello dal notaio stesso. Giunto così dal pretore, Lorenzo schernisce il notaio sia mostrando al pretore l’assenza di qualsiasi cedola contrattuale sia sfoggiando, tramite il mantello, uno status e una ricchezza all'altezza della somma richiestagli, inducendo quindi il sospetto che il notaio sia folle. Il notaio, nonostante la sconfitta, continua a chiedere indietro i suoi averi a Lorenzo, il quale, impietosito, dopo molto tempo glieli consegna, sottolineandogli il motivo della sua vendetta.
Personaggi principali
Lorenzo Spaza (cavaliere), Bernabò Visconti (signore), notaio, Agamennone di Marocelli da Genova (podestà)
Ambientazione
Alessandria (città), Genova (città), Bologna (città)
Datazione dell'ambientazione
1355 ca. - - Passato prossimo
Generi
novella comica
Prologo
La narratrice sottolinea il valore del cavaliere Lorenze Spaza ricordandone le gesta e del dono, un pregiato mantello di ermellino, offertogli da Bernabò Visconti.
Epilogo
Dopo le risate, prende parola Penelope Mazoli, consorte di Melchione Mazoli, che, arrossita, comincia a narrare una novella d'amore.
Autore: Giovanni Sabadino degli Arienti
DBI: Ghinassi G., "degli Arienti, Giovanni Sabadino", vol. 4 (1962)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1470 ca. - 1492 ca.
Luogo di produzione: Bologna
Lingua: volgareTemi:
beffa, conflitto verbale, vendetta, arricchimento, punizione, follia, invidia, astuzia, retorica
A cura di: Elena Niccolai