Novella di Galafro e Galeotto
Novella appartenente a: Le piacevoli notti, libro secondo - Piacevoli notti secondo libro IX 1
Rubrica
Galafro re di Spagna per le parole d’un chiromante che la moglie li farebbe le corna, fabrica una torre e in quella pone la moglie, la quale da Galeotto, figliuolo di Diego re di Castiglia, rimane aggabbata.
Incipit
Sì come, amorose donne, la lealtà, che in una gentil madonna si trova, merita lode per esser sommamente commendata da tutti, così per lo contrario la dislealtà, che la signoreggia, merita biasmo per esse parimenti vituperata da tutti.
Explicit
E in quell’ora fece spianar la torre e pose la moglie in libertà, con la quale allegramente visse; e Galeotto nel fatto d’arme vittorioso con le sue merci a casa fece ritorno.
Narratore
Diana
Trama
La lealtà delle donne è assai lodevole e al contrario la slealtà deve essere vituperata. La favola vuole intrattenere e mostrare questo insegnamento. Galafro re di Spagna si fa leggere la mano da un chiromante, scoprendo che la moglie lo tradirà. Fa chiudere la moglie in una fortezza isolata, senza dare nessuna spiegazione. Galeotto, figlio del re di Castiglia, sente parlare della grande bellezza della regina di Spagna. Si traveste da mercante e prende molte cose preziose da vendere, che espone davanti al palazzo in cui è rinchiusa la regina. Le damigelle ne fanno parola con la regina, che vorrebbe fare entrare il mercante. Il mercante promette alle guardie parte dei guadagni se lo faranno entrare. La regina si invaghisce del mercante ed anche delle sue merci. Ne sceglie una e chiede il prezzo. Il mercante promette di fargliene dono se lei gli concederà la sua grazia. I due giacciono insieme. Il mercante rivuole le sue merci, ma la regina vorrebbe tenerle. Il mercante minaccia di aspettare l’arrivo del re, quindi la regina lo lascia andare. Le guardie vorrebbero la ricompensa che avevano pattuito consentendogli l’ingresso, ma il mercante protesta di non avere venduto nulla e minaccia nuovamente di aspettare il re. Uscito di lì, quando arriva il re il mercante si mette a gridare di sapere qualcosa e non volerlo dire. Il re per scherzo lo imita ripetendo le stesse parole mentre entra in casa. La regina si crede scoperta e confessa tutto al marito, il quale non sapeva nulla. Il re la perdona e, persuaso che le stelle devono fare il loro corso, la libera dall’isolamento.
Personaggi principali
Galafro (re), Galeotto (principe), Feliciana (re-regina), mago, guardia
Ambientazione
Spagna (regno), Castiglia (regno), torre
Datazione dell'ambientazione
Epoca medievale
Generi
novella a lieto fine, novella comica
Prologo
Vengono estratti i nomi delle damigelle. Si canta “Sconsolate erbecine”. I presenti si commuovono alla canzonetta, pensando ciascuno a un proprio segreto amore.
Diana comincia la narrazione
Epilogo
La novella dà spunto per discutere sull’opportunità della confessione della regina. Poi Diana espone l’enigma, la cui soluzione è la neve:
Vien da le parti di settentrione
gente rubesta di bianco vestita,
ferisse ognun senza compassione
nel capo, ne li piedi e ne la vita.
Di morti stan coperte le persone
e di salvarsi ognun qua e là s’aita.
Arde in le case d’ogni canto il fuoco,
da lor schermirsi non si trova luoco.
Sezioni poetiche
| Forma incipit | Metrica | Note |
|---|---|---|
| Vien da le parti di settentrione | ottava | ABABABCC |
Autore: Giovan Francesco Straparola da Caravaggio
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1553
Luogo di produzione: Venezia
Lingua: volgareTemi:
beffa, travestimento, travestimento, magia, relazione gerarchica re/suddito, matrimonio, tradimento in amore
A cura di: Sandra Carapezza