Novella di Francesco Sforza

Novella appartenente a: Le piacevoli notti, libro secondo - Piacevoli notti secondo libro IX 3

Rubrica

Francesco Sforza, figliuolo di Lodovico il Moro duca di Melano, segue un cervo nella caccia e da’ compagni si smarrisse, e giunto in casa di certi contadini, si consigliano di ucciderlo. Una fanciulla scopre il trattato ed egli si salva e i villani vivi sono squartati.

Incipit

La favola raccontata da Lionora mi presta campo largo di recitarvi un compassionevole caso, il quale ritiene più tosto della storia che della favola, perché così intervenne ad uno figliuolo d’un duca, il quale dopo molti affanni fece patire alli lor nemici l’aspra penitenza del suo commesso fallo.

Explicit

E in tal modo e' tristi e sciagurati finirono la vita loro, e la fanciulla col suo marito per molti anni felicemente visse.

 

Narratore

Isabella

Trama

Francesco Sforza si diletta con i giovani nobiluomini della città nelle occupazioni che si convengono al suo rango. Un giorno durante una battuta di caccia inseguendo un cervo si perde. Vede una piccola casa, in cui si trovano un vecchio, una contadina e una bambina. Chiede ospitalità senza farsi riconoscere. Arriva l’uomo di casa, Malacarne, che vista la ricchezza del giovane macchina di ucciderlo. Esce con la famiglia e spiega ai suoi il piano poi chiama in aiuto degli amici. Frattanto la bambina torna in casa, dove è rimasto Francesco e gioca con la catena d’oro di lui. Quando il giovane le domanda se la vorrebbe, la bambina afferma che tra poco sarà sua, dato che i suoi genitori lo uccideranno e prenderanno tutto ciò che ha con sé. Francesco Sforza si chiude in casa, con il suo schioppo. Quando arriva Malacarne gli spara contro, rimanendo barricato in casa. Frattanto i compagni di caccia, sulle tracce del loro signore arrivano davanti alla casa e vedono i contadini che la assediano. Chiedono spiegazioni a Malacarne, il quale accusa un uomo, fattosi ospitare con l’inganno, di volere fare violenza a lui e ai suoi. Anche loro dunque si aggiungono all’assedio, fino a quando uno di loro riconosce il cavallo del signore e capisce che dentro casa c’è Francesco Sforza. Lo chiamano e la situazione si risolve con la cattura di Malacarne e dei suoi. La bambina è allevata dalla duchessa e, quando è in età, data in sposa a un cavaliere con larga dote.

Personaggi principali

Francesco II Sforza (signore), Malacarne (contadino), Verginea (bambino), cacciatore, nobile, contadino, vecchio

Ambientazione

bosco, casa, Binasco (castello)

Datazione dell'ambientazione

1510 ca.

Generi

cronaca, novella a lieto fine

Prologo

Isabella si leva in piedi e comincia la favola.

Epilogo

Tutti hanno ascoltato con pietà la storia e si sono rallegrati per il lieto fine. La Signora comanda a Isabella di dire l’enigma. L’enigma di Isabella:
Signori, e ‘l ci è una cosa qua fra noi,
che non si vede; e va né pur si move;
anzi è partita né più torna poi;
e qui sta ferma, e gita è non so dove.
Molti e diversi son gli effetti suoi,
che non partendo se ne vola altrove.
Qual alma fia di voi sì ingeniosa,
che sappia indovinar questa mia cosa?
Si tratta del pensiero.

Sezioni poetiche

Forma incipitMetricaNote
Per me sto ferma, e se talun m’assaleottavaABABABCC

Autore: Giovan Francesco Straparola da Caravaggio

Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1553

Luogo di produzione: Venezia

Lingua: volgare

Temi:

conflitti città/campagna, furto, arricchimento, fortuna, punizione, cupidigia, coraggio, gratitudine, lealtà, relazione gerarchica signore/sottoposto, tradimento all'interno di relazioni gerarchiche

A cura di: Sandra Carapezza