Novella di Rodolino e Violante
Novella appartenente a: Le piacevoli notti, libro secondo - Piacevoli notti secondo libro IX 2
Rubrica
Rodolino, figliuolo di Lodovico re di Ungheria, ama Violante, figliuola di Domizio sarto, e morto Rodolino, Violante da gran dolor comossa, sopra il corpo morto nella chiesa si muore.
Incipit
Se l’amore è guidato da uno spirito gentile con quella modestia e temperanza che se gli conviene, rare volte aviene che non riuscisca in bene.
Explicit
Il re, che sappeva l’innamoramento di Violante e del figliuolo, lo tenne secreto, e ordinò che ambiduoi fussero in una istessa tomba sepolti.
Narratore
Lionora
Trama
La favola dimostrerà che l’amore guidato da disordinato appetito conduce alla rovina. Rodolino, figlio del re di Ungheria, si innamora della figlia di un sarto, Violante. Le confessa il suo amore; i due vivono felici la loro relazione segreta, fino a che il re la scopre e decide di allontanare il figlio, mandandolo da uno zio in Austria. Prima di partire Rodolino giura amore eterno a Violante e le fa promettere di non sposarsi prima di un anno. Trascorso l’anno, Rodolino torna ma scopre che Violante si è sposata. Riesce a penetrare in camera di lei e nascondervisi. La notte le si mostra e tenta di abbracciarla, ma viene respinto. Addolorato, muore. Violante finge di avere sognato Rodolino e di essersi risvegliata spaventata. Il marito si spaventa trovando il corpo di Rodolino in camera. Lo porta davanti al palazzo reale. Quando il re lo trova rimane infelicissimo. Fa fare i funerali al figlio, ai quali si presenta anche Violante che, presa da pietà e dolore, muore sul corpo del giovane. Il re li fa seppellire insieme.
Personaggi principali
Rodolino (principe), Violante (donna), Domizio (sarto), Lodovico (re), Lambertico (zio-zia)
Ambientazione
Ungheria (regno), Austria (regno)
Datazione dell'ambientazione
Epoca medievale
Generi
novella tragica
Prologo
Dopo che Diana ha sciolto l'enigma, Lionora si alza in piedi e comincia la sua favola.
Epilogo
La signora impone a Lionora di recitare il suo enigma:
Per me sto ferma, e se talun m’assale
vo su per tetti e spesso urto nel muro.
Le percosse mi fan volar senz’ale
e saltar senza piedi al chiaro al scuro.
Non cesso mai, se ‘l mio contrario tale
non resta, che ‘l desir suo sia sicuro.
In me principio o fin pur non si vede
e cosa viva fui, n’alcun me ‘l crede.
La maggior parte dei presenti indovina che si tratta della palla.
Sezioni poetiche
| Forma incipit | Metrica | Note |
|---|---|---|
| Per me sto ferma, e se talun m’assale | ottava | ABABABCC |
Autore: Giovan Francesco Straparola da Caravaggio
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1553
Luogo di produzione: Venezia
Lingua: volgareTemi:
cattiva fortuna, suicidio, lealtà, onore, amore, fedeltà in amore, matrimonio
A cura di: Sandra Carapezza