Novella di Ortodosio e Isabella

Novella appartenente a: Le piacevoli notti, libro secondo - Piacevoli notti secondo libro VII 1

Rubrica

Ortodosio Simeoni, mercatante e nobile firentino, vassene in Fiandra, e d'Argentina corteggiana innamoratosi, della propria moglie più non si ricorda, ma la moglie per incatesmi in Fiandra condotta, gravida del marito a Firenze ritorna.

Incipit

Lungo sarebbe il raccontare quanto e qual sia l'amore che porta la moglie al marito, massimamente quando ella ha uomo a sodisfacimento di se stessa trovato.

Explicit

Dopo passati alcuni giorni, Ortodosio in Fiandra ritornò, dove onorevolmente maritò Argentina; e caricate le sue merci sopra una grossa nave, ritornò a Firenze, dove con Isabella e col fanciullo in lieta e tranquilla pace lungo tempo visse.

 

Narratore

Vicenza

Trama

Ortodosio da Firenze si reca in Fiandra per affari, lasciando la moglie Isabella. Lì si innamora della cortigiana Argentina, al punto di dimenticarsi del tutto della moglie e rimanere per anni lontano da casa. Isabella intanto prega con grande devozione per il ritorno del marito, ma visto che non ottiene risultati si rivolge alla strega Gabrina. Gabrina con un rito evoca i demoni infernali Astaroth e Farfarello. Quest'ultimo si trasforma in cavallo e porta Isabella in Fiandra, le muta le sembianze in quelle di Argentina e trasforma Argentina in una vecchia che non può vedere o sentire nessuno e né può essere vista o sentita. Isabella così mutata cena e si corica con Ortodosio. Farfarello intanto sottrae una veste e un monile alla vera Argentina. La notte seguente il demone restituisce i corretti connotati a ciascuna delle due donne e riporta a Firenze Isabella, che dall'unione con il marito ha concepito un figlio. Quando la gravidanza diviene palese i fratelli di Isabella la accusano di avere tradito il marito, benché lei sostenga che il figlio che ha in grembo sia del marito. Vorrebbero ucciderla, ma per timor di Dio non lo fanno. Alla nascita del figlio, convocano Ortodosio. Davanti ai propri fratelli e al marito, Isabella sostiene che il figlio sia di Ortodosio. Per provarlo gli mostra la veste e il monile che egli riconosce e un segno sul piede del bambino, identico a quello del padre. Racconta allora di avere ottenuto dalla Madonna in grazia delle sue preghiere di raggiungere il marito in Fiandra e di essere qui giaciuta con lui. Ortodosio torna in Fiandra per sistemare gli affari e dare marito a Argentina e infine si ricongiunge con Isabella, vivendo felicemente con lei e il figlio.

Personaggi principali

Ortodosio Simenoni (mercante), Isabella (moglie), Argentina (prostituta), Gabrina Furetta (mago), Farfarello (diavolo), Astaroth (diavolo), fratello, bambino

Ambientazione

Firenze (città), Fiandre (nazione), camera, casa

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Generi

fiaba, novella a lieto fine

Prologo

Il Molino estrae i nomi delle damigelle che narreranno le favole delle notte. Lauretta, su comando della signora, canta la canzone "Ardo tremando e ne l'arder agghiaccio"; al termine del canto, Vicenza comincia la favola.

Epilogo

La novella di Vicenza è lodata da tutti; la Signora si commuove; le ordina di proporre il suo enigma. Questo è l'enigma di Vicenza:
Grosso e tondo son io, vago e polito,
e fra due bianche cose in un bel fesso,
quand'ho maggior vigor e sono più ardito,
e ho il ventre più pien, sono dentro messo.
Onde mi trovo al fine indebilito
però che qua e là son moto spesso.
Occhi ho e non veggio, e sto festoso e baldo;
e quanto più raffredda, e io più scaldo.
Nessuno riesce a risolvere l'enigma, perciò Vicenza spiega che si tratta dello scaldaletto.

Sezioni poetiche

Forma incipitMetricaNote
Grosso e tondo son io, vago e polito,ottavaABABABCC

Autore: Giovan Francesco Straparola da Caravaggio

Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1553

Luogo di produzione: Venezia

Lingua: volgare

Temi:

scambio di persona, travestimento, magia, lussuria, astuzia, destrezza, retorica, relazione fratello/sorella, eros, infedeltà in amore, matrimonio, tradimento in amore

A cura di: Sandra Carapezza