Novella di Filomena ermafrodita
Novella appartenente a: Le piacevoli notti, libro secondo - Piacevoli notti secondo libro XIII 9
Rubrica
Filomena giovanetta posta nel monasterio gravemente s’inferma, e visitata da molti medici finalmente ermafrodita vien ritrovata.
Incipit
Grandi sono, graziose donne, e’ secretti della natura e innumerabili, né è uomo al mondo che quelli imaginar potesse.
Explicit
Tutti li medici non poteano più da ridere. E così in un tratto la giovane risanata divenne uomo e donna. E riferisco per bugia quello che è la verità: dipoi la vidi con gli occhi miei vestita da uomo con l’uno e l’altro sesso.
Narratore
Antonio Molino
Trama
Una giovane bellissima fanciulla, chiamata Filomena, è dal padre mandata al monastero di Sant’Iorio presso Salerno, perché per la sua bellezza è richiesta da molti uomini. Un giorno si ammala. È visitata da erboristi e maghe e infine da medici. Presenta un grande gonfiore nella zona dei genitali. Si decide di incidere la ferita. Sono convocate tutte le monache a assistere all’operazione. Dal taglio emerge un membro virile di grandi proporzioni. Le monache si dolgono perché dato che la scoperta è pubblica non è possibile mantenere con loro la fanciulla, con quel suo membro. Il narratore assicura di avere visto con i suoi occhi questo personaggio.
Personaggi principali
Filomena (donna), Porti (padre), suora, medico
Ambientazione
Salerno (città), Sant'Iorio (convento)
Datazione dell'ambientazione
Generi
novella comica
Prologo
Antonio Molino comincia la sua favola assicurando che si tratta di un caso vero.
Epilogo
La Signora impone al Molino di recitare il suo enigma:
Sono figlio senza padre, a madre figlio
e spesso a lei contra mia voglia torno.
Con il mio forte e saporito artiglio
altri compiaccio e altri inganno e scorno.
E percioché non vuò d’alcun consiglio,
opro così la notte come il giorno.
Figli non tengo e men figliuola alcuna,
ché consente così la mia fortuna.
Cataruzza interpreta l’enigma: il sale.
Sezioni poetiche
| Forma incipit | Metrica | Note |
|---|---|---|
| Sono figlio senza padre, a madre figlio | ottava | ABABABCC |
Autore: Giovan Francesco Straparola da Caravaggio
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1553
Luogo di produzione: Venezia
Lingua: volgareTemi:
malattia, lussuria, curiosità, relazione gerarchica badesse/monache
A cura di: Sandra Carapezza