Favola (Belfagor arcidiavolo)
Spicciolata - Novella spicciolata di Niccolò Machiavelli
Incipit
Leggesi nelle antiche memorie delle fiorentine cose come già s’intese per relazione, di alcuno santissimo uomo, la cui vita, apresso qualunque in quelli tempi viveva, era celebrata, che standosi abstratto nelle sue orazioni vide, mediante quelle, come, andando infinite anime di quelli miseri mortali che nella disgrazia di Dio morivano all’inferno, tutte o la maggior parte si dolevono, non per altro che per avere preso moglie essersi a tanta infelicità condotte.
Explicit
E Gianmatteo, che ne seppe più che il diavolo, se ne ritornò tutto lieto a casa.
Manoscritti
- BNCF, Banco rari, 240, cc. 1r-12r
https://manus.iccu.sbn.it/cnmd/0000258836
Bibliografia
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Luogo: https://edit16.iccu.sbn.it/titolo/CNCE028097
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Luogo: https://edit16.iccu.sbn.it/titolo/CNCE007569; Note: Brevio inserisce tra le proprie novelle anche quella di Belfagor, allora ancora inedita, presentandola come frutto della sua penna. - Anton Francesco Doni, La seconda libraria del Doni, In Venetia [Venezia], per Francesco Marcolini, 1551.
Luogo: https://edit16.iccu.sbn.it/titolo/CNCE017686
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Contributori: Gennaro Barbarisi (curatore), Anna Maria Cabrini (curatore) - Samuel Ghelli, La “Favola” di Machiavelli: Belfagor arcidiavolo, in «Forum Italicum», XLI, 2, 2007, pp. 285-296.
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Contributori: Beatrice Alfonzetti (curatore), Guido Baldassarri (curatore), Eraldo Bellini (curatore), Simona Costa (curatore), Marco Santagata (curatore)
- Niccolò Machiavelli, Opere letterarie, a cura di Luigi Blasucci, Milano, Adelphi, 1964.
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- Niccolò Machiavelli, Favola di Belfagor, a cura di Pasquale Stoppelli, Milano, Mondadori, 2021.
Trama
Quasi tutti gli uomini defunti che giungono all’inferno affermano che le mogli sono state la causa della loro dannazione. Minosse, Radamanto e gli altri giudici infernali sono stupiti e si rivolgono a Plutone, che convoca il concilio per decidere cosa fare. Dopo una lunga discussione, viene deciso che uno dei demoni vada sulla terra per verificare se quanto affermano le anime dei dannati corrisponde alla verità. Viene estratto a sorte l’arcidiavolo Belfagor, che accetta solo perché costretto da Plutone. La sua missione è molto chiara: prese le sembianze di un uomo, andrà sulla terra con 100.000 ducati e sposerà una donna, a cui dovrà rimanere legato per dieci anni, trascorsi i quali fingerà di morire e tornerà negli inferi per riferire ai suoi superiori quanto sperimentato in merito al matrimonio. Egli vivrà inoltre tutte le pene che subiscono i comuni mortali, a meno che non sia in grado di evitarle con l’astuzia o con l’inganno. Belfagor si stabilisce così a Firenze, assumendo l’identità di Roderigo di Castiglia, un bell’uomo di trent’anni. Molti gentiluomini impoveriti, attratti dalle sue ricchezze, gli propongono di sposare le loro figlie e lui sceglie la bella Onesta, figlia di Amerigo Donati. Dopo le nozze, l’arcidiavolo non tarda a innamorarsi della moglie, che ben presto si dimostra estremamente superba e pronta a signoreggiare il marito, che invano la asseconda in ogni sua richiesta al fine di renderla felice: Onesta non fa che costringere Roderigo a spendere denaro e continua a dargli il tormento, tanto che nessun servitore, nemmeno i demoni che l’arcidiavolo ha portato con sé, restano a lungo al suo servizio. In poco tempo Roderigo sperpera tutti i suoi averi e si indebita; consapevole di essere ormai in balia dei creditori, decide di fuggire da Firenze, ma viene subito inseguito. Per liberarsi dei suoi nemici, abbandona il suo cavallo e si addentra a piedi nel contado fiorentino, giungendo a Peretola, a casa di un contadino, Gianmatteo del Brica, al quale promette grandi ricchezze in cambio del suo aiuto. Il lavorante accetta e nasconde Roderigo in una montagna di letame: i creditori, non riuscendo a trovarlo, desistono e tornano in città. Scampato il pericolo, Belfagor rivela a Gianmatteo la sua vera identità e gli spiega come lo renderà ricco: ogni volta che sentirà dire che una donna è posseduta, il contadino saprà che il responsabile è l’arcidiavolo; si recherà dunque sul luogo e otterrà molto denaro dai parenti della vittima per ‘esorcizzarla’. Detto ciò, il diavolo scompare. Pochi giorni dopo si diffonde la voce che a Firenze la figlia di Ambruogio Amidei è indemoniata. Gianmatteo si reca dunque dal gentiluomo, al quale promette di guarire la figlia in cambio di 500 fiorini. Accostatosi all’orecchio della giovane, si manifesta a Belfagor, che, prima di andarsene, anticipa al complice che la sua prossima vittima sarà la figlia di Carlo, re di Napoli, ma lo ammonisce anche che quella sarà la loro ultima collaborazione. La fama di Gianmatteo si diffonde, tanto che il re Carlo lo convoca quando scopre che la figlia è posseduta. Arrivato a Napoli, il contadino ‘guarisce’ la giovane e Belfagor, nel partire, lo avverte che il suo debito è saldato, perché ormai Gianmatteo è ricco. Tornato a Firenze con più di 50.000 ducati, il contadino vive felice finché non viene a sapere che la figlia del re di Francia, Lodovico VII, è indemoniata. Preoccupato per la reazione di Belfagor, cerca di evitare di recarsi a Parigi, ma, viste le insistenze del sovrano francese, lo Signoria fiorentina lo obbliga ad andare. Giunto a corte, il re minaccia di condannarlo a morte se non guarirà la figlia. Accostatosi all’orecchio della giovane, Gianmatteo chiede a Belfagor di aiutarlo, ma questi rifiuta. Il contadino illustra allora al re il suo piano: la domenica successiva il sovrano dovrà far allestire un ricco palco con un altare nella piazza di Notre Dame; dopo la messa, l’indemoniata dovrà essere condotta in quel luogo e, al cenno di Gianmatteo, una banda di strumentisti dovrà avvicinarlesi in parata. Il piano viene messo in atto: quando la principessa viene condotta sul palco, Belfagor non riesce a capire il significato della celebrazione e inveisce contro il contadino, che gli è accanto. Capendo che il diavolo non ha alcuna intenzione di aiutarlo, Gianmatteo fa cenno agli strumentisti di avvicinarsi con grande pompa; quando Belfagor gli chiede che cosa stia accadendo, l’uomo risponde che sua moglie è giunta a Parigi per fargli visita. Sentendo quelle parole e senza farsi altre domande, l’arcidiavolo abbandona il corpo della principessa, preferendo tornare all’inferno a dare conto delle sue azioni piuttosto che sottoporsi di nuovo al giogo del matrimonio. L’arcidiavolo può dunque confermare ai superiori quanto sia tremendo avere moglie, mentre Gianmatteo torna felice e vittorioso a casa.
Personaggi principali
Belfagor, alias Roderigo di Castiglia (diavolo), Radamanto (giudice), Minosse (giudice), Plutone (re), diavolo, Onesta (moglie), creditori di Roderigo (fiorentino), Gianmatteo del Brica (contadino), Ambruogio Amidei (padre), figlia di Ambruogio Amidei (figlio), Carlo, re di Napoli (re), figlia di re Carlo (figlio), Lodovico VII, re di Francia (re), figlia di re Lodovico (figlio), musicista
Ambientazione
inferno, Firenze (città), Peretola (villaggio), casa di Ambruogio Amidei (casa), Napoli (città), corte del re di Napoli (corte), Parigi (città), corte del re di Francia (corte), piazza di Notre-Dame (piazza)
Datazione dell'ambientazione
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Generi
favola, novella comica
Autore: Niccolò Machiavelli
DBI: Inglese G., "Machiavelli, Niccolò", vol. 67 (2006)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1518 - 1520
Luogo di produzione: Firenze
Lingua: volgareTemi:
conflitti uomo/donna, beffa, conflitto fisico, conflitto fisico individuale, arricchimento, arricchimento attivo, travestimento, guarigione, magia, superbia, astuzia, gratitudine, ingegno, relazione gerarchica re/suddito, relazione gerarchica signore/sottoposto, amicizia, gratitudine in amicizia, amicizia maschile, amore, matrimonio
A cura di: Flavia Palma