La storia di Angelica Montanini
Spicciolata - Novella spicciolata di Bernardo Lapini
Dedicatario
principessa principe
DBI: Covini M. N., "Sforza, Ippolita", vol. 92 (2018)
DBI: Menniti, A. I., “d'Este, Alberto“, vol 43 (1993)
Incipit
Quanto sempre per li passati tempi, illustrissima prencipessa, la nobillissima et gloriosa ciptà di Siena sia sempre stata fecunda di animi pellegrini et notabilissimi ingegni, principalmente la sua origine et dipoi e suoi magnifici et superbi edifitii ne rendano verissimo testimonio.
Explicit
Et però, restando dubio, sia in potere et piacere di ciascuno o vero eleggiare quella sententia che più li pare vera, o veramente lui trovi alcuno che il decida, la quale cosa non credo se gi. la excellentissima Honorata da morte viva non ritornasse infra noi.
Manoscritti
- BML, Ashb. 1111, cc. 1-32.
- BML, Redi 96, cc. 1-45.
Note: https://manus.iccu.sbn.it/risultati-ricerca-manoscritti/-/manus-search/cnmd/176148? - BNR, Vitt. Em. 998, cc. 31-64.
Note: https://manus.iccu.sbn.it/risultati-ricerca-manoscritti/-/manus-search/cnmd/69316? - BAV, De Marinis 3, cc. 2-74.
Bibliografia
- Bernardo Lapini Ilicino, Opera dilecteuole & nuoua della cortesia gratitudine & liberalita composta in parlare elegantissimo dallo eximio philosopho maestro Bernardo Hylicini ciptadino sanese, Siena, per Simione di Niccolo & Giouanni di Alixandro librai da Siena [Simone Nardi; Giovanni Landi], 1511.
- Bernardo Lapini Ilicino, Opera diletteuole et nuoua de gratitudine et liberalita, Venezia, Georgio di Rusconi [Giorgio Rusconi]; Nico Zopino [Niccolò Zoppino]; Vincenzo [Vincenzo di Paolo], 1514.
- Bernardo Lapini Ilicino, Opera diletteuole et nuoua de gratitudine et liberalita, Chivasso, Francesco Garrone, 1530.
Note: Marchi 2017, 146: «L’incisione permette di identificare lo stampatore in Francesco Garrone (Chivasso, 1527-1536)».
- Monica Marchi, La storia di Angelica Montanini, Pisa, Pacini editore, 2017.
- Giuseppe Rondoni, Tradizioni popolari e leggende di un comune medioevale e del suo contado. Siena e l'antico contado senese, Firenze, Cellini, 1896.
- Lilia Marri Martini, Angelica Montanini nella storia e nella novella, Siena, Editrice d'arte La Diana, 1932.
- Lorella Badioli, Una "declamatio de liberalitate": la novella di Angelica Montanini, in Favole, Parabole e Istorie. Le forme della scrittura novellistica dal Medioevo al Rinascimento. Atti del Convegno di Pisa (26-28 ottobre 1998), Roma, Salerno, 2000, pp. 419-437.
Contributori: Gabriella Albanese (curatore), Lucia Battaglia Ricci (curatore), Rosselli Bessi (curatore) - Stefano Cracolici, Agiografie laiche. Bernardo Ilicino e le donne illustri di Siena, in La letteratura a Siena nel Quattrocento, Pisa, Ets, 2009, pp. 92-107.
Contributori: Stefano Carrai (curatore), Stefano Cracolici (curatore), Monica Marchi (curatore)
- Bernardo Lapini Ilicino, Notabile esempio sopra più cortesie usate fra due gentiluomini Senesi, ecc. Nuovamente ristampato e diligentemente corretto, Venezia, Giacomo Vincenti, 1611.
Note: L'edizione non risulta più rintracciabile - Bernardo Lapini Ilicino, Opera diletteuole et nuoua de gratitudine et liberalita, in «Novelle di autori senesi», II, Milano, Silvestri, 1815, pp. 2-65.
Contributori: Gaetano Poggiali (curatore) - Bernardo Lapini Ilicino, Novella di Angelia Montanini, in «Novelle di autori senesi», II, Milano, Silvestri, 1815, pp. 2-65.
Note: Marchi 2017, 13, n.7: «Il testo è presentato nella sua interezza solo nelle cinquecentine. Nell’edizione del Poggiali, che recupera la princeps, la prefazione sulle origini di Siena è stata estromessa, viene accolto invece il sonetto»; Contributori: Gaetano Poggiali (curatore) - Bernardo Lapini Ilicino, Novella di Angelica Montanini, in «Novelle del Quattrocento», Torino, Utet, 1981, pp. 673-689.
Note: Marchi 2017, 13, n. 7:«i curatori che [...] ristampano il testo dell’edizione Poggiali, escludono anche le lunghe orazioni delle tre fanciulle senesi»; Contributori: Giuseppe Guido Ferrero (curatore), Maria Luisa Doglio (curatore)
Narratore
Bernardo Lapini
Trama
Durante un convito di nozze, una nobildonna espone a un pubblico femminile la storia di tre nobili senesi chiedendo a tre fanciulle di disquisire su chi sia, a parer loro, il più cortese e liberale tra i personaggi. Il racconto, ambientato attorno al 1385, ha per protagonisti i fratelli Carlo e Angelica Montanini, discendenti di una casata nobiliare decaduta e nemica, per antiche rivalità, ai Salimbeni, a cui appartiene il giovane Anselmo. Accade che Carlo cada in disgrazia a causa di un debito contratto per aver difeso l’unica proprietà rimastagli dove abita con la sorella. Impossibilitato a saldare il conto, Carlo è dunque imprigionato e condannato alla pena capitale. Dopo molte esitazioni, Anselmo, invaghitosi di Angelica, decide di salvare Carlo pagando il riscatto. Scoperta l’identità del benefattore, Carlo si interroga con la sorella su quale ricompensa possa scagionare entrambi dal rischio di ingratitudine nei confronti di Anselmo. Nonostante la disperazione della giovane, i due fratelli si accordano dolorosamente sulla necessità di fare in modo che Anselmo possa avere ciò che desidera, ovvero Angelica. La storia termina tuttavia felicemente con la decisione di Anselmo che, innamorato di Angelica, decide di chiederla in sposa al fratello e di condividere le sue ricchezze con Carlo.
Personaggi principali
Carlo Montanini (gentiluomo), Anselmo Salimbeni (gentiluomo), Angelica Montanini (gentildonna), Baptista [Battista] da Litiano (gentildonna), Margarita [Margherita] Malavolti (gentildonna), Bianca Saracini (gentildonna), cittadino, gentildonna, madonna Honorata (gentildonna)
Ambientazione
Siena (città), campagna, casa, prigione
Datazione dell'ambientazione
1385 - Passato prossimo
Generi
novella a lieto fine, racconto morale
Prologo
Nell’epistola comitatoria, il racconto delle origini di Siena quale terra eccellente e ricca di gentiluomini offre all’autore il pretesto per riportare le discussioni tra tre gentildonne senesi a proposito di una vicenda di fine Trecento.
Epilogo
Conclusa la novella, Battista da Litiano, Margherita Malavolti e Bianca Saracini si confrontano con dovizia filosofica su chi sia il personaggio più cortese. La palma della cortesia è infine affidata ad Anselmo, reputato degno della lode maggiore.
Struttura
epistola comitatoria e proemio
Note
Redazioni
Marchi 2017, 41: «La vicenda dei due fratelli Angelica e Carlo Montanini e di Anselmo Salimbeni ha trovato nel contesto del Rinascimento (e,in particolare, in quello senese) un terreno fertile che le ha permesso, in poco meno di due secoli, di essere adottata, in contesti affini ma diversi tra di loro, da cinque scrittori: a partire dal misterioso Pseudo Sermini, passando per Bernardo Lapini, un Anonimo senese, Matteo Bandello (l’unico autore extra cittadino), sino a arrivare a Scipione Bargagli.»
Autore: Bernardo Lapini Ilicino
DBI: Vasoli C., "Ilicino, Bernardo", vol. 9 (1967)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1472 ca.
Luogo di produzione: Siena
Lingua: volgareTemi:
disputationes, cattiva fortuna, gratitudine, liberalità, gratitudine in amicizia, relazione fratello/sorella, gratitudine all'interno di rapporti di parentela
A cura di: Elena Niccolai