Novella dei due cavalieri romani
Novella appartenente a: Novelle porretane - Porretane 54
Rubrica
Dui cavalieri romani combatteno una donna per averla per moglie: tutti dui restano invicti; e poi da la donna gli è imposto che chi de loro magiore liberalità cum segno de amore verso lei userà, quello serà el suo marito. E mentre se disputa la grandezza della liberalità, la donna more cum gran dolore de' cavalieri; e loro poi pigliano per moglie due figliuole del conte de Caiacia.
Incipit
Bellissime donne, generoso conte e voi spectabili gentilomini, furono, non è ancora molto tempo, come forsi aveti inteso, dui nobilissimi cavalieri de li principi romani discesi [...].
Explicit
[...] ogni passione poniamo da canto e state audire, ché più presto riso che altro prenderete.
Narratore
Gasparo Sanseverino
Trama
Due cavalieri di stirpe romana, Publio Ursino e Gneo Colomnese, baroni e soldati del re di Napoli si trovano presso Caiazzo. Entrambi sono innamorati di una bellissima donna, Diamante, che a sua volta ama parimenti entrambi, non sapendosi decidere. Per dirimere la questione invita quindi i cavalieri a battersi. Il vincitore potrà averla in sposa. Sulla piazza di Caiazzo viene quindi organizzato il duello, al quale Publio e Gneo si presentano in armi, accompagnati da paggi e con stendardi riccamente decorati. Nello scontro alla lancia i cavalieri si disarcionano a vicenda, uccidendo i rispettivi cavalli. Passano allora alla spada e il combattimento prosegue senza che possano intravedersi possibilità di vittoria per l'uno o per l'altro. Il conte Hermes di Caiazzo interrompe allora la battaglia. Incapace di stabilire un vincitore, la donna escogita a questo punto di concedere la mano quello dei due che si dimostrerà maggiormente liberale. L'Orsino sigla un contratto in cui cede a Diamante tutti i suoi beni, mentre il Colonnese, meno facoltoso, chiamato un notaio, dona se stesso alla donna, si incatena al collo con la cintura e tenta addirittura di incidere un diamante in onore dell'amata sul suo petto. La donna non riesce comunque a compiere una scelta e ragiona per cinque mesi, fino a quando a causa della situazione non si ammala di malinconia e ne muore. Anche i cavalieri sono sul punto di togliersi la vita, ma il conte Hermes premia la loro nobiltà concedendogli come spose due sue figlie. I cavalieri continuano così a vivere fraternamente.
Personaggi principali
Publio Orsino (cavaliere), Gneo Colomnese (cavaliere), Diamante (donna), conte Hermes (-), notaio, figlio
Ambientazione
Caiazzo (Caiacia) (---), piazza
Datazione dell'ambientazione
Passato prossimo
Epilogo
La novella piace e impietosisce la brigata, che ragiona sul caso narrato, schierandosi chi per la maggiore liberalità dell'Orsino, chi, soprattutto le donne, per quella del Colonnese. La discussione viene però interrotta da Andalao Bentivoglio, nipote del conte Andrea, che loda entrambi i cavalieri e ricorda la morte della donna. Introduce dunque per converso una novella più leggera e divertente.
Sezioni poetiche
| Forma incipit | Metrica | Note |
|---|---|---|
| Amor, concedi a me la bella donna, se vòi ch'io viva in questa ardente fiamma, ché a te fia summo onor darme victoria per questa gloriosa e nobil dama. | Quartina | Cantilena recitata da alcuni paggi del cavaliere Ursino. |
Autore: Giovanni Sabadino degli Arienti
DBI: Ghinassi G., "degli Arienti, Giovanni Sabadino", vol. 4 (1962)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1470 - 1492 ca.
Luogo di produzione: Bologna
Lingua: volgareTemi:
conflitto fisico, ferimento, amore, corteggiamento
A cura di: Michel Cattaneo