Novella di Veronica e Antonio

Novella appartenente a: Il Novellino - Novellino 43

Dedicatario

Giovanni Guarda
DBI: F. Storti, "Guarna, Giovanni", DBI, vol. 60 (2003)

    Rubrica

    Messere Mazzeo Protoiudice trova la figliola con Antonio Marcelli, quale, non cognosciuto, se fugge; il patre manda a morire la figliola; li famegli ne deveneno pietosi; ponenola in libertà; quale per uomo pervene in corte del duca de Calabria; recapita col suo signore a Salerno; alloggia in casa de l'amante; trovalo erede del patre devenuto; dàgli cognoscenza; pigliansi per marito e muglie, e godeno de la eredità paterna.

    Incipit

    Persuadome, magnifico mio messere Ioanni, che avendote tu medesmo de la patria, degli amici e de' parenti per alcun tempo voluntario privato, che lo scriver degli amici e lo sentire de' nostri antiqui compatrioti fare alcuna menzione unicamente te delettano [...].

    Explicit

    [...] questa, che appresso [...] de scrivere intendo, tutte le racontate de gran longa trapassa, como da cui legge ne sarà fatto iudicio.

     

    Narratore

    Masuccio Salernitano

    Trama

    Il ricco cavaliere salernitano Mazzeo Protoiudice ha una bella figlia, Veronica. Rimasto vedovo, il padre la tiene con sé, non concedendola in moglie. Veronica si innamora però di un giovane nobile, Antonio Marcelli, introdotto nella casa di Mazzeo: durante uno dei loro incontri, i due vengono sorpresi dai servi, che avvertono subito il padre. Antonio riesce a scappare senza farsi riconoscere e a Veronica viene ingiunto di confessare il nome del suo amante, pena la propria morte. La giovane, però, si rifiuta e il padre Mazzeo si risolve così a mandarla a morire. I servi incaricati dell'omicidio vengono tuttavia mossi a compassione e liberano Veronica, facendola travestire da uomo. Vagando sulla strada, la ragazza camuffata s'imbatte in una brigata di uomini del duca di Calabria diretta a Napoli. Si unisce a loro fingendosi un giovane pugliese e, arrivata a destinazione, per la sua abilità nel governare gli sparvieri diventa un carissimo scudiero del duca di Calabria. Alla corte avviene poi di transitare per Salerno, dove il duca e Veronica, sempre travestita, sono accolti proprio nella casa di Mazzeo. A riceverli è però Antonio: dopo la (presunta) esecuzione della figlia, il cavaliere, non sospettando in nessun modo fosse lui l'amante di Veronica, l'ha preso con sé come un figlio e, alla sua morte, lo ha designato come erede. Veronica svela la sua identità all'amato: felicemente si ricongiungono e predispongono immediatamente il matrimonio. Vivranno godendo delle ricchezze di Mazzeo.

    Personaggi principali

    Mazzeo Protoiudice (cavaliere), Veronica (figlio), Antonio Marcelli (gentiluomo), servitore, di Calabria (duca), napoletano

    Ambientazione

    Salerno (città), Napoli (città)

    Datazione dell'ambientazione

    1266 ca. - 1289 ca. - Datata

    Generi

    cronaca

    Prologo

    Masuccio indirizza la novella all'amico dedicatario, per lungo tempo rimasto lontano da Salerno, persuaso che sentire raccontare dei loro antichi compatrioti lo possa dilettare

    Epilogo

    Masuccio sottolinea il lieto epilogo della novella e coglie l'occasione per lodare la magnificenza e la liberalità del duca di Calabria. Introduce quindi la novella seguente.

    Autore: Tommaso Guardati Masuccio Salernitano

    DBI: F. De Propris, "Guardati, Tommaso", vol. 60 (2003)

    Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1476? ca.

    Luogo di produzione: Napoli

    Lingua: volgare

    Temi:

    travestimento, morte apparente, relazione genitori/figli, amore, matrimonio

    A cura di: Michel Cattaneo