Novella del Grasso legnaiuolo secondo la redazione del ms. Pal. 200
Spicciolata - Novella spicciolata del Grasso legnaiuolo secondo la redazione del ms. Pal. 200
Incipit
Fu in Firenze nel 1410 certi giovani che dubitandosi di pistolenzia per alquanti che di ciò s'ammalarono, la qual pistolenzia seguì l'anno seguente 1411; onde e detti giovani, per fuggire quegli pensieri, si ragunavano quasi ogni sera a cena insieme, quando a casa d'uno e quando a casa de l'altro, con facendo insieme molte piacevolezze e giuochi.
Explicit
E Giovan Pesce nostro fiorentino, mercatante e abitante in Signa di Schiavonia, uomo degno di fede, lo trovò a Buda di Schiavonia, di cui sentì ordinatamente questa novella, dicendo che le beffi l'avevano fatto ricco. Finis. Amen.
Manoscritti
- BNF, Pal. 200, cc.72-76.
https://manus.iccu.sbn.it/cnmd/0000280863 - BAM, Z 123 sup., cc. 113-121.
Bibliografia
- Paolo Procaccioli, La novella del grasso legnaiuolo, Ugo Guanda editore, Fondazione Pietro Bembo, 1990, pp. 65-78.
- Marco Petoletti, Per la tradizione manoscritta della 'Novella del Grasso legnaiuolo' Un nuovo testimone della versione palatina, in «l colloquio circolare. I libri, gli allievi, gli amici in onore di Paola Vecchi Galli», Bologna, Patron editore, 2020, pp. 433-443.
Contributori: Francesca Florimbii (curatore), Stefano Cremonini (curatore)
- Michele Barbi, Una versione inedita della Novella del Grasso legnaiuolo, a cura di, in «Studi di filologia italiana», I, 1927, pp. 133-144.
Note: L'editore integra lacune o passi di incerta lettura con i brani corrispondenti della versione poetica di Bernardo Giambullari.
Narratore
anonimo
Trama
A Firenze, tra il 1410 e il 1411, una brigata di giovani si riunisce ogni sera per distrarsi dalla peste incombente. Tra questi, il giovane Mariotto, maestro di legname, detto il Grasso, per avarizia comincia a non frequentare più assiduamente i conviti attirandosi il malcontento dei partecipanti. Filippo Brunelleschi, membro dell’adunata, decide così di beffarlo facendogli credere di essere divenuto un’altra persona. Recatosi presso la sua bottega, Filippo chiede al Grasso di ospitarlo per cena ma quest’ultimo rifiuta poiché la madre tarda da giorni a rientrare a Firenze da Polverosa, dove si era recata a occuparsi del bucato. Filippo, saputo del soggiorno della madre, insinua dunque nel Grasso il sospetto che la madre abbia una relazione col prete locale. Turbato, il Grasso si reca con Filippo presso la chiesa dell’Annunziata. Filippo, di soppiatto, non entra però in chiesa ma, rubate le chiavi di casa del Grasso, entra con un compare in casa sua e — complice un altro compagno assoldato per la beffa incaricato di informarlo dell’uscita di Mariotto dalla chiesa — inscena dall’interno dell’abitazione, assieme all’amico un finto battibecco tra il Grasso e sua madre, monna Giovanna, che, appena rientrata da Polverosa, si giustifica di aver tardato a rientrare alludendo a degli incontri tra lei e il prete. Incredulo, il Grasso tenta così di entrare nella propria abitazione ma viene allontanato da chi, spacciandosi per lui dall’interno della casa, lo riconosce come Matteo. L’incredulità aumenta quando non viene riconosciuto da nessuno dei suoi conoscenti: né dal compare che si trova in piazza, né da Pietro Pecori, né da Iacopo Mangiatroia che lo apostrofano col nome Matteo. Mentre il Grasso staziona basito sulla piazza, un giovane, che lo identifica come il Matteo da cui ha subito un furto, lo fa incarcerare da un messo della Mercatantia dove gli altri prigionieri, informati della beffa, continuano a rivolgerglisi chiamandolo Matteo. La beffa procede col mancato riconoscimento anche di Filippo Rucellai che finge di accogliere la sua richiesta di fargli incontrare il vero Grasso. A seguito del finto riscatto a carico dei due fratelli di Matteo, il Grasso viene condotto dai due in casa loro. Qui, persino il parroco, chiamato dai due fratelli ma ignaro dell’inganno, invita Mariotto a smettere di rivendicare un’altra identità. Drogato da Brunelleschi con dell’oppio fattogli assumere furtivamente a cena dai due fratelli, il Grasso si addormenta profondamente per poi risvegliarsi, il giorno successivo, nella sua casa originaria. Uscito di casa, il Grasso si reca presso la sua bottega dove incontra i due fratelli che gli chiedono di Matteo, che dal giorno prima sostiene di essere il Grasso. Scoperto così l’inganno, Mariotto decide di accodarsi al seguito di Filippo Spano diretto in Ungheria, dove riesce a fare fortuna.
Personaggi principali
prete, Mariotto (artigiano), Filippo di ser Brunellesco [Filippo Brunelleschi] (membro della brigata), Piero Pecori (membro della brigata), monna Gianna (madre), compare-comare, Filippo Rucellai (membro della brigata), Iacopo Mangiatoia (membro della brigata), Matteo (cittadino), fratello, prete, giudice, bambino, Filippo Spano [Filippo Scolari] (cittadino)
Ambientazione
Firenze (città), Polverosa (villaggio), bottega, Firenze (piazza), casa, Firenze (chiesa), Firenze (prigione), Ungheria (nazione)
Datazione dell'ambientazione
1410 - 1411
Generi
cronaca, novella comica
Epilogo
Il narratore sostiene di aver sentito raccontare questa novella da Giovanni Pesce, mercante fiorentino residente a Signa in Schiavonia, a sua volta informato dei fatti direttamente dal Grasso, incontrato a Buda di Schiavonia nel 1446.
Note
Nonostante si mantenga come edizione di riferimento quella approntata da Barbi (Barbi 1927) sul ms. BNF, Pal. 200 (F), la redazione conosce un secondo e migliore testimone, ovvero il ms. BMA, Z. Sup. 123 (A) segnalato da Marco Petoletti (Petoletti 2020): «Dal punto di vista testuale A rappresenta una tradizione non solo più antica, ma anche indipendente da F ed è sicuramente più affidabile. La collazione delle parti sovrapponibili manifesta chiaramente come A confermi molte delle congetture e delle integrazioni proposte da Barbi, sostenute dal confronto con le ottave di Giambullari» (Petoletti 2020: 436). Il rinvenimento del manoscritto consente inoltre di anticipare la datazione della novella dal 1470-78 (Rochon 1975) al 1446-1457, «anno in cui Lorenzo Nannis copiò il manoscritto Ambrosiano» (Petoletti 2020: 346).
Autore: Anonimo
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1446 ca. - 1457 ca.
Luogo di produzione: Firenze
Lingua: volgareTemi:
furto, beffa, conflitto fisico collettivo, conflitto verbale, arricchimento, arricchimento attivo, scambio di persona, dabbenaggine, avarizia, astuzia, ingegno, amicizia, com(p)are
A cura di: Elena Niccolai