Novella del Mantovano

Novella appartenente a: Novelle - Novelle 3

Incipit

In Parma, città assai famosa in Lombardia, fu, non ha guari di tempo passato, un buon’uomo stammaiolo, il quale fu chiamato Ginese; e percioché per origine mostrava che fusse disceso da Mantova, era per sopra nome detto il Mantovano.

Explicit

E se riguardiamo alla novità del presente accidente, non possiamo se non affermare quel proverbio esser verissimo che chi ha ventura si getti a dormire.

 

Trama

A Parma vive Ginese, uno stamaiolo benestante, che viene chiamato il Mantovano per le sue origini. Un giorno questi decide di prendere in moglie mona Moneta, una donna matura, che ha già avuto un figlio da un precedente matrimonio. Dato che la dote della consorte ha migliorato le sue sostanze, il Mantovano decide di sollecitare il figliastro Ghedino a fare come lui e a sposare una donna che possa dargli una buona dote. Il ragazzo accetta e, con il benestare della madre, sposa dopo poco tempo una bella giovane. Di questa però si invaghisce Ginese, che comincia a oberare il figliastro di impegni lavorativi, facendolo andare alla bottega molto presto la mattina, per potere avere campo libero con la nuora. La relazione tra il Mantovano e la ragazza si protrae per un po’, finché una mattina Ghedino, costretto a tornare a casa perché ha dimenticato degli attrezzi, coglie in flagrante i due. Il giovane inveisce aspramente contro il genitore, tanto che sua moglie scappa da una finestra terrorizzata e mezza svestita. Essendo scalza, entra nella prima casa che trova aperta e, addentrandosi per le camere, si imbatte in quella del giovane Galeazzo Galimberti, che l’aveva vanamente corteggiata per qualche tempo. Questi, che sta dormendo nel suo letto, viene svegliato dai passi della ragazza e, avendola riconosciuta, la tranquillizza e la conforta tanto bene da farla cedere alle sue avances. Nel frattempo, Ghedino, lasciato il patrigno, corre alla ricerca della moglie e, intuendo che non può essere andata lontana, entra nella prima casa con la porta aperta che trova e raggiunge così la camera di Galeazzo, dove coglie nuovamente gli amanti in flagrante senza essere visto. Questa volta però evita di manifestare la propria presenza, visto che il trambusto che ha precedentemente causato ha avuto per lui pessime conseguenze: la moglie infatti è caduta nelle braccia di un secondo innamorato. Ghedino preferisce dunque andarsene in silenzio, mentre gli amanti si divertono. La giovane è tanto contenta dell’esito della vicenda da ringraziare Dio. In pochi giorni Galimberti riesce a pacificare tutti i membri della famiglia della sua innamorata, assicurandosi al contempo la possibilità di continuare a vederla in segreto.

Personaggi principali

Ginese, detto il Mantovano (uomo), monna Moneta (moglie), Ghedino (figlio), moglie di Ghedino (moglie), Galeazzo Galimberti (giovane)

Ambientazione

Parma (città), camera di Ghedino (camera), camera di Galeazzo (camera)

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Generi

novella a lieto fine, novella erotica

Epilogo

Rivolgendosi alle donne, il narratore fa loro notare che i rivolgimenti della fortuna sono incomprensibili per gli esseri umani. Aggiunge poi che la novella appena conclusa dimostra la veridicità del proverbio «chi ha ventura si getti a dormire».