La novella di monna Gioiosa e Smiraldo
Novella appartenente a: Novelle - Novelle dello Pseudo Gentile Sermini 37
Rubrica
Monna Gioiosa, inamorata di Smiraldo, sotto colore di parentado dè modo haverlo seco una nocte, e la nocte di carnovale l’hebbe a suo modo. Et continuando, due giovani avedutisene, seppe dar modo ch’ebbero parte della torta a godere. Di che una vicina di lei, di ciò invidiosa, a madonna Gentile, loro madonna et signora, l’accusò. La quale dè modo la verità di punto sapere et, saputola, la invidiosa cacciò et minacciò si mai con persona ne parlasse, e a mona Gioiosa et a Smiraldo perdonò, hauto rispecto alle ’ntervenute cagioni, et similmente a’ due giovani et a tutto con gran discretione dè piacevole sententia.
Incipit
Nel tempo che in Firenze reggeva madonna Gentile, una vedova d’età di trenta anni v’era, che monna Gioiosa si chiamava, bella, rica et savia.
Explicit
Ora s’adomanda si con discretione et giustitia tal sententia da madonna fu data o non.
Narratore
Pseudo Gentile Sermini
Trama
Mentre Firenze è governata da Madonna Gentile, monna Gioiosa, una vedova trentenne, si innamora di un orfano di nome Smiraldo, che riesce ad avvicinare fingendo che sia un suo parente. Durante la festa di Carnevale, monna Gioiosa convince Smiraldo prima a trattenersi assieme alla sua sorellina Lisa in casa propria e poi a congiungersi con lei, facendo riferimento alle usanze carnevalesche di Villaparente (dove gli abitanti di ciascuna contrada, una volta celebrata la festa, si accoppierebbero tra di loro secondo dei lanci di dadi per accrescere il legame di parentela che li lega). Gli incontri si ripetono dunque per quattro mesi, finché due amici, Alberto e Giuspieri, scoperto il legame tra gli amanti, decidono di assicurarsi anche loro i favori di monna Gioiosa. I due, entrati di nascosto sotto le sembianze di Smiraldo in casa della giovane vedova, la minacciano di rivelare il segreto qualora si rifiuti di avere rapporti con loro; monna Gioiosa, pur risentita, acconsente. Accade però che le vicende siano scoperte da una vicina invidiosa, Raminga, che accusa la giovane a madonna Gentile (probabilmente Gentile Malatesta), la quale tuttavia, interrogate separatamente tutte le parti in causa, decide di non punire nessuno, ma anzi di redarguire Raminga, di perdonare Alberto e Giuspieri e di assecondare l’amore di Smiraldo e monna Gioiosa, a cui riferisce, in segreto e ghignando, di essersi comportata con onestà considerate le irresistibili apparenze del giovane orfano.
Personaggi principali
monna Gioiosa (vedova), Madonna Gentile (signore), Smiraldo (giovane), Giuspieri (compare-comare), Alberto (compare-comare), Raminga (vicino), Lisa (sorella), figlio
Ambientazione
Firenze (città), camera, Rosia (villaggio), Villanamente (villaggio)
Datazione dell'ambientazione
Passato prossimo
Generi
novella a lieto fine, novella erotica
Epilogo
Il narratore chiede a chi legge di interrogarsi sulla correttezza dei provvedimenti di Madonna Gentile.
Autore: Pseudo Gentile Sermini
DBI: Marchi M., "Sermini, Gentile", vol. 92 (2018)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1409 ca. - 1446 ca.
Luogo di produzione: Siena
Lingua: volgareTemi:
conflitto verbale, premio, punizione, carnevale, invidia, lussuria, relazione gerarchica signore/sottoposto, com(p)are, amicizia maschile, eros
A cura di: Elena Niccolai