Novella di Giulia e Annibale

Novella appartenente a: Le amorose novelle - Amorose novelle 2

Incipit

Non è men bello uaghe et honeste donne l’ascoltare li maestreuoli inganni fatti dalli semplicetti et fieuoli ingegni delle astute donne, che quelli, quali ogni giorno alle medesime dalli astuti innamorati.

Explicit

Che tal gratia conceda Amore a tutti li fedeli Amanti.

 

Trama

A Siena vive Francesco di Nanni, un uomo di medio rango, ma molto ricco. Questi, arrivato all’età di cinquant’anni senza prendere moglie, viene alla fine persuaso dall’amico Domenico a sposare Giulia, una bella ventiquattrenne di buon lignaggio. La ragazza non è molto contenta di avere un marito vecchio e bigotto. L’uomo frequenta infatti con assiduità il convento di san Francesco e stringe amicizia con un frate predicatore, maestro Antonio da Pisa. Nel frattempo Annibale, il bel nipote ventunenne di Francesco, si innamora di una ragazza, Lucrezia, che abita nella medesima contrada dello zio, di cui comincia per questo a frequentare assiduamente la casa. Giulia si innamora del nipote, che però non se ne rende conto. La giovane, capendo di dover prendere in mano la situazione, spiega ad Annibale di essere disposta a organizzare in casa propria un incontro tra lui e Lucrezia per la successiva domenica sera, quando il marito della ragazza sarà fuori città. Annibale accetta contento e si presenta all’appuntamento il giorno pattuito: trova però solo Giulia e la sua serva e inizia a conversare amabilmente con la zia, di cui nota il bell’aspetto. Dopo un po’ Giulia finge di mandare la serva a chiamare Lucrezia e chiede ad Annibale di aspettare l’amata nella camera da letto. Lasciato passare qualche minuto, raggiunge il giovane, adducendo la scusa che la serva ha trovato Lucrezia occupata a causa della visita di una cognata. Chiede così al giovane di rivelarle cosa farebbe se fosse la sua amata. A quel punto Annibale cede alle lusinghe di Giulia e i due vanno a letto insieme. Da quel momento il ragazzo lascia perdere Lucrezia e si gode la relazione con la zia. Dopo pochi anni di matrimonio, Francesco, ormai vecchio, si ammala e muore, lasciando come esecutore testamentario maestro Antonio. Giulia finge di essere affranta, ma in realtà è felice: il marito infatti le ha lasciato abbastanza denaro per vivere agiatamente, garantendole anche una dote in caso di seconde nozze. Maestro Antonio, invaghitosi di Giulia, comincia a frequentare la casa della giovane, predicandole il valore della castità, ma avendo ben altre intenzioni; Giulia, pur accorgendosene, finge di non capire, tenendo sempre informato Annibale. Un giorno il frate trova il coraggio di confessarle apertamente il suo amore: prima Giulia ribatte sdegnata, poi gli dà appuntamento per la notte seguente, purché egli le riconsegni degli importanti documenti lasciatigli da suo marito. Partito il corteggiatore importuno, si confida impaurita con Annibale, il quale, la notte seguente si apposta per strada con l’amico Cencione, una guardia notturna, in attesa del religioso. I due, visto maestro Antonio, lo fermano e lo minacciano. Sottrattigli i documenti di Francesco, lo portano a casa di Cencione, dove il religioso mente, dicendo che stava andando a trovare una donna al fondaco di San Marco. Il frate non si accorge di chi ha veramente di fronte e, comprate quelle che crede due guardie, ottiene la libertà. Annibale va poi da Giulia e le consegna i documenti, ridendo di maestro Antonio. Il religioso però non desiste e manda un giovane frate a chiedere a Giulia di organizzare un nuovo incontro. La giovane gli risponde con un biglietto, ammonendolo a non contattarla e a non avvicinarlesi più, visto che ha avuto il coraggio di manifestare i suoi piani amorosi alla guardia che le ha riportato i documenti del marito. Per un mese maestro Alberto non osa uscire dal convento; scopre poi che circolano delle voci sul fatto che si sarebbe aggirato di notte per la città, travestito, in cerca di prostitute nel fondaco di San Marco. È dunque costretto a lasciare Siena, mentre Giulia vive felicemente con Annibale.

Personaggi principali

Giulia (gentildonna), Francesco (marito), Annibale (giovane), maestro Antonio da Pisa (frate), Lucrezia (giovane), servo, Cencione (amico)

Ambientazione

Siena (città), convento di San Francesco (convento), casa di Giulia (casa), camera di Giulia (camera)

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Generi

novella a lieto fine, novella comica, novella erotica

Prologo

Rivolgendosi alle “vaghe et honeste donne”, l’autore afferma che è piacevole sentire raccontare sia gli inganni orditi dalle donne sia quelli pianificati contro di esse dagli uomini innamorati. Egli ha intenzione di raccontare proprio uno di questi inganni; la novella sarà particolarmente divertente perché riguarderà un uomo che non si sarebbe dovuto innamorare. Lodevole è dunque colei che si è presa gioco di lui.

Epilogo

L’autore auspica che a tutti i frati che si innamorano capiti quello che è accaduto allo sciocco maestro Antonio, mentre augura a tutti gli amanti fedeli il lieto fine raggiunto dai protagonisti.