La novella di Salvetto di Sandruccio

Novella appartenente a: Novelle porretane - Porretane 8

Rubrica

Salvetto di Sandruzo, a lo extremo, in confessione è confortato lassi, per l'anima, la sua casa; ed epso el nega, non volendo nel tempo del Judicio prendere casa a pisone, se creder dovea la resurezione de la carne.

Incipit

Nella nostra magnifica e bella cità de Siena, spectabil conte e voi altre generose persone, fu, non è molto tempo, uno nostro citadino nominato Salvetto di Sandrucio, nostro convicino in la strata romana, uomo de non troppo ingegno e de beni di fortuna scarso e nudo, como quello che non avea se non una povera casa in cui abitava.

Explicit

Però cum atenzione porgete le vostre orechie —. E in questo modo dixe.

 

Narratore

Lucrezia Malavolti

Trama

A Siena, Salvetto di Sandruccio, vicino di Lucrezia Malavolti, poiché è afflitto da una grave malattia, è visitato da un prete a cui confessa di non credere alla risurrezione della carne. Incalzato, nonostante dapprima rifiuti di cedere a questo dogma, raccontando a sua volta un aneddoto accaduto al padre (il quale di ritorno a Roma, nei pressi di Ronciglioni, ha assistito al goffo tentativo di uno studente di Parigi di non pagare l’oste citando la concezione ciclica del tempo di Platone), Salvetto decide infine di affermarsi convinto, ma con superficialità. Richiestogli dal prete di lasciare la propria casa in eredità alla parrocchia di San Martino, Salvetto risponde tuttavia di no in quanto teme, una volta risorto, di ridursi a prendere alloggio in affitto. Compresa la sua rozzezza, il prete lo benedice bonariamente.

Personaggi principali

Salvetto di Sandruzo (cittadino), prete

Ambientazione

Siena (città), Siena (città), Siena (città), Roma (città), Ronciglioni (villaggio)

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Generi

facezia, novella comica

Epilogo

Lucrezia Malavolti spiega di aver scelto di raccontare questa novella poiché affine a quella precedente in ragione del richiamo al giorno del giudizio e invita Beatrice Bentivogli, consorte di Andrea Bentivogli, a prendere parola.

Autore: Giovanni Sabadino degli Arienti

DBI: Ghinassi G., "degli Arienti, Giovanni Sabadino", vol. 4 (1962)

Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1470 ca. - 1492 ca.

Luogo di produzione: Bologna

Lingua: volgare

Temi:

malattia, evento privato, malattia, dabbenaggine, stupidità

A cura di: Elena Niccolai