Novella degli scolari e dei capponi

Novella appartenente a: Novelle porretane - Porretane 44

Rubrica

Certi scolari furano capuni; sono trovati da la famiglia del podestà; loro se defendono dicendo portare uno morto a sepellire. E poi uno di loro in luoco de asino è bastonato.

Incipit

Magnifico conte e vui generose persone, furono certi scolari bolognesi [...]

Explicit

E in questa forma, cum onesto riso, cusì porse le sue parole.

 

Narratore

Bartolomeo di Banci

Trama

Un gruppo di scolari dello studio bolognese, tra i quali Rizardo Zambercano e Paolo da Lugo, durante il carnevale decide di rubare all'avaro rettore Catullo alcuni grassi capponi. Gli studenti entrano così nella casa del rettore, nascondono i capponi in una bara coperta da un mantello nero e si mettono in cammino camuffati da preti. Sulla strada s'imbattono nel cavaliere del podestà e nei suoi sbirri. Interrogati, dichiarano di essere diretti al cimitero per seppellire uno studente morto. Il cavaliere se ne convince e li lascia passare, ma uno dei capponi canta facendo scoprire gli studenti come ladri di galline. I giovani si mettono allora in fuga inseguirti dal cavaliere e dalle guardie e trovano rifugio nella casa del padre di Ricardo. Paulo da Lugo, rimasto indietro, riesce invece a riparare presso l'ingranditore di fave Maffeo di Berto, che lo fa nascondere sotto all'asino che traina la macina. Il cavaliere si presenta alla porta di Maffeo alla ricerca di Paulo. L'infrangitore nega che lo scolaro sia entrato in casa sua e per mostrarsi intento a lavorare comincia inoltre a percuotere l'asino. Per l'agitazione finisce però per colpire più volte Paulo. Il cavaliere in ogni caso crede alla versione dell'infrangitore e desiste. Paulo può dunque raggiungere i suoi compagni. Giunto il giorno di banchettare con i capponi alla presenza del rettore Paulo racconta l'intero accaduto. Il rettore si duole del furto. In tutta risposta gli studenti lo invitano a un maggiore liberalità, che Catullo da quel giorno dimostrerà sempre.

Personaggi principali

studente, Rizardo Zambercano (studente), Paolo da Lugo (studente), Catullo (-), cavaliere, guardia, Maffeo di Berto (mugnaio)

Ambientazione

Bologna (città), casa

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Epilogo

La brigata discute con piacere della novella e dell'ammonimento fatto dagli studenti al rettore. Prende dunque la parola Jacobo di Magnani e introduce una nuova novella.

Autore: Giovanni Sabadino degli Arienti

DBI: Ghinassi G., "degli Arienti, Giovanni Sabadino", vol. 4 (1962)

Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1470 - 1492 ca.

Luogo di produzione: Bologna

Lingua: volgare

Temi:

furto, beffa, travestimento, avarizia

A cura di: Michel Cattaneo