Novella di Guglielmo di Bertagna e il medico

Novella appartenente a: Le piacevoli notti, libro secondo - Piacevoli notti secondo libro XIII 12

Rubrica

Guglielmo re di Bertagna aggravato d’una infermità fa venir tutti e’ medici per riaver la sanità e conservarsi sano. Maestro Gotfredo medico e povero li dà tre documenti e con quelli si regge e sano rimane.

Incipit

Ben nati, anzi divini si puoleno giudicar coloro che con effetti si guardano dalle cose contrarie e col giudicio naturale s’accostano a quelle che di beneficio e giovamento li sono.

Explicit

Piacque molto al re il consiglio datoli da Gotfreddo, e prestandoli fede, a quello s’attenne, e data licenzia a gli altri medici, lo ritenne appo di sé avendolo in molta riverenza per le sue degne virtù, e di povero lo fece ricco sì come egli meritava; e solo rimasto alla cura del signore, felicemente visse.

 

Narratore

Isabella

Trama

Pochi conformano la loro vita in modo da seguire la natura. La favola mostra il comportamento di un re che seguì per tutta la sua vita tre regole. Si comincia con l’elogio di Guglielmo, ottimo re di Bretagna. Un giorno Guglielmo si ammala e convoca tutti i medici perché individuino la causa del male, gli dicano come guarire e come mantenersi sano per il futuro. Gotfreddo è medico ma è tanto povero da non ardire presentarsi al cospetto del re. Il re ascolta tutti i medici dotti. Infine intravede un’altra persona sul fondo della sala e la incoraggia a palesarsi. I medici ridono vedendolo tanto misero nell’aspetto. Sostenuto dal re Gotfreddo dice che il malessere del re può curarsi con un po’ di cassia e che se vuole stare sano per il futuro deve attenersi a questi tre precetti: tenere il capo asciutto e i piedi caldi e mangiar cibi da bestia. I medici ridono di questi consigli. Il re invece lo prende sul serio e lo prega di spiegarsi. Gotfreddo spiega che il corpo umano si regge sull’equilibro tra i fluidi e perciò bisogna mantenere la temperatura giusta, osservando i primi due precetti. Per quanto riguarda il cibo, prende a esempio gli animali, i quali si nutrono di quello che è adatto a loro e rifiutano i cibi non conformi alla loro natura. Il re apprezza questi consigli e vi si attiene. Tiene con sé Gotfreddo, rendendolo molto ricco.

Personaggi principali

Guglielmo (re), Gotfreddo (medico), medico

Ambientazione

Bretagna (regno), corte

Datazione dell'ambientazione

Epoca medievale

Generi

novella a lieto fine

Prologo

Pochi conformano la loro vita in modo da seguire la natura. La favola mostra il comportamento di un re che seguì per tutta la sua vita tre regole. Si comincia con l’elogio di Guglielmo, ottimo re di Bretagna.

Epilogo

Terminata la favola Isabella propone il suo enigma:
Donne gentil, non vi maravigliate
di quel ch’ora da dirvi ho nel concetto,
perché quel che dirovvi è veritate,
ancor che paia men degno soggetto.
Dico ch’in tanta mia calamitate
se non glielo spingeva ben da drieto
e non glielo ficcava dentro al tondo,
a pieno era disfatto alor del mondo.
L’enigma sembra osceno alle donne, ma in verità esso va interpretato così: un giovane fugge inseguito dalle guardie e con l’aiuto di un altro giovane si rifugia in un uscio aperto. L’altro giovane chiude con il catenaccio, altrimenti il primo sarebbe finito in prigione.
Vicenza comincia il suo racconto.

Sezioni poetiche

Forma incipitMetricaNote
Donne gentil, non vi maravigliateottavaABABABCC

Autore: Giovan Francesco Straparola da Caravaggio

Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1553

Luogo di produzione: Venezia

Lingua: volgare

Temi:

giustizia, premio, guarigione, malattia, coraggio, ingegno, saggezza, relazione gerarchica re/suddito

A cura di: Sandra Carapezza