Novella di Pandolfo d'Ascari
Novella appartenente a: Il Novellino - Novellino 13
Rubrica
Pandolfo d'Ascari vene straticò a Salerno; tolle muglie e male la tratta in letto; un giovane s'innamora de lei, fa fare una forma virile e a modo de spata la porta a lato; la fameglia de la corte lo menano dinanzi al potestà, e, presente la muglie, son discoperte l'arme; lo straticò si turba e dà bando al giovane; la novella se divulga, e lui per dolore ne more; la muglie gode con lo amante.
Incipit
E si infino a qui a scrivere sono indugiato, eccellente e vertuosissimo signor mio, non è per altro remaso, si non che la materia, che adietro ho pertrattata, non sulo poco piacere ma fastidio e recrescimento penso te averìa ne l'animo generato.
Explicit
E ch'io dica il vero, ultre le tre racontate novelle, sequendo in simil tema il mio ragionare, ne mostrarò appresso manifesta esperienzia de quel che ad un vecchio ricco, avarissimo e fuor de misura geloso intervenne, quale ad un tempo fu privato de onore, robba e contentezza insiemi, e per la sua gelosia priso como il pesce a l'adescato amo.
Narratore
Masuccio Salernitano
Trama
Il marchigiano Pandolfo d'Ascari, già noto per la sua avarizia, viene mandato o a ricoprire l'incarico di podestà o di stratego a Salerno. Tra i provvedimenti che emana c'è quello di proibire di portare armi in città. Pandolfo viene poi colpito da una malattia al membro, danneggiato dagli interventi medici, che gli impedisce di soddisfare la giovane e bella moglie (con un passato da monaca) che ha frattanto sposato e della quale è molto geloso. Della donna s'innamora un dottore in legge: non riuscendo a conquistarla per le cautele del marito, decide, consultandosi con un giovane popolano, di beffare il podestà e di rendere al contempo manifeste alla ragazza inappagata le sue doti virili. Poiché gli sbirri della corte sono soliti condurre chi giri armato al cospetto dello stratego e della moglie, viene commissionata a un legnaiolo una grande forma virile, che il giovane popolano porta al fianco in una fodera a guisa di spada. Fermato e introdotto presso il podestà e la consorte, il ragazzo viene privato dell'arma, che, sfoderata, nelle mani di Pandolfo si rivela per quello che è, suscitando le attenzioni della donna. Il podestà, anche contro le indicazioni di un giudice, intende punire il giovane: questi però fa credere che il suo amico legista, per guarire da una malattia ai genitali, abbia fatto voto di offrire ai santi un calco in cera della sua virilità. Poiché a Salerno nessuno può realizzarlo, ne è stata tratta una copia lignea, che il giovane deve portare a Napoli affinché sia trasposta in cera. Pandolfo bandisce il giovane dalla città, ma la storia, con sua grande vergogna, si divulga. Ottenuto di trasferirsi da Salerno, lo stratego muore poco dopo a causa dell'onta ricevuta. La vedova rintraccia il dottore in legge e si risposa con lui, godendo della sua giovinezza.
Personaggi principali
Pandolfo d'Ascari (podestà), moglie, dottore, giovane, guardia, giudice
Ambientazione
Salerno (città)
Datazione dell'ambientazione
1439 ca. - 1463 - Datata
Generi
cronaca
Prologo
Masuccio sostiene di aver indugiato a scrivere a Barnaba perché la materia prima trattata lo avrebbe infastidito. Ha però ora trovato un modo di scrivere che gli garantirà la benevolenza del dedicatario. Così questi leggerà nella novella di una beffa che varrà come insegnamento per non essere vittima di una situazione analoga a quella raccontata.
Epilogo
Masuccio continua a scherzare sulla beffa giocata dal dottore in legge a Pandolfo. Ragiona poi su coloro i quali sono affetti da avarizia e gelosia, che finiscono sempre per cadere in rovine peggiori di quelle che temono e fuggono. Ciò è dimostrato dalle tre precedenti novelle e dalla seguente, che passa a introdurre.
Autore: Tommaso Guardati Masuccio Salernitano
DBI: F. De Propris, "Guardati, Tommaso", vol. 60 (2003)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1476? ca.
Luogo di produzione: Napoli
Lingua: volgareTemi:
beffa, guarigione, malattia, avarizia, gelosia, eros
A cura di: Michel Cattaneo