La novella di Ser Pace e Masetto da Colle

Novella appartenente a: Novelle - Novelle dello Pseudo Gentile Sermini 16

Rubrica

Ser Pace, venendo a questione con Massetto da Colle, perdé fiorini XXV e Pela da ’Sciano li raquistò. Per la qual cosa, intesi e vitii di ciascuno di loro, dicono in corte romana un dettato: «Sè tu colligiano et io scialingo»; quasi dicendo: «Se i colligiani sonno gattivi, li scialenghi non peggiori di loro».

Incipit

Era nella magnifica città di Roma un prete che ser Pace haveva nome, el quale, havendo una chiesetta di buona rendita, honoratamente viveva.

Explicit

Et però di cortesia s’adimanda a chi legge darne la sententia.

 

Narratore

Pseudo Gentile Sermini

Trama

A Roma, un prete, Ser Pace, assume come fante il giovane Masetto da Colle di Val d'Elsa. Nel giro di quindici giorni, però, il prete ha con Masetto vari fraintendimenti che, oltre a due pasti piuttosto malriusciti in presenza di altri preti suoi ospiti, gli causano anche la dispersione di tutto il mobilio della casa in piazza. Nonostante il prete faccia appello alla giustizia, il cavaliere del senatore lo giudica colpevole per aver ingiustamente cacciato Masetto, condannandolo a risarcire economicamente il servitore, che se ne va soddisfatto. Venuto a conoscenza del fatto, Piero da ’Sciano d’Ombrone si accorda con Ser Pace per fare riavere al prete sia il denaro sia il gioiello a forma di falcone che gli spettano in qualità di caparra del suo contratto col domestico colligiano. Piero comincia dunque a seguire Masetto spacciandosi per un tale di nome Salvi finché, per mezzo di una lettera fittizia firmata col falso nome di Colella da Sutri e inviata a Ventura da ’Sciano, denuncia al podestà di Aquapendente Masetto per avergli rubato il denaro e il gioiello, che finge gli appartengano in quanto pagamento del bestiame che aveva venduto a Colella. Il podestà delega l’incarcerazione di Masetto al notaio Ser Pietro da Farnese che, sperando di intascarsi i beni in questione, imprigiona entrambi gli uomini. Masetto tuttavia ribadisce così tenacemente la propria innocenza da spingere il notaio a voler verificare il mittente della lettera. Pela-Salvi ingaggia dunque Schiavetto, il secondino famiglio del podestà, per corrompere Ser Piero e farsi liberare in cambio di denaro, ma il notaio accetterebbe solo in cambio di impadronirsi di tutto il denaro dei prigionieri, inclusa la quota che doveva spettare a Schiavetto. Perciò, quest'ultimo si accorda con Pela-Salvi e con Masetto e li fa evadere; mentre Masetto torna a Siena, Pela-Salvi e Schiavetto fingono di rimanere indietro a causa di un infortunio del primo, recandosi in realtà di nascosto a Roma. Masetto nel mentre raggiunge Radicofani, cercando invano di ottenere vendetta con lo stesso inganno di cui prima è stato vittima, ma Pela-Salvi e Schiavetto non verranno mai catturati. Questi ultimi ripagano Ser Pace dei beni perduti nella lite con il servitore, ricevendo da lui un lauto compenso.

Personaggi principali

ser Pace (prete), Masetto da Colle (servitore), prete, cavaliere, Pela da Sciano (giovane), Piero da Farnese (notaio), Schiavetto (servitore), servitore, de' Brancacci (cardinale), Gregorio XII (papa), cardinale

Ambientazione

Roma (città), san Piero (porta (della città)), Bolsino (Bolsena) (città), Aquapendente (città), prigione, Radicofani (città), Siena (città), Lucca (città), Romagna (regione)

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Generi

novella a lieto fine

Epilogo

La novella giunge alle orecchie del cardinale Brancacci che la racconta a Gregorio XII e agli altri cardinali, i quali si interrogano su chi sia peggiore tra il colligiano, Masetto da Colle, e lo scialengo, Piero da ’Sciano. Il dubbio rimane insoluto persino dopo la fine del mandato di Gregorio XII e l’elezione al seggio pontificio di Alessandro V. L’autore conclude riproponendo la questione al lettore.

Sezioni poetiche

Forma incipitMetricaNote
Io prego ciaschedun che mi consigliCanzoneSchema: ABbC ABbC CDdEE...CDdEE.
In fresco praticel, fra multi giglieCanzoneABbC ABbC CDdEE; congedo: ABbCABbDD
Amor, tu non mi sè punto lealeBallata mezzanaSchema: XYY AbCAbCCXX.
Sia benedetto et laüdato AmoreBallata minoreSchema: XX ABABBX.
Già mille casi occorsi ognun distimaSonetto caudatoSchema: ABBA ABBA CDC DCD dEE.
Se la mia pena e ’l mio grieve martìreSonetto caudatoSchema: ABBA ABBA CDC DCD dEE.
Ben dimostrò quanto potie naturaSonetto caudatoSchema: ABBA ABBA CDC DCD dEE.

Autore: Pseudo Gentile Sermini

DBI: Marchi M., "Sermini, Gentile", vol. 92 (2018)

Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1409 ca. - 1446 ca.

Luogo di produzione: siena

Lingua: volgare

Temi:

conflitti città/campagna, sfida, furto, travestimento, giustizia, dabbenaggine, egoismo, astuzia, ingratitudine all'interno di relazioni gerarchiche

A cura di: Elena Niccolai