Novella di Biancabella

Novella appartenente a: Le piacevoli notti, libro primo - Piacevoli notti primo libro III 3

Rubrica

Biancabella, figliuola di Lamberico marchese di Monferrato, viene mandata dalla matrigna di Ferrandino re di Napoli ad uccidere. Ma gli servi le troncano le mani e le cavano gli occhi, e per una biscia viene reintegrata, e a Ferrandino lieta ritorna.

Incipit

È cosa laudevole e necessaria molto che la donna, di qualunque stato e condizione esser si voglia, nelle sue operazioni usi prudenza, senza la quale niuna cosa ben si governa. E se una matrigna, della quale ora raccontarvi intendo, con modestia usata l'avesse forse altrui credendosi uccidere, non sarebbe stata per divino giudicio uccisa d'altrui, sí come ora intenderete.

Explicit

Appresso questo, le tre figliuole del vecchiarello orrevolmente furono maritate, e Ferrandino re con la sua Biancabella e Samaritana lungamente visse, lasciando dopo sé eredi legittimi nel regno.

 

Narratore

Lauretta

Trama

Il marchese di Monferrato non ha figlioli. Un giorno mentre la moglie dorme in giardino una serpe le entra nel ventre. La donna partorisce una bambina con una serpe arrotolata al collo. La serpe fugge via; la bambina, che ha nome Biancabella, cresce bellissima. Un giorno in giardino incontra la serpe che con una magia la rende ancora più bella e fa in modo che dai suoi capelli scendano gemme preziose e dalel sue mani fiori. Cresciuta, la fanciulla va in sposa al re di Napoli e viola la promessa che aveva fatto alla serpe. La matrigna dello sposo è malvagia e ha in odio Biancabella perché vorrebbe che una sua figlia sposasse il re. Il re parte per la guerra; la matrigna ordina ai servi di uccidere Biancabella. I servi ne hanno pietà e la accecano e le troncano le mani, lasciandola viva nel bosco. La trova un contadino e la ospita a casa sua. Biancabella torna nel bosco per trovare la serpe. La trova e la serpe la guarisce e si mostra non più come serpe ma come bella giovane, con il nome di Samaritana. Samaritana e Biancabella vanno a Napoli, dove per magia Samaritana costruisce uno splendido palazzo. Il re di Napoli nel frattempo è stato ingannato dalla matrigna che gli ha fatto credere che Biancabella sia una delle figlie di lei, imbruttita a causa di una malattia. Il re vede il palazzo e conosce le due donne che vi abitano. Il re con la matrigna e la finta moglie va ospite da Biancabella e Samaritana; qui ascolta una storia, che è in verità la storia di Biancabella. Al termine del racconto, Samaritana interroga il re su quale pena merita chi ha fatto tali ingiustie alla fanciulla. La matrigna risponde formulando così la sua condanna. Biancabella torna con il re.

Personaggi principali

Lamberico (marchese), Biancabella (donna), serpe Samaritana (animale magico), Ferrandino (re), matrigna, figlio, vecchio

Ambientazione

Napoli (città), Monferrato (marchesato), orto

Datazione dell'ambientazione

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Generi

fiaba

Prologo

"Erassi già del suo enimma ispedita Arianna, quando Lauretta, che appresso lei sedeva, conobbe che a lei toccava il dover dire. Laonde senza aspettare che dalla Signora imposto le fusse, in tal guisa cominciò a parlare."

Epilogo

La brigata è commossa dalla novella. Lauretta subito recita il suo enigma, per non fare stare in tristezza la compagnia:
Passa per mezzo d'un fiorito prato
una superba e cruda damigella.
La coda ha piana, il capo rilevato,
veloce è nell'andar e molto snella;
ha l'occhio acuto e 'l tocco poco grato,
qua e là move la lingua e non favella;
lunga e sottil è molto e berettina:
ben è saggio colui che l'indivina.
Si tratta della biscia.

Sezioni poetiche

Forma incipitMetricaNote
Passa per mezzo d'un fiorito pratoottavaABABABCC