Novella di frate Tiberio apostata
Novella appartenente a: Le piacevoli notti, libro secondo - Piacevoli notti secondo libro VIII 3
Rubrica
Frate Tiberio Palavicino apostata, poi fatto prete secolare e maestro in teologia, ama la moglie di maestro Chechino intagliatore; ella con consenso del marito in casa l’introduce, e trovato da lui, con una ignominiosa beffa fuori lo manda e da morte lo libera.
Incipit
Se oggidì, graziose donne, e’ capi chierecati, ragionando però tuttavia di tristi e non di buoni, attendesero a’ loro studii, dandoci buoni essempi e vivendo santamente secondo la regola loro, gli uomini ignoranti e plebei non arrebbono tanto ardire con favole ragionar di loro, anzi li terrebbeno in tanta venerazione che toccando le fimbrie delle lor vestimenta si riputerebbeno salvi e beati.
Explicit
Al crido corse infinità di genti, e intesa la causa come era, ne prese gioco; e maestro Tiberio presi altri panni, della città si partì, e donde andasse non si sa, ma questo solo so, che mai più non fu veduto.
Narratore
Arianna
Trama
Tiberio da frate si fa prete secolare. Poiché il suo confessore non c’è più, Savia, bella donna della città moglie di un falegname (Chechino), va a confessarsi da lui. Tiberio vedendola bella si accende d’amore per lei, ma la donna si comporta sempre in modo onesto. Il prete la incalza con insistenza sempre maggiore, senza ottenere nessuna risposta. Infine, tormentata dalle pressioni dello spasimante, Savia si confida con il marito, che la invita a mostrarsi compiacente, pur serbando l’onestà. La donna obbedisce e a poco a poco al prete sembra di averne guadagnato la confidenza, cosicché le confessa il suo amore. La donna, d’accordo con il marito, gli dà appuntamento per la notte, dicendo di essere sola in casa. Quando Tiberio arriva, Savia finge di dovere preparare la cena e poi di avere altri servizi da sbrigare, mentre l’uomo è impaziente di giacere con lei. Quando non può più temporeggiare, Savia lo invita a spogliarsi e attenderla a letto. Gli nasconde i vestiti in una cassa e mentre fa per raggiungerlo, il marito, che ha osservato tutto di nascosto, bussa precipitosamente alla porta. Tiberio vorrebbe vestirsi ma Savia gli intima di fare in fretta, salire su un armadio e mettersi nella posa del crocifisso così da essere scambiato per questo. Il marito entra, cena e si gode la moglie sotto gli occhi di Tiberio crocifisso. L’indomani si presentano in casa delle suore reclamando il crocifisso commissionato al falegname, il quale protesta che il lavoro non è ancora terminato. Le suore insistono perciò l’uomo, simulando di essere spazientito, le conduce in camera e mostra loro Tiberio crocifisso. Le suore sbalordiscono per il realismo dell’opera, ma lamentano la sconveniente presenza del membro virile. Chechino si propone di rimediare sul momento e afferra un’accetta. Tiberio terrorizzato scappa. Le suore gridano al miracolo.
Personaggi principali
Frate Tiberio (frate apostata) (prete), Frate Tiberio (frate apostata) (frate), Savia (donna), Chechino (artigiano), suora
Ambientazione
Firenze (città), confessionale, casa
Datazione dell'ambientazione
Passato prossimo
Generi
novella comica
Prologo
La Signora impone a Arianna di raccontare la sua favola e la damigella inizia il suo racconto a occhi bassi con fare riverente.
Epilogo
La favola suscita il riso di tutti i presenti. La Signora dopo avere imposto il silenzio invita Arianna a esporre l’enigma, che è questo.
Donne, ho una cosa soda, dritta e bianca,
liscia d’intorno e nel capo forata.
Un palmo è di lunghezza, o poco manca,
dura di nervo e di sopra lordata.
Ed è sì avezza, che mai non si stanca,
quantunque su e giù sia dimenata.
E questa cosa, donne, che vi ho detto,
di ciascun dichiarisse il gran concetto.
Gli uomini ridono, ma non capiscono l’enigma. Lo risolve Alteria: la penna per scrivere. Arianna rimane piccata perché il suo enigma è sciolto da qualcun altro; la Signora la conforta.
Sezioni poetiche
| Forma incipit | Metrica | Note |
|---|---|---|
| Donne, ho una cosa soda, dritta e bianca, | ottava | ABABABCC |
Autore: Giovan Francesco Straparola da Caravaggio
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1553
Luogo di produzione: Venezia
Lingua: volgareTemi:
beffa, vendetta, punizione, miracolo, lussuria, astuzia, lealtà, pudicizia, fedeltà in amore, matrimonio
A cura di: Sandra Carapezza