La novella di Pirreo d'Este e Panfilia da Loiano
Novella appartenente a: Novelle porretane - Porretane 21
Rubrica
Pirreo, figliolo de Azzo terzo da Este, illustrissimo marchexe, dimorando a Bologna nel Studio, pudicamente se inamora de Panfilia; la quale a morte se inferma e, prima che mora, vole epso vedere: e ambedui ne la visitazione morono
Incipit
Per sequir l'ordine, l'umano invito obidendo, caro genitore, benigni gentilomini e voi donne dulcissime, da' nostri antiqui ho inteso che l'alta memoria de Azzo terzo, figlio de Opizo primo da Este, illustre marchexe, essendo successo al patre nel glorioso Stato, ebbe cum nostra sempre potente communità longe controversie e maximamente per confini: cosa el più delle volte de privare gli confinanti de la suave dolceza d'amore, donde ne successeno sanguinente e crudel bataglie.
Explicit
— Bellissima figliuola, molto degnamente hai gli amori de li defonti amanti narrato: el cui fine, essendo stato amaro e flebile, me invita, senza più stare, narrare l'amore de dui regali amanti, che ebbeno assai migliore fine che loro; el quale son certa non ve dispiacerà audire —.E in questo modo incominciò dicendo.
Narratore
Penelope Mazoli
Trama
A Bologna, durante il primo maggio del 1307, il giovanissimo figlio di Azzo III d’Este, Pirreo — mandato dal padre presso lo studio bolognese per educarsi nell’«exercizio de le lettere» — si innamora della figlia del conte Anselmo da Loiano, Panfilia. L’amore, ricambiato in segreto, perdura per cinque anni durante i quali Pirreo si reca spesso presso la dimora di Panfilia nella speranza di vedere la giovane. Accade però che Anselmo prometta in sposa la giovane al primogenito di Alexandro da Brusculo: Panfilia, che conosce e ricambia l’amore di Pirreo, ma che non osa contrastare la volontà paterna né rivelare i suoi veri sentimenti, per il dolore si ammala dunque gravemente e come ultima richiesta chiede di incontrare Pirreo. Il giovane si reca da lei e, ascoltatane le parole d’amore, risponde confermando che ricambia il suo sentimento. È però troppo tardi: Panfilia muore e così, poco dopo, Pirreo. Sono dunque allestiti i loro funerali e la sepoltura che unisce i due giovani amanti è abbellita da una lapide in marmo che la sovrasta.
Personaggi principali
Azzo III d'Este (duca), Beatrice d'Angiò (nobile), Carlo II d’Angiò (re-regina), Roberto I d’Angiò (re-regina), Aldobrandino II d'Este (signore), Francesco d'Este (signore), Fresco d'Este (figlio), Pirreo d’Este (innamorato), Pirreo d’Este (studente), Anselmo da Loiano (padre), Panfilia (figlio), Alexandro da Brusculo (cittadino), figlio
Ambientazione
Bologna (città), Bologna (chiesa), casa, Bologna (università)
Datazione dell'ambientazione
1307 - Datata
Generi
novella tragica
Prologo
La narratrice sottolinea le numerose controversie tra Azzo III d’Este e i signori di Bologna.
Epilogo
Nella commozione generale, che colpisce soprattutto il pubblico femminile e che dà adito al plauso riconosciuto ai padri che ascoltano il volere delle figlie in merito alle promesse di matrimonio, prende parola Nicolosa Sanuta che decide di raccontare una novella amorosa dal finale positivo.
Sezioni poetiche
| Forma incipit | Metrica | Note |
|---|---|---|
| Qui d'Azzo estense marchese il figliuolo | Strofe di sei endecasillabi | ABABAB |
Autore: Giovanni Sabadino degli Arienti
DBI: Ghinassi G., "degli Arienti, Giovanni Sabadino", vol. 4 (1962)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1470 ca. - 1492 ca.
Luogo di produzione: Bologna
Lingua: volgareTemi:
malattia, morte naturale, evento pubblico, relazione genitori/figli, eros, gratitudine in amore
A cura di: Elena Niccolai