La novella di maestro Caccia e Amerigo

Novella appartenente a: Novelle - Novelle dello Pseudo Gentile Sermini 5

Rubrica

Maestro Caccia da ’Sciano era sì in cerusica et in phisica valentissimo che, veduto senza dare medicina alcuna, in meno di due ‹dì› naturali ogni infirmità curava perfectamente.

Incipit

Era un giovino a ’Sciano, del distrecto di Siena, il quale Caccia havea nome et era richissimo, savio, cortese et costumato; et havendo studiato più anni a Bologna, divenuto valentissimo et massime in poesia, che un nuovo Tullio pareva, et havendo seco uno suo caro compagno della terra sua che Amerigo era chiamato, et gionto alla età di vinti anni Amerigo […]

Explicit

Però è buono chi altrui vuole riprendere misuri prima di punto se stesso.

 

Narratore

Pseudo Gentile Sermini

Trama

La novella ha come protagonisti due giovani, Maestro Caccia e Amerigo. Quest’ultimo, innamorato non corrisposto, convince l’amico ad abbandonare gli studi letterari a Bologna e a ritornare nel paese natìo, ad Asciano. Caccia, impoverito dai costi della vita mondana e non sostenuto dallo zio che lo minaccia di non aiutarlo nel caso dovesse divenire tanto indigente da finire nella casa degli infermi, decide di dimostrargli che si sbaglia e di partire per la Lombardia con Amerigo. Raggiunta Firenze, i due vengono a conoscenza di uno speziale di Ponte Vecchio, Bindo di Lapo, a cui Caccia si presenta nelle vesti di medico della regina Giovanna (probabilmente Giovanna II di Napoli). Lo speziale li informa del sovraffollamento dello Spedale di Firenze e li conduce dal rettore, che promette a Caccia una lauta ricompensa nel caso riesca, come sostiene, a guarire gli infermi in due giorni. Le cure procedono dunque nel seguente modo: Caccia e Amerigo, che si finge suo infermiere, discutono di possibili rimedi cruenti vicino ai pazienti che, terrorizzati dalle torture annunciate dai due, decidono di lasciare lo Spedale. Il rettore crede che queste dimissioni volontarie siano frutto della guarigione e premia lautamente il finto medico. I malati, però, torneranno subito dopo la partenza di quest'ultimo: il rettore capirà di essere stato truffato, ma non rivelerà il fatto per mantenere la reputazione dello Spedale. Lasciata Firenze, Caccia e Amerigo si arricchiscono replicando la messa in scena prima in Lombardia, poi in Germania e infine in Francia. Ritornati in patria, i due godono infine di una vita agiata, mentre è proprio lo zio di Caccia, caduto in disgrazia, a finire rinchiuso nello Spedale dei poveri.

Personaggi principali

Caccia da ’Sciano (giovane), Amerigo (amico), Bindo di Lapo (zio-zia), Rettore dell’ospedale della scala di Firenze (abate), medico

Ambientazione

Bologna (città), Firenze (città), Firenze (città), Lombardia (regione), Firenze (ospedale), Germania (nazione), Francia (nazione)

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Generi

novella a lieto fine

Epilogo

L’autore ammonisce a non giudicare gli altri prima di aver giudicato se stessi.

Autore: Pseudo Gentile Sermini

DBI: Marchi M., "Sermini, Gentile", vol. 92 (2018)

Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1409 ca. - 1446 ca.

Luogo di produzione: Siena

Lingua: volgare

Temi:

furto, beffa, travestimento, conflitto verbale, arricchimento, arricchimento attivo, travestimento, malattia, dabbenaggine, avarizia, astuzia, com(p)are, amicizia maschile

A cura di: Elena Niccolai