Novella dei trombetti
Novella appartenente a: Novelle - Novelle 4
Incipit
Per certa sospizione d’una pestilenziosa mortalità, ch’in Lombardia si diceva in diversi luoghi esser appresa, era a’ lombardi interdetto, non ha guari di tempo, generalmente l’entrare in molte città, e spezialmente in Firenze […]
Explicit
Io per me non ardisco di affermarlo; ma o che fusse vero o no, essi senza offesa alcune a casa se ne tornarono.
Trama
Non è passato molto tempo da quando, a causa del sospetto di una pestilenza scoppiata in Lombardia, ai suoi abitanti veniva impedito di entrare in alcune città, inclusa Firenze. In quel periodo, si incontrano per strada due trombettieri in viaggio: uno, Burdiga, lavora per il comune di Modena; l’altro, Barrachino, serve il marchese di Mantova e viaggia con due trombe alle spalle. Quando i due decidono di entrare a Firenze, Barrachino si offre di prestare al compagno una delle sue trombe, in modo tale che possa fingere di essere anche lui al servizio del marchese di Mantova e avere accesso alla città. Il piano riesce e, dopo aver assolto ai loro incarichi, i due visitano la Nonziata [chiesa della Santissima Annunziata] e si siedono poi a riposare dietro all’altare, addormentandosi. Giunta la notte, scoprono di essere stati chiusi nell’edificio, ma non osano palesare la loro presenza, temendo di essere accusati di furto. All’improvviso notano un prete, vestito solo di camicia e tabarro, uscire dalla sagrestia e aprire la porta della chiesa a una donna, che entra con dei piatti. Il sacerdote, giunto davanti all’altare, stende il tabarro a terra e vi fa accomodare l’amante, con la quale comincia a banchettare e amoreggiare. Barrachino e Burdiga allora suonano le loro trombe, terrorizzando la coppia, che fugge. I trombettieri prendono il tabarro e i piatti e tornano contenti al loro albergo, dove mangiano il cibo lasciato dalla donna. L’indomani Burdiga vorrebbe andarsene per non sfidare la sorte, ma Barrachino insiste per vendere il tabarro. Non appena i due concludono la vendita con un rigattiere in piazza san Lorenzo, cominciano a organizzare la partenza. Il prete tuttavia si reca nel medesimo luogo e riconosce il tabarro: viene così a sapere dal rigattiere dove alloggiano i due forestieri e li denuncia per furto alle autorità. Se Burdiga è terrorizzato, Barrachino ha un piano: convocato davanti agli Otto, spiega che il prete non ha voluto pagare lui e il compagno per la loro prestazione in occasione di una festa di nozze; anzi il sacerdote ha abbandonato i festeggiamenti all’improvviso, lasciando dietro di sé solo un tabarro, che loro hanno preso come ricompensa per i loro servigi. Aggiunge di essere pronto a fornire tutti i dettagli sui festeggiamenti, compresi quelli relativi al luogo e alla sposa, se il prete continua con le sue accuse di furto. Quando il religioso viene informato della dichiarazione di Barrachino, decide di non insistere oltre e sottoscrive la menzogna del trombettiere, temendo che la sua relazione venga resa pubblica. Gli Otto, indispettiti, congedano Barrachino e Burdiga, che riprendono contenti il loro viaggio.
Personaggi principali
Burdiga (uomo), Barrachino (uomo), prete, donna, gli Otto (giudice), rigattiere (mercante)
Ambientazione
Firenze (città), Nonziata [Santissima Annunziata] (chiesa), San Lorenzo (piazza)
Datazione dell'ambientazione
Passato prossimo
Generi
novella comica
Autore: Francesco Maria Molza
DBI: Pignatti, Franco, "Molza, Francesco Maria", vol. 75 (2011)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1525 ca.
Luogo di produzione: Roma
Lingua: volgareTemi:
beffa, conflitto verbale, arricchimento, arricchimento attivo, punizione, buona fortuna, lussuria, astuzia, ingegno, amicizia maschile, eros
A cura di: Flavia Palma