La novella di Janes e Zoanne Zoppo
Novella appartenente a: Novelle porretane - Porretane 24
Rubrica
Uno scolaro monta a cavallo di Bellocchio, credendo sia uno diavolo ch'el porti in Franza; il quale poi el getta nelle spine.
Incipit
Benché, insignita brigata, non sequa effecto de la narrata novella del nostro miser Mateo, doveti sapere che, retrovandomi per la Sanctità del nostro signore in Brugia, cità primaria de Fiandra, commissario ed essendomi per alcune opportunità transferito a Bologna in Picardia sul mare, per essere cum l'alto duca di Bergogna che ivi dovea venire a visitare una devozione de la Regina del cielo per certo voto, e non essendovi venuto, l'andai a trovare a Bavilla, oppido degno.
Explicit
— Le vostre Magnificenzie me perdonarano, illustre compagnia, se senza altro invito e senza el seguire l'ordine nostro io dica; però che, audita la sciochezza del scolaro che credea che li diavoli el portasseno in Franza, non me posso contenere ch'io non narri come uno amante, a mi de strecto amore coniuncto, se dava amoroso piacere dimente una donna se faceva li spirti incantare, credendo essere afaturata: che la la più alta novella non se auditte mai —. E cusì incominciò.
Narratore
Giovanni Sabadino degli Arienti
Trama
Domenico Albergati racconta di aver sentito la novella da un famiglio prestatogli da Carlo il Temerario a Bruges, durante l’itinerario di ritorno da Bouvignes. Il famiglio, vissuto a Bologna, narra la beffa avvenuta ai danni di uno studente di giurisprudenza — che il narratore chiamerà Janes per premura — il quale, preoccupato per il ritardo di un suo servitore mandato a recuperare dei soldi a casa propria in Francia, decide di affidarsi alle arti magiche del pittore Zoanne Zoppo su consiglio di un suo amico, Piero Goso, che intende invece prendersi gioco di lui. Assieme ai suoi compari, Bellocchio e Guardabasso, Zoanne Zoppo architetta un inganno articolato facendo credere a Janes di aver richiamato dagli inferi uno spirito, Buffaraco, che lo porterà a cavalcioni a recuperare il suo servitore. Avviene così che Janes sia malamente disarcionato da Bellocchio-Buffaraco. Intesa la beffa, Janes conclude gli studi e decide di non fare più ritorno a Bologna.
Personaggi principali
servitore, Janes (studente), Zoane Zoppo (pittore), Bellocchio (compare-comare), Guardabasso (compare-comare), Piero Goso (amico), Buffaraco (diavolo)
Ambientazione
Bruges (città), Boulogne-sur-Mer (città), Bologna (città), Bouvignes (città), Bologna (mercato), Bologna (chiesa), Bologna (chiesa)
Datazione dell'ambientazione
Passato prossimo
Generi
novella comica
Prologo
Domenico de’ Albergati racconta di essersi trasferito a Boulogne-sur-Mer come commissario e su ordine di Sisto IV, e di aver raggiunto Carlo il Temerario, duca di Borgogna, a Bouvignes da dove si incammina con un nuovo famiglio verso Bruges. Il narratore sottolinea che gli attori della beffa, Zoanne Zoppo, Buffaraco e Guardabasso, sono noti per averne organizzata un’altra ai danni di un sarto bolognese — messa per iscritto a sua volta, e in volgare, da un affezionato servitore del duca Ercole d’Este mentre Giovanni Bentivoglio si trovava a Rimini su incarico di Paolo II.
Epilogo
Tra il sollazzo generale prende parola Cesare Nappi, il quale propone una novella di beffa a svantaggio di una donna schernita per sentirsi affatturata.
Autore: Giovanni Sabadino degli Arienti
DBI: Ghinassi G., "degli Arienti, Giovanni Sabadino", vol. 4 (1962)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1470 ca. - 1492 ca.
Luogo di produzione: Bologna
Lingua: volgareTemi:
beffa, travestimento, travestimento, punizione, magia, dabbenaggine, com(p)are, amicizia maschile
A cura di: Elena Niccolai