La novella di frate Ugolino e Fiorita

Novella appartenente a: Novelle - Novelle dello Pseudo Gentile Sermini 33

Rubrica

Frate Ugolino, amando la Fiorita, per via di confessione hebbe suo attento et mona Teroccia, madre di lei, ‹fu› contenta di fra’ Polidoro; e la savia Fiorita, veduto che la madre non la maritava, havendo assaggiato el maurro, dè modo che Luciano da Roma la prese per donna. E quali cinque nominati dalla fortuna chi in parte et chi in tutto contenti, la giustitia fe’ poi suo dovere.

Incipit

In Viterbo era un frate minore che frate Ugolino da Rieti si chiamava.

Explicit

E Luciano, da ·llei in quello stremo ponto richiesto, consentendo, non è da riprendere, ma come giovano, con dolce humanità la nobilità sua a ·llei s’achinasse, di ciò merita lode, consentendo et giustamente che Luciano e Fiorita sempre insieme tutto ’l tempo della vita loro in gioia et sollazo con festa godessero.

 

Narratore

Pseudo Gentile Sermini

Trama

A Viterbo, frate Ugolino da Rieti, si innamora di Fiorita, figlia di monna Teroccia, una terziaria del monastero che la custodisce ma che si rifiuta di farla maritare. La madre, a sua volta, è invaghita di un giovane di Todi, frate Pulidoro. Tramite l’aiuto di un predicatore, il frate terrorizza i genitori decretando l’urgenza di fare confessare i propri figli e minaccia di scomunica monna Teroccia e Fiorita per aver mancato a quest'obbligo. Impaurita, monna Teroccia accompagna la figlia a confessarsi dal frate, il quale ordisce un ulteriore piano per possedere la ragazza. L’ingenua Fiorita, convinta da Ugolino di poter sposare il giovane e ricco Luciano — gentiluomo di Roma recatosi a Viterbo per fuggire da una pestilenza — seguendo i suoi consigli per far innamorare il giovane, finisce per giacere invece con il frate, di cui rimane incinta. Sebbene anche monna Teroccia riesca a congiungersi con frate Pulidoro, la donna punisce severamente la figlia, facendola abortire. Venuto a conoscenza della gravidanza di Fiorita, frate Ugolino scappa da Viterbo e si mette in cammino con un cittadino bolognese, Carpino, che è reso vittima di una sua beffa mentre attraversano un fiume. Infastidito dal gioco, Carpino, fingendosi derubato dal frate, riesce a sottrargli del denaro e a farlo imprigionare dal generale di Siena. A Viterbo, intanto, Fiorita decide di incontrare Luciano, il quale si innamora a tal punto della giovane da scegliere di portarla con sé a Roma travestendola da famiglio, per poi — su proposta della stessa scaltra e intraprendente Fiorita — prenderla in moglie. Nonostante monna Teroccia, conosciuta la buona sorte della figlia, sostenga di voler vivere con lei a Roma, la donna non riesce a staccarsi da frate Pulidoro, con cui trascorre tre anni senza badare a spese, prima che quest'ultimo venga allontanato per partecipare a un capitolo religioso: la donna, ormai sola e caduta in povertà, muore di tisi.

Personaggi principali

Ugolino da Rieti (frate), Pulidoro (frate), Fiorita (giovane), Monna Teroccia (donna), Luciano (nobile), Carpino (cittadino), oste, frate, cittadino, servitore, predicatore

Ambientazione

Viterbo (città), convento, orto, fiume, Buonconvento (villaggio), Montefiasconi (città), San Francesco (chiesa), palazzo, osteria

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Generi

esempio, novella erotica, racconto morale

Epilogo

Il narratore commenta i buoni frutti della giustizia divina concretizzatasi sia nelle punizioni di frate Ugolino e di monna Teroccia sia nel lieto fine di Fiorita, Luciano e frate Pulidoro, giovani ingannati ma virtuosi.