Novella dell'aspide sordo
Novella appartenente a: Novelle porretane - Porretane 43
Rubrica
Uno gentilomo al Bentivoglio finge esser punto da uno aspido sordo. Uno medico per guarirlo li dà la medicina; e quella mostrando il giovene non poter retenere, la getta nel viso al medico: e poi, cum gran solazzo, in luoco de la spera enea li mostra miser lo tondo, acciò non erra in la rasone de la luna.
Incipit
Fa già circa decesepte giorni, splendido conte, clarissimi gentilomini e vui generose donne, che 'l mio singular signore miser Zoanne Bentivoglio, cavaliero illustre, [...] li capitò uno nostro medico [...].
Explicit
E questo modo incominciò.
Narratore
Zoanne Francesco de li Aldrovandi
Trama
Giovanni Bentivoglio, in compagnia di gentiluomini e cavalieri, si trova presso Ponte Poledrano per uccellare. Con lui è un giovane gentiluomo che, insieme a un amico, decide per divertimento di beffare il medico del signore. Al rientro a palazzo l'uomo chiede aiuto gridando e richiamando così l'intera brigata. Si finge infermo e sostiene di temere per la sua vita essendo stato morso da un aspide sordo. Viene quindi convocato il medico, del quale il narratore tace il nome, che mediante una legatura arresta il flusso del veleno del serpente ed esce alla ricerca di erbe medicinali per preparare un antidoto. Recuperato il necessario somministra un succo molto amaro all'uomo, che si mostra renitente e anzi, per gabbare il medico, gli sputa in bocca la disgustosa pozione. L'uomo continua a lamentarsi e a prendersi gioco del medico, ma quando, nel continuare a schernirlo, gli mostra le natiche, il dottore si accorge che il gentiluomo non è stato morso. Ne scaturiscono molte risa. Il dottore si adira, mentre l'uomo scherzosamente ne loda l'arte. All'indomani il medico preferisce tornare a Bologna. La brigata invece non smette di parlare divertita dell'accaduto, che giunge così alle orecchie di Giovanni Bentivoglio, il quale infine perdona il gentiluomo per la beffa giocata al suo medico.
Personaggi principali
Zoanne Bentivoglio (signore), gentiluomo, amico, medico
Ambientazione
Ponte Poledrano (---), palazzo
Datazione dell'ambientazione
Passato prossimo
Epilogo
La novella viene apprezzata dalla brigata quanto poche altre raccontate e i membri, sommamente curiosi di conoscere il nome del medico, interrogano in proposito il narratore. Prende poi la parola Bartolomeo di Banci e introduce, dopo quella di Portantino (42), un'altra novella che ha per protagonisti degli scolari.
Autore: Giovanni Sabadino degli Arienti
DBI: Ghinassi G., "degli Arienti, Giovanni Sabadino", vol. 4 (1962)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1470 - 1492 ca.
Luogo di produzione: Bologna
Lingua: volgareTemi:
beffa, ferimento, relazione gerarchica signore/sottoposto
A cura di: Michel Cattaneo