Novella dei due fratellli napoletani (VII 4)

Novella appartenente a: Le piacevoli notti, libro secondo - Piacevoli notti secondo libro VII 4

Rubrica

Duo fratelli s'amano sommamente, l'uno cerca la divisione della facultà, l'altro gli consente, ma vuole che la divida. Egli la divide, l'altro non si contenta, ma vuol la metà della moglie e di figliuoli, e poi s'aquetano.

Incipit

Grande veramente, amorevoli e graziose donne, è l'amore del tenero padre verso il suo figliuolo; grande è la benevolenza del stretto e fedel amico verso l'altro; grande è l'amorevolezza che porta l'orrevole cittadino alla cara e diletta sua patria.

Explicit

Allora e' fratelli con molte lagrime che giù da gli occhi cadevano, s'abbracciaro insieme e in tal maniera s'aquietarono che per l'avenire non fu mai più parola tra loro, sì fattamente in tranquilla pace vissero, che li figliuoli e i nepoti dopo la loro morte ricchissimi rimasero.

 

Narratore

Lionora

Trama

Due fratelli, Ermacora e Andolfo, vivono insieme andando molto d'accordo. Andolfo si sposa con Castoria e ha dei figli, continuando la felice convivenza con il fratello. Un giorno, senza motivo, Andolfo decide di separarsi dal fratello e gli domanda di dividere i loro beni. Ermacora ne è addolorato e cerca di dissuaderlo invano. Gli impone allora di provvedere lui alla divisione. Andolfo divide con equità il patrimonio ma Ermacora non è soddisfatto e continua a non esserlo anche dopo vari tentativi di distribuire le parti. Andolfo esasperato gli chiede che cosa manchi nella divisione; Ermacora spiega che anche la cognata e i nipoti, con cui ha diviso la vita fino a quel momento, devono essere divisi in parti uguali. Andolfo comprende il grande affetto del fratello e rimane con lui.

Personaggi principali

Ermacora Carafa (fratello), Andolfo Carafa (fratello), Castoria (moglie), figlio

Ambientazione

Napoli (città)

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Generi

racconto morale

Prologo

Lionora si alza e racconta la sua favola

Epilogo

La compagnia si commuove al caso dei due fratelli e commenta a lungo la storia. La Signora impone a Lionora di dire l'enigma, che è il seguente:
Quando ben miro in questa parte e in quella
uscir veggio fra noi cose leggiadre.
Vergine essendo ritondetta e snella
divenni madre e figlia di mio padre.
E con il latte della mia mammella
pascer un figlio sposo di mia madre.
Benigno sangue, nobile e ben nato,
ch'ora nodrisci chi t'ha generato.
Un membro della brigata prova a sciogliere l'enigma senza risultato. Lionora spiega che si intende un vecchio innocente imprigionato che viene nutrito al seno dalla sua stessa figlia.

Sezioni poetiche

Forma incipitMetricaNote
Quando ben miro in questa parte e in quellaottavaABABABCC

Autore: Giovan Francesco Straparola da Caravaggio

Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1553

Luogo di produzione: Venezia

Lingua: volgare

Temi:

formazione, giustizia, viaggio, retorica, gratitudine, lealtà, relazione fratello/sorella

A cura di: Sandra Carapezza