Novella del chierico fiorentino e del prete senese (I 7)

Novella appartenente a: Le Cene - Cene I 7

Rubrica

Prete Piero da Siena, mentre vuole beffare un cherico fiorentino, è da lui beffato in guisa che egli vi mette la vita

Incipit

In Prato, non so già se di Toscana ragionevol città o pure bellissimo castello, fu, non ha gran tempo, un messere Mico da Siena, priore nella Pieve principale: il quale aveva seco un suo nipote, anch’egli prete, ma giovane tanto che non diceva ancor messa, solo era ordinato a Pìstola e a Vangelo; e un altro chericotto teneva ancora a fare i servigi della sagrestia e della chiesa, che per essere da Firenze o chiamavano il Fiorentino.

Explicit

Il Fiorentino fu costretto anch’egli partirse; e venutosene a Firenze, si acconciò per chierico di sagrestia in Sam-Piero Maggiore; dove poi in processo di tempo raccontò più di mille volte questa storia per novella, perciò che altrimenti non si sarebbe mai potuto risapere.

 

Narratore

Fileno

Trama

Il priore della pieve maggiore di Prato, prete Mico, ha un nipote di nome Piero, che non è ancora sacerdote a tutti gli effetti. Con loro c’è un chierico, che fa da assistente, fiorentino. Il fiorentino e Piero litigano continuamente. Un giorno Piero organizza una beffa ai danni dell’altro: trae dalla sepoltura il corpo di una fanciulla morta da poco e lo lega alle funi delle campane, in modo che l’indomani, quando il Fiorentino, va a suonare la prima campana del mattino, al buio, sia urtato dal cadavere. Per la miglior riuscita dello scherzo chiude la porta della chiesa. La beffa riesce, ma, dopo lo spavento, il fiorentino capisce che deve essere stata opera di Piero e prepara una vendetta. Pone il corpo della fanciulla nel letto accanto a Piero. Costui toccando il corpo, si ridesta spaventato e fugge di via, immaginando che la morta sia tornata a vendicarsi per il suo gesto. Nella fuga cade da una scala, rimanendo tramortito ai piedi di essa. Frattanto il fiorentino rimuove il cadavere e lo riporta nella sua sepoltura, in modo che quando il priore interviene in aiuto del nipote e gli domanda che cosa sia capitato, non si trovi più il corpo della morta nel letto di lui. Piero rivela allora la beffa che ha fatto al fiorentino, ma egli nega di avere trovato il cadavere legato alla fune. Piero quindi non è creduto e impazzisce, al punto che, tempo dopo, si getta da una finestra. Lo zio lascia la pieve e anche il fiorentino deve andarsene.

Personaggi principali

Piero (prete), fiorentino, Mico (zio-zia), giovane

Ambientazione

Firenze (città), Siena (città), Prato (città), chiesa

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Generi

novella comica

Prologo

La compagnia ride della novella precedente, ma osserva che la punizione del prete è stata troppo severa. Fileno annuncia che racconterà una beffa in cui il beffato merita la punizione perché avrebbe voluto beffare l’altro.

Autore: Antonfrancesco Grazzini Lasca

DBI: Pignatti F., "Grazzini, Antonfrancesco", vol. 59 (2002)

Periodo di composizione/ data di pubblicazione:

Luogo di produzione: Firenze

Lingua: volgare

Temi:

beffa, vendetta, punizione, malattia, morte naturale, astuzia

A cura di: Sandra Carapezza