Novella di Giulietta e Romeo

Spicciolata - Novella spicciolata di Luigi Da Porto

Dedicatario

Lucina Savorgnana

    Incipit

    Poscia ch'io già assai giorni con voi parlando dissi di voler una compassionevole novella da me già più anni udita, et in Verona intervenuta, iscrivere, mi è paruto il debito in queste poche carte distenderla, sì perché le mie parole appo voi non paressero vane, sì ancho perché a me, che misero sono, ragionar de' casi de' miseri amanti, di che ella è piena, si appartiene; et apresso al vostro valore indrizarla.

    Explicit

    Miseri gli amanti di questa età, gli quali non possono sperare né per lunga prova di fedel servire, né la morte per le loro donne acquistando, che elle con esso loro moiano giamai; anzi certi sono di più oltra a quelle non essere cari, se non quanto alle loro bisogne gli possono gagliardamente operare.

    Manoscritti

    • BEM, It. 758 alfa. T. 5. 6
    • BON, XII (XI, V) ora M. C. F. 1-24, cc. 32r-62r

    Bibliografia

    Princeps
    • Luigi Da Porto, Hystoria nouellamente ritrouata di due nobili amanti: con la loro pietosa morte, interuenuta gia nella citta di Verona. Nel tempo del signor Bartholomeo dalla Scala, In la inclita citta di Venetia [Venezia], per Benedetto de Bindoni [Benedetto Bindoni], 1531.
      Luogo: http://edit16.iccu.sbn.it/scripts/iccu_ext.dll?fn=10&i=37301
    Stampe antiche di riferimento
    Edizioni di riferimento
    • Luigi Da Porto, Matteo Bandello, Daria Perocco, La prima Giulietta. Edizione critica e commentata delle novelle Giulietta e Romeo di Luigi Da Porto e di Matteo Maria Bandello, Milano, FrancoAngeli, 2017.
    Bibliografia critica
    • Alessandro Torri, Giulietta e Romeo novella storica di Luigi da Porto di Vicenza, Pisa, Nistri, 1831.
    • Ernest H. Wilkins, The Tale of Julia and Pruneo, in «Harvard Library Bulletin», VIII, 1, 1954, pp. 102-107.
    • Reginald A. Saner, Da Porto, Boccaccio, and the Romeo Legend, in «Romance Notes», VII, 2, 1966, pp. 198-202.
    • George H. Jr. Bumgardner, An Antecedent of "Romeo and Juliet", in «The Yale University Library Gazette», XLIX, 3, 1975, pp. 268-276.
    • Barry Jones, Romeo and Juliet: Boccaccio and the Novella Tradition, in «Stanford Italian Review», I, 1, 1979, pp. 75-99.
    • Jill. L. Levenson, Romeo and Juliet before Shakespeare, in «Studies in Philology», LXXXI, 3, 1984, pp. 325-347.
    • Carlo Pulsoni, Bembo correttore di Luigi Da Porto?, in «Aevum», LXVII, 3, 1993, pp. 501-518.
    • Carlo Pulsoni, Pietro Bembo e le "Lettere storiche" di Luigi Da Porto, in «Aevum», LXVIII, 3, 1994, pp. 571-573.
    • Daria Perocco, Premessa ad un’edizione della novella di Da Porto, in Feconde venner le carte. Studi in onore di Ottavio Besomi, Bellinziona, Edizioni Cangrande, 1997, pp. 172-186.
      Contributori: Tatiana Crivelli (curatore)
    • Marziano Guglielminetti, Amore e morte: "Giulietta e Romeo" di Luigi Da Porto, in "Leggiadre donne…". Novella e racconto breve in Italia, Venezia, Marsilio, 2000, pp. 69-83.
      Contributori: Francesco Bruni (curatore)
    • Ilaria Tufano, Gli spiriti di Giulietta: note sulla novella di Luigi Da Porto e il suo modello decameroniano, in «Rassegna europea di Letteratura italiana», XIX, 2002, pp. 93-101.
    • Francesco Bruni, L’Osservanza e gli amori di Giulietta e Romeo: la novella di Luigi da Porto, in La città divisa. Le parti e il bene comune da Dante a Guicciardini, Bologna, il Mulino, 2003, pp. 441-458.
      Contributori: Francesco Bruni
    • Maria Di Ventura, Il "viaggio" narrativo di Giulietta e Romeo, in Intertestualità shakespeariane. Il Cinquecento italiano e il Rinascimento inglese, Roma, Bulzoni, 2003, pp. 93-108.
      Contributori: Michele Marrapodi (curatore)
    • Jean Lacroix, "À la vie, à la mort": le mythe de Roméo et Juliette d’après les trois versions italiennes de la Renaissance, in De bonne vie s’ensuit bonne mort. Récits de mort, récits de vie en Europe (XVe-XVIIe siècle), Paris, Champion, 2006, pp. 61-76.
      Contributori: Patricia Eichel-Lojkine (curatore)
    • Luciana Zampolli, Les voyages du témoin: le "desinataire privilégié" de "L’istoria novellamente ritrovata di due nobili amanti" (1524) de Luigi Da Porto à "La Adriana" de Luigi Groto (1578), in Les traces du spectateur. Italie, XVIIe et XVIIIe siècle, Saint-Denis, Presses Universitaires de Vincennes, 2006, pp. 63-82.
      Contributori: Françoise Decroisette (curatore)
    • Giancarlo Alfano, La "Giulietta" di Da Porto tra modelli letterari e sistema narrativo, in «Chroniques italiennes», XXIV, 3, 2012, pp. 1-15.
    • Daria Perocco, Scrivere e riscrivere le novelle: "Giulietta e Romeo" da Da Porto a Bandello e "Belfagor" da Machiavelli a Brevio, in «LaRivista», 2013, pp. 27-37.
    • Nicole Coderey Rezzonico, Il mosaico di Giulietta e Romeo. Da Boccaccio a Bandello, Ravenna, Longo, 2014.
    • Elisa Curti, Il "Refugio de’ miseri" e un’inedita novella veronese, in «Schede umanistiche», XXVIII, 2014, pp. 25-44.
    • Daria Perocco, The First Variations of a Legendary Short Story: "Romeo and Juliet", in The Italian Short Story through the Centuries: the Met(A)morphoses of the Novella, Newcastle, Cambridge Scholars, 2018, pp. 42-54.
      Contributori: Roberto Nicosia (curatore)
    • Elisabetta Menetti, Giulietta e Desdemona, eroine del nostro tempo, in Eroine tragiche nel Rinascimento, Bologna, Emil, 2019, pp. 141-158.
      Contributori: Sandra Clerc (curatore), Uberto Motta (curatore)
    Edizioni moderne
    • Cino Chiarini, Romeo e Giulietta. La storia degli amanti veronesi nelle novelle italiane e nella tragedia di Shakespeare, nuovamente tradotta da Cino Chiarini, Firenze, Sansoni, 1906.
    • Luigi Da Porto, La Giulietta nelle due edizioni cinquecentesche, a cura di Cesare De Marchi, Firenze, Giunti, 1994.
    • Luigi Da Porto, Matteo Bandello, La prima Giulietta. Edizione critica e commentata della novelle di Luigi Da Porto e Matteo Maria Bandello, a cura di Daria Perocco, Bari, Palomar, 2008.

     

    Narratore

    Peregrino

    Trama

    A Verona, Montecchi e Capelletti sono acerrimi nemici, ma Bartolomeo della Scala è riuscito a pacificarli, almeno temporaneamente. Durante il Carnevale, Romeo Montecchi partecipa a una festa nella dimora dei Cappelletti e si innamora di Giulietta, la figlia del padrone di casa. La ragazza ricambia immediatamente il giovane, ma, conclusi i festeggiamenti, si chiede se egli sia sincero, vista l’inimicizia che regna tra le loro famiglie. I sentimenti hanno tuttavia la meglio e Giulietta si propone di sposare Romeo, nella speranza di pacificare definitivamente Montecchi e Cappelletti. Romeo effettua varie sortite notturne attorno a casa Cappelletti, fermandosi sotto la finestra di Giulietta, finché una notte la giovane lo scorge: i due si confessano i rispettivi sentimenti e si danno un altro appuntamento. In tale occasione Romeo acconsente con gioia alla proposta di matrimonio di Giulietta e l’indomani si reca da frate Lorenzo per chiedergli di celebrare le nozze segrete. Il religioso accetta, sia per amore di Romeo sia per il suo desiderio di pacificare le famiglie rivali. Approfittando della Quaresima, Giulietta finge di andare a confessarsi al monastero del frate: come orchestrato, entra nel confessionale e lì trova il religioso e Romeo. Vengono dunque celebrate le nozze. Improvvisamente la Fortuna si intromette e fa riprendere la faida tra Montecchi e Cappelletti. Un giorno questi ultimi, capeggiati da Tebaldo, cugino di Giulietta, attaccano un gruppo di Montecchi per le strade di Verona. Anche Romeo è presente e, travolto dall’ira, uccide Tebaldo, venendo così condannato all’esilio. Prima di andarsene, promette a Giulietta di tornare il prima possibile. Parte poi alla volta di Mantova, mentre Giulietta non fa altro che disperarsi, destando la profonda preoccupazione della madre Giovanna. Non ottenendo risposte dalla figlia, la donna sospetta che la sua tristezza sia dovuta al fatto che non è ancora sposata; condivide così i suoi sospetti con il marito, che trova per la figlia un ottimo partito, il conte di Lodrone. Alla notizia del suo imminente matrimonio, Giulietta si oppone con forza, ma invano, e decide di ricorrere all’aiuto di frate Lorenzo. Fingendo nuovamente di volersi confessare, rivela al religioso del fidanzamento e gli chiede del veleno, se non sarà in grado di riportarla da Romeo. Il frate le spiga di avere un piano: le darà una polvere che fa sembrare morto chi la assume per circa 48 ore; una volta che verrà seppellita nella tomba dei Cappelletti, lui andrà a tirarla fuori e la porterà di nascosto a Mantova da Romeo, vestita da frate. Giulietta accetta la proposta con entusiasmo e scrive una lettera al marito per informarlo dal piano: sarà un frate, amico fidato di Lorenzo, a doverla recapitare. La ragazza torna felice a casa e i genitori si rallegrano per la sua ritrovata serenità, mettendo da parte il sospetto che sia innamorata. Organizzano dunque un incontro con il conte di Lodrone in una villa poco fuori Verona: Giulietta, credendo di doversi sposare subito, prende la polvere, proclamando al cospetto della cameriera e della zia che il padre non la darà mai in moglie contro la sua volontà. Le donne capiscono il significato di queste parole solo l’indomani mattina, quando Giulietta non si sveglia. Nella disperazione generale, i medici confermano il suicidio. Giulietta viene riportata in città e seppellita nella tomba dei Cappelletti. Il servo Pietro corre a informare Romeo, al quale non è ancora stata recapitata la lettera della moglie. Alla notizia il giovane si dispera e tenta di uccidersi con una spada, ma Pietro lo ferma. Decide allora di morire a Verona e parte alla volta della città, portando con sé del veleno. Giunto al sepolcro dei Cappelletti, lo apre e piange lungamente l’amata; poi, tenendola tra le braccia, beve il veleno. Giulietta si sveglia e i due amanti, in lacrime, si spiegano reciprocamente l’accaduto. A questo punto arrivano anche frate Lorenzo e un suo compagno. Al loro cospetto Romeo muore. Il religioso propone a Giulietta di ritirarsi in convento, ma la ragazza è determinata a seguire l’amato e con un forte grido muore di dolore al suo fianco. I frati stanno ancora piangendo i giovani quando arrivano per caso delle guardie, di cui Lorenzo riesce a liberarsi. Nel frattempo le voci sulla sua presenza sulla tomba arrivano alle orecchie dei Cappelletti, che inducono Bartolomeo a convocare il religioso. Questi riesce a trovare una scusa plausibile, ma alcuni suoi invidiosi confratelli riaprono il sepolcro, trovandovi i corpi dei due amanti. Frate Lorenzo, che è ancora al cospetto di Bartolomeo quando gli giunge la notizia, è costretto a dire tutta la verità. Montecchi e Cappelletti piangono la triste fine dei figli e si riappacificano una volta per tutte. In onore dei due sfortunati amanti viene fatto edificare un monumento funebre, in cui i corpi vengono solennemente sepolti.

    Personaggi principali

    Giulietta Cappelletti (giovane), Romeo Montecchi (giovane), Antonio Cappelletti (padre), madonna Giovanna (madre), zie di Giulietta (zio-zia), serva di Giulietta (servitore), Pietro (servitore), Lorenzo da Reggio (frate), frate, Cappelletti (famiglia), Montecchi (famiglia), Tebaldo Cappelletti (gentiluomo), Bartolomeo della Scala (signore)

    Ambientazione

    Verona (città), casa dei Cappelletti (casa), balcone, San Francesco (convento), confessionale, tomba dei Cappelletti (tomba), Mantova (città), corte di Bartolomeo della Scala (corte)

    Datazione dell'ambientazione

    1301 - 1304 - Epoca medievale

    Generi

    aneddoto storico, novella tragica

    Prologo

    Nella sua giovinezza, durante una campagna militare in Friuli, Luigi Da Porto compie un viaggio da Gradisca a Udine. Lungo il tragitto, l’arciere Peregrino, un veronese di circa cinquant’anni ancora dedito all’amore e abile novellatore, si accorge che Da Porto è silenzioso e capisce che la causa del suo turbamento è di natura amorosa. Per alleviare le sue sofferenze e rendere il viaggio meno penoso, decide di raccontargli una novella incentrata sulle vicende di due nobili amanti di Verona, che hanno avuto una triste fine.

    Epilogo

    Da Porto riflette sul fatto che non esistono più donne fedeli come Giulietta, che è stata disposta a morire per amore. Ora, alla prima difficoltà, le amanti abbandonano i loro innamorati e li sostituiscono con altri pretendenti. Ormai la fedeltà femminile è priva di qualsiasi stabilità.

    Struttura

    La novella è introdotta da una lettera di dedica a Lucina Savorgnana. La princeps si chiude con un'invettiva contro le donne contemporanee, assente nell'edizione Marcolini (1539).