Novella degli scolari e del porco
Novella appartenente a: Novelle porretane - Porretane 42
Rubrica
Maestro Nicolò da Massa medico, dicto Portantino, compra uno porco, il quale gli è furato da certi scolari. Il medico se ne lamenta; il podestà manda la famiglia a casa de li scolari a cercarlo: il quale trovano a lecto e, dettoli essere uno amalato di peste, la famiglia fuge e il porco a damno del medico da li scolari è golduto.
Incipit
Clarissimo conte, gentilomini graziosi e vui altre bellissime e savie donne, le vostre Magnificenzie debbono sapere che nel Studio nostro di Siena furono poco tempo fa quatro nobili e piacevoli scolari [...].
Explicit
E cussì incominciò.
Narratore
Agnolo Malavolta da Siena
Trama
Antonio da Città di Castello, chierico canonista detto il prete, Giovanni da San Gimignano, giurista, Antonio di Paulo di Valdarno da Arezzo, studente d'arte e Michele di Cosimo Arretino dei conti di Palazzolo, artista soprannominato il Bacica sono scolari allo Studio di Siena e dimorano presso il rettore Francesco da Urbino. Qui abita anche il saccente ma inetto medico Nicolò da Massa, detto Portantino. In vista del carnevale l'uomo acquista un porco, che predispone per la salatura. Liberi dagli studi che sono stati sospesi per rispetto di un compagno, Piero di Neri Martini, morto di peste, i quattro studenti decidono di appropriarsi del maiale e così fanno. Portantino li denuncia quindi al podestà, Amadio da Città di Castello. Questi interroga gli scolari che negano il crimine. Il cavaliere del podestà, accompagnato dalle guardie, viene allora inviato a perquisire la casa degli studenti. Su consiglio del prete una stanza viene però allestita come la camera di un malato e il porco sottratto viene allettato e camuffato da compagno di studi affetto da peste. Durante la perquisizione gli scolari si mostrano afflitti e il cavaliere può effettivamente vedere il malato. Tornato dal podestà il cavaliere si lamenta per essere stato mandato in un luogo di contagio e per la stessa ragione il podestà allontana il cavaliere. Stanno per essere allertati della pestilenza in corso i Signori di Siena quando il prete confessa al podestà quanto con gli altri studenti ha architettato. Il podestà e i Signori, che ne vengono informati, si divertono per l'accaduto e gli scolari ottengono di non restituire il maiale, con il quale banchettano.
Personaggi principali
Antonio da Cita de Castello detto il prete (studente), Giovanni da Santo Gimignano (studente), Antonio di Paulo de Valdarno da Arezo (studente), Michele di Cosimo Arretino de li conti di Palazolo detto il Bacica (studente), Francesco da Urbino (-), Nicolò da Massa detto Portantino (dottore), Piero di Neri Martini (studente), Amadio da Cità de Castello (podestà), cavaliere, soldato, signore
Ambientazione
Siena (città)
Datazione dell'ambientazione
Passato prossimo
Epilogo
La brigata apprezza la novella e conclude che gli uomini d'ingegno meritino reverenza e che se Portantino fosse stato dotto e virtuoso non sarebbe stato schernito. Prende dunque la parola Zoanne Francesco de li Aldrovandi e introduce una seconda novella che ha per protagonista un medico beffato.
Autore: Giovanni Sabadino degli Arienti
DBI: Ghinassi G., "degli Arienti, Giovanni Sabadino", vol. 4 (1962)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1470 ca. - 1492
Luogo di produzione: Bologna
Lingua: volgareTemi:
furto, beffa, travestimento, peste, astuzia
A cura di: Michel Cattaneo