Historia lepida de quibusdam ebriis mercatoribus

Spicciolata - Novella spicciolata di Luigi Passerini

Dedicatario

Achille Volta

    Rubrica

    ALoysii Passerini Brixiani iureconsulti historia lepida de quibusdam ebriis mercatoribus latine scripta cum praefaciuncula quadam, qua se ab huius modi scribendis rebus apud censorem suum Achillem Voltam iurisconsultum et patricium Bononiensem excusat.

    Incipit

    NOn dubito plerosque in ipso statim (ut aiunt) vestibulo lectionis fore, qui meam hanc exercitatiunculam ut vinosam ac plane minus dignam quae vel a philosopho vel a iureconsulto describeretur repraehendent.

    Explicit

    Ex qua merito natum illud est Graecorum proverbium hilarem huiusmodi sodalitatem citis (quod aiunt) quadrigis fugiendam esse, quae simul incendium, pugnam, naufragium, funus, luctum, dedecus ac insaniam denique insanabilem pareret.

    Bibliografia

    Stampe antiche di riferimento
    • Aloysius Passerinus, Aloysii Passerini Brixiani iureconsulti historia lepida de quibusdam ebriis mercatoribus latine scripta cum praefaciuncula quadam, qua se ab huiusmodi scribendis rebus apud Censorem suum Achillem Voltam iurisconsultum et patricium Bononiensem excusat, Brixia, Baptista Farfengus, 1495.
      Note: Questa edizione, di due anni successiva alla stesura del testo, è la prima che ci è pervenuta: non risulta più reperibile la princeps, stampata a Roma nel 1493 in caratteri gotici, segnalata da Constant Leber.
    Edizioni di riferimento
    • Jozef Ijsewijn, De fragmento quodam Timaei Tauromenitani (Athen., II, 37 b-e) ab Aloysio Passerino in facetiam humanisticam converso, in Antidorum W. Peremans sexagenario ab alumnis oblatum, Louvain, Publications Universitaires, 1968, pp. 127-146.
    Bibliografia critica
    • Constant Leber, Catalogue des livres imprimés, manuscrits, estampes, dessins et cartes à jouer, composant la bibliothèque de m. C. Leber, Paris, Techener Libraire, 1839.
      Note: La princeps perduta del testo è segnalata solo in questo catalogo, nel primo tomo, a p. 411 (n. 2591).
    • Letterio Di Francia, Novellistica, Milano, Vallardi, 1924.
    • Giuseppe Fatini, Novelle del Quattrocento, Torino, UTET, 1929.
    • Gioachino Chiarini, Novelle italiane. Il quattrocento, Milano, Garzanti, 1982.
    • Mario Martelli, Firenze, in Letteratura italiana. Storia e geografia, II, Torino, Einaudi, 1988, pp. 25-201.
      Contributori: Alberto Asor Rosa (curatore)
    • David Marsh, Shorter Prose Fiction, in A Guide to Neo-Latin Literature, Cambridge, Cambridge University Press, 2017, pp. 308-321.
      Contributori: Victoria Moul (curatore)
    Edizioni moderne
    • Maria Luisa Doglio, L’‘exemplum’ nella novella latina del ’400, Torino, Giappichelli, 1975, pp. 176-180.

     

    Narratore

    Luigi Passerini

    Trama

    In Sicilia, dei mercanti si ubriacano durante una cena in una casa. Hanno bevuto tanto da non avere più una chiara percezione della realtà e si convincono di essere a bordo di una nave in naufragio. Terrorizzati, iniziano a gettare il mobilio della casa dalle finestre, convinti di alleggerire l'imbarcazione. Frattanto i vicini di casa, turbati dal clamore e dal lancio degli oggetti, temono che sia scoppiato un incendio e accorrono a prestare soccorso con dell'acqua. I mercanti ubriachi, però, li scambiano per dei mostri marini e li prendono a pugni: nella zuffa, l'acqua cade, convincendoli ancora di più di stare per affogare. Disperati, si aggrappano ai mobili e alla fine, pensando di essere giunti alla terra ferma, ringraziano gli dei, fanno voto di non mettersi mai più in mare e si addormentano sotto gli sguardi attoniti dei vicini. Smaltita la sbornia, si risvegliano, si rendono conto della pessima figura fatta con i vicini e chiedono loro scusa. Peraltro, scambiando alcuni dei presenti siano sacerdoti venuti a celebrare le loro esequie, ordinano loro di andarsene dal momento che sono ancora vivi. I vicini sono alquanto sconcertati e chiedono spiegazioni di quanto accaduto, domandando se ci fosse davvero un incendio o fosse solo colpa del vino. I mercanti rispondono che non c'è stato alcun incendio e che non è neanche colpa del vino, ma solo di un eccessivo divertimento fra amici.

    Personaggi principali

    mercante, vicino

    Ambientazione

    Sicilia (isola), casa

    Datazione dell'ambientazione

    Classicità

    Generi

    facezia, novella comica

    Prologo

    L'autore ha sviluppato un episodio di Ateneo per divertirsi.

    Epilogo

    Da questa vicenda nasce un proverbio greco che afferma che un cameratismo fra amici che causa in una volta sola un incendio, una zuffa, un naufragio, un funerale, un lutto, un disonore e per finire un’inguaribile pazzia, vada fuggito con rapide quadrighe.

    Struttura

    La novella è preceduta da una lettera prefatoria, introdotta dalla rubrica, che l'autore indirizza al censore Achille Volta, in cui difende il suo diritto a dedicarsi a un tipo di scrittura più disimpegnata e di tematica "alcolica", tenendo conto che ha dedicato il resto della vita a comporre serie opere giuridiche e che anche uomini del calibro di Catone il Censore si sono dati all'ubriachezza in tarda età; in seguito, precisa di aver sviluppato una facezia che ha trovato nell'opera di Ateneo; infine, afferma di non voler dedicare la storia a nessuno per il timore che risultasse offensiva: ha stabilito solo di sottoporla al censore, affinché giudicasse se fosse opportuno pubblicarla e farla circolare fra amici, oppure buttarla via. Segue la novella, al cui termine si trova la nota dello stampatore del 1495 (la prima a tramandarci il testo): «Lepidissimam hanc historiam Presbyter Baptista Farfengus Brixianus, artis impressoriae solertissimus artifex quam emendatissime faciundam curavit. Brixiae, M.ccccxcv, die xx. februarii.»

    Autore: Luigi Passerini

    Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1493

    Luogo di produzione: Roma

    Lingua: latino

    Temi:

    conflitto fisico collettivo, evento fittizio, dabbenaggine, amicizia

    A cura di: Giulia Depoli