La novella di Sulpicia de' Tibaldi

Novella appartenente a: Novelle porretane - Porretane 31

Rubrica

Madonna Sulpicia di Tebaldi inopinatamente è richesta del suo amore da uno suo amante, e lei, come savia, cum piacevole risposta se difende: dove l'amante resta vergognato.

Incipit

La buona memoria de Simone mio genitore, magnifici gentilomini e vui graziose donne, dimorando a Bologna in sua gioventute, ebbe uno giovene per compagno de clara famiglia, il cui nome per non darli schernimento sotto silenzio voglio passare.

Explicit

E che ciò sia vero, a coroborazione del mio parlare e de quello ha detto la umanitate de madonna Antonia, che debitamente ve ha morduto, io intendo narrare uno illustre effecto (che forsi il simile, benché lungo, non audisti mai) de una prestantissima giovene degna de perpetua laude —. E in questo modo modestamente dire incominciò.

 

Narratore

Giovanni Sabadino degli Arienti

Trama

Un giovane gentiluomo, di cui non viene fatto il nome per premura, innamorato di Sulpicia di Tebaldi, approfitta delle nozze tra Enrico de li Ucellani e la figlia di Porfirio di Fantuci per avvicinare l’amata e chiederle di unirsi con lui. Sulpicia decide di beffarlo e con la scusa di temere di rovinarsi il vestito gli propone di rinviare l’incontro. Il giovane cerca così un’alternativa che gli permetta di avere Sulpicia: trovato un sacco per permetterle di non sgualcire il vestito, torna dalla giovane, che però lo schernisce cacciandolo. Il giovane, amareggiato, per confortarsi compone infine dei versi da accompagnare al suono della lira.

Personaggi principali

gentiluomo, Sulpicia de' Tibaldi (gentildonna), Enrico de li Ucellani (vicino), Porfirio di Fantuci (padre), figlio, vicino

Ambientazione

Bologna (città)

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Generi

facezia, novella a lieto fine

Epilogo

Tra le risa generali prende parola Elisabeth, giovane vedova che, sdegnata dalla novella dell’araldo Ludovico (n. 30), sostiene di conoscere la donna dileggiata e decide di raccontare a sua volta una novella per dimostrare il valore femminile.

Sezioni poetiche

Forma incipitMetricaNote
Se luoco o tempo mai d’amor concessoSonetto caudatoABBAABBACDCDCDdEE

Autore: Giovanni Sabadino degli Arienti

DBI: Ghinassi G., "degli Arienti, Giovanni Sabadino", vol. 4 (1962)

Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1470 ca. - 1492

Luogo di produzione: Bologna

Lingua: volgare

Temi:

punizione, lussuria, destrezza, retorica, eros

A cura di: Elena Niccolai