Novella di Seleuco e Antioco

Spicciolata - Novella spicciolata di Leonardo Bruni

Incipit

Non sono molti anni passati che, trovandomi in compagnia di piú gentili huomini e donne in una villa non molto di lungi da Firenze, nella quale si faceva convito e festa, essendo già festeggiato assai lungo spatio, piacque a chi sopra ciò era diputato, per dar riposo a quelle gentil donne, che tutte si ritraessono in uno pratello che aveva quella villa, non di grande spatio ma molto ornato e di piacevole residentia.

Explicit

Per questo modo, l’umanità e gentilezza del greco signore provide nel caso del figliuolo conservando la vita al giovane e a se medesimo perpetua felicità; che tutto per contrario faccendo Tancredi nostro taliano, e la figliuola di vita e se medesimo d’ogni contenimento per ruvidezza di natura privare in perpetuo sostenne –.

Manoscritti

  • BAV, Barb. Lat. 4051, cc. 92-97.
  • BAV, Barb. Lat. 3664, cc. 41-53.
  • BAV, Vat. Lat. 2876, cc. 24-29.
  • BAV, Vat. Lat. 3664, cc. 41-53.
  • BCoR, Rossi 163, cc. 21-27.
  • HHD, 2001, cc. 25-26.
  • BMoF, Frull. 25, cc. 25-32.
  • HLC, Typ. 24, cc. 13-19.
  • HLC, Typ. 157, cc. 23-35.
  • BIK, Berol Ital. Qu 77, cc. 107-114.
  • BLL, Harl. 3830, cc. 11-17.
  • BML, XC sup. 89, cc. 92-98.
  • BML, XC sup. 138, cc. 64-68.
  • BML, Pal. 90, cc. 24-26.
  • BSL, 1284, cc. 20-26.
  • BTM, 761, cc. 43-45.

    Note: Testo privo di proemio
  • BNF, Magl. VIII 1413 pt. 2, cc. 34-39.
  • BNF, Magl. IX 2, cc. 1-17.
  • BNF, Magl. IX 54, cc. 10-13.
  • BNF, Magl. XXI. 158, cc. 49-56.
  • BbbM, 524 (25-8-3), cc. 46-53.
  • BNF, II. II. 16, cc. 95-96.
  • BNF, II. II. 56, cc. 99-103.
  • BNF, II. III. 136, cc. 233-235.
  • BNF, II. IX. 137, cc. 157-163.
  • BNN, VII. E. 2, c. 242.
  • BAV, Ott. lat. 3316, cc. 37-42.
  • BNP, Coll. Mor. 848, cc. 257-265.
  • BNP, Lat. 17888, cc. 259-266.
  • BPP, Pal. 306, cc. 27-33.
  • BFP, Arch. Cap. 58, cc. 18-23.
  • BRF, Ricc. 1157, cc. 66-73.
  • BRF, Ricc. 1074, cc. 74-78.
  • BRF, Ricc. 1078, cc. 20-25.
  • BRF, Ricc. 1095, cc. 29-33.
  • BRF, Ricc. 1121, cc. 33-42.
  • BRF, Ricc. 2254, cc. 133-136.
  • BRF, Ricc. 2330, cc. 102-105.
  • BRF, Ricc. 2544, cc. 107-112.
  • BAV, Ross. 759, cc. 22-28.
  • BAV, Ross. 1134, cc. 19-27.
  • BAccRubS, 74, cc. 84-91.
  • BIS, I. VI. 25, cc. 76-81.
  • CodmS, s.n., 1-7, cc. 76-81.
  • BMT, Marc. 2103, cc. 1-7.
  • BCT, I. 24., cc. 24-29.
  • BAV, Vat. Lat., cc. 199-205.
  • BAV, Vat. Lat., 4820, cc. 50-53.
  • BAV, Vat. Lat., 5337, cc. 35-40.
  • BCV, CCCCLXXI, cc. 218-221.
  • BCV, CCCCXCI, cc. 1-7.
  • BLNH, 329, cc. 18-23.
  • BMaF, C CLIII, cc. 119-126.
  • BAV, Barb. lat. 3929, cc. 98-107.
  • BUB, 1598, cc. 57-59.
  • BUB, 313, cc. 79-85.
  • BAR, 189, cc. 101-103.
  • BAV, Capp. 10.

    Note: Il testo della novella è mutilo per guasto meccanico, il testimone non è stato preso in considerazione per la constitutio textus da Badioli 2004.
  • BNF, Magl. XXI 175.

    Note: Il testo della novella è mutilo per guasto meccanico, il testimone non è stato preso in considerazione per la constitutio textus da Badioli 2004.
  • BNF, II IX 148.

    Note: Il testo della novella è mutilo per guasto meccanico, il testimone non è stato preso in considerazione per la constitutio textus da Badioli 2004.
  • BNF, Pal. 598.

    Note: Il testo della novella è mutilo per guasto meccanico, il testimone non è stato preso in considerazione per la constitutio textus da Badioli 2004.
  • BRF, Ricc. 2960.

    Note: Il testo della novella è mutilo per guasto meccanico, il testimone non è stato preso in considerazione per la constitutio textus da Badioli 2004.
  • BNF, Capp. 138.

    Note: Il testimone, in quanto descriptus di Y, non è stato preso in considerazione per la constitutio textus da Badioli 2004
  • CollGiFi, 63.

    Note: Il manoscritto è perduto.
  • BNMa, 5727.

    Note: «Si tratta di una traduzione spagnola; il manoscritto, secondo il Bartoli (cfr. Note filologiche, cit., pp. 37-38), deriva dal codice 10171 della medesima biblioteca» (Badioli 2004, p. 43, n. 74)
  • BNF, Conv. Soppr. 2703, cc. 49-53.

Bibliografia

Princeps
  • Leonardo Bruni, Questa si e Una Novella bellissima di Antioco figliuolo di Seleuco successore di Alexandro Magno et Re di Syria […] composta da Misser leonardo dArezo p‹er› opposito dela Novella di Giuscardo et Gismonda figliuola di Tancrede Principe di Salerno. Novella del Cento, Siena, Simone di Niccolo et Giovanni di Alixandro [Nardi] Librai da Siena, 1511.
Stampe antiche di riferimento
  • Giovanni Boccaccio, Il Decamerone nuouamente stampato con tre nouelle aggiunte, Firenze, Philippo di Giunta [Filippo Giunti], 1516.
    Note: La novella compare in appendice al Decameron assieme al corpus di altre tre spicciolate: la novella di Bonaccorso di Lapo Giovanni, la novella del Bianco Alfani e la novella del Grasso legnaiuolo.
  • Giovanni Boccaccio, Il Decamerone de messer Giouanni Bocaccio nouamente stampato con tre nouelle agiunte, Venezia, Augustino de Zani da Portese [Agostino Zani], 1518.
    Note: La novella compare in appendice al Decameron assieme al corpus di altre tre spicciolate: la novella di Bonaccorso di Lapo Giovanni, la novella del Bianco Alfani e la novella del Grasso legnaiuolo.
  • Giovanni Boccaccio, Il Decamerone di m. Giouanni Boccaccio; nouamente corretto con tre nouelle aggiunte, Venezia, nelle case d'Aldo romano [Aldo Manuzio] & d'Andrea Asolano [Andrea Torresano], 1522.
    Note: La novella compare in appendice al Decameron assieme al corpus di altre tre spicciolate: la novella di Bonaccorso di Lapo Giovanni, la novella del Bianco Alfani e la novella del Grasso legnaiuolo.
  • Giovanni Boccaccio, Il Decamerone nouamente stampato con tre nouelle agiunte, Venezia, Bernardino de Viano [Bernardino Viani], 1525.
    Note: La novella compare in appendice al Decameron assieme al corpus di altre tre spicciolate: la novella di Bonaccorso di Lapo Giovanni, la novella del Bianco Alfani e la novella del Grasso legnaiuolo.
  • Carlo Gualteruzzi, Libro di Novelle et di Bel Parlar Gentile nel quale si contengono Cento Novelle altra volta mandate fuori da Messer Carlo Gualteruzzi da Fano, di nuovo corrette con aggiunta di quattro altre nel fine et con una dichiarazione di alcune delle voci piú antiche, Firenze, Giunti, 1572.
    Note: La novella compare in appendice al Novellino assieme al corpus di altre tre spicciolate: la novella di Bonaccorso di Lapo Giovanni, la novella del Bianco Alfani e la novella del Grasso legnaiuolo.
  • Carlo Gualteruzzi, Libro di Novelle e di bel parlar gentile contenente Cento Novelle antiche servite di norma e di materia al Decamerone di Giovanni Boccaccio, mandate già fuori da Carlo Gualteruzzi da Fano ora di nuovo con annotazioni di D‹omenico› M‹aria› M‹anni›, Firenze, 1724, pp. 159-166.
    Note: La novella compare in appendice
Edizioni di riferimento
  • Nicoletta Marcelli, La "Novella di Seleuco e Antioco". Introduzione, testo e commento, in «Interpres», XXII, 2003, pp. 1-177.
Bibliografia critica
  • Mario Martelli, Considerazioni sulla tradizione della novella spicciolata, in La novella italiana. Atti del Convegno di Caprarola, 19- 24 settembre 1988, Roma, Salerno editrice, 1989, pp. 215-244.
  • Lorenzo Bartoli, Note filologiche sulle novelle “spicciolate” del Quattrocento, in «Filologia e Critica», XX, 1995, pp. 3-43.
  • Maria Frati, Dal discorso narrativo al discorso proverbiale: i ‘Convelata’ di Leon Battista Alberti ed Erasmo da Rotterdam, in «Schede Umanistiche», II, 1999, pp. 55-78.
  • Nicoletta Marcelli, Appunti per l’edizione di un dittico umanistico: la latinizzazione del ‘Tancredi’ boccacciano e la ‘Novella di Seleuco’ di Leonardo Bruni,, in «Interpres», XIX, 2000, pp. 18-41.
  • Mario Martelli, Il ‘Seleuco’ attribuito a Leonardo Bruni, fra storia ed elegia, in Favole parabole istorie. Le forme della scrittura novellistica dal Medioevo al Rinascimento. Atti del Convegno di Pisa, 26-28 ottobre 1998, Roma, Salerno Editrice, 2000, pp. 231-255.
    Contributori: Gabriella Albanese (curatore), Lucia Battaglia Ricci (curatore), Rossella Bessi (curatore)
Edizioni moderne
  • Leonardo Bruni, Novella di Lionardo Bruni tratta di nuovo da un codice della Capitolare Biblioteca di Verona ed aggiuntevi varie lezioni collazionate colle piú recenti edizioni a stampa, a cura di Giovanni de' Brignoli di Brunnhoff, Verona, Mainardi, 1817.

 

Narratore

anonimo

Trama

Dopo la morte di Cleopatra — prima moglie nonché madre di Antioco — Seleuco, re di Siria e successore di Alessandro Magno, sposa Stratonice in seconde nozze. La matrigna e il figliastro mantengono dei buoni rapporti finché quest’ultimo, appena diciottenne, si innamora a tal punto di Stratonice da ammalarsi. Le condizioni di salute di Antioco, che tace il proprio malessere, si aggravano drasticamente, tanto da richiedere l’intervento del medico Filippo il quale, osservando minuziosamente le reazioni del giovane in presenza di Stratonice, individua come radice del male l’inconfessabile passione amorosa del figliastro per la matrigna. A Seleuco, gravemente preoccupato per la salute del figlio, Filippo racconta tuttavia, mentendo, di aver compreso che Antioco è malato poiché innamorato della propria moglie. Quando il re chiede animatamente a Filippo di concedere sua moglie al figlio, il medico rivela la reale destinataria del desiderio di Antioco. Seleuco, senza indugi, acconsente benignamente all’unione tra i due.

Personaggi principali

Seleuco (re), Cleopatra (re-regina), membro della brigata, gentildonna, gentiluomo, Antioco (figlio), Stratonice (matrigna), Filippo (medico)

Ambientazione

corte, camera

Datazione dell'ambientazione

Antichità greca

Generi

aneddoto storico, esempio, novella a lieto fine, racconto morale

Prologo

Nel giardino di una villa vicino Firenze una brigata di gentiluomini e gentildonne legge alcune novelle del Decameron. Per contrastare la commozione generale scaturita dalla storia di Tancredi e Ghismunda (IV, 1) il narratore racconta la novella di Seleuco e Antioco, a sua volta narrata da uno studioso fiorentino di greco e latino, di cui si tace tuttavia il nome.

Epilogo

Il narratore sottolinea la felice risoluzione dell’intreccio e confronta la generosità del greco Seleuco con la crudeltà dell’italiano Tancredi.

Struttura

proemio

Autore: Leonardo Bruni

DBI: Vasoli V., "Bruni, Leonardo", vol 14 (1972)

Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1437 ca.

Luogo di produzione: Firenze

Lingua: volgare

Temi:

malattia, malattia, retorica, liberalità, relazione genitori/figli, eros

A cura di: Elena Niccolai