La novella di frate Girolamo e Savina

Novella appartenente a: Novelle - Novelle dello Pseudo Gentile Sermini 2

Rubrica

Come suor Savina et frate Girolamo, con bel modo, lei uscì del monestero et lui dell’ordine di San Domenico et divennero moglie et marito.

Incipit

Nella magnifica ciptà di Firenze avenne che uno ciptadino il cui nome era Lapo Macinghi, havendo una sua figliuola d’età d’anni dieci, appressandosi al tempo di maritarsi, d’avaritia mosso, deliberò monaca farla.

Explicit

Hora ti gode, Lapo Macinghi, che per avaritia mettesti nel munistero la tua figliuola per forza, et per tua cagione sonno tanti mali arrivati, che meritamente credo che nelle crudeli branche di Satanasso tu sia.

 

Narratore

Pseudo Gentile Sermini

Trama

Lapo Macinghi, avaro cittadino fiorentino, decide di non spendere le sue ricchezze nella dote della figlia, rendendola suora. La ragazza, contrariata, entra in monastero riottosamente mentre sua madre muore di dolore e di parto. Una volta cresciuta, Savina incontra frate Girolamo, appartenente all’ordine dei Domenicani. Egli, confessando Savina, le assicura di poterla aiutare fornendole una medicina da assumere ogni due ore durante la notte, come pretesto per avere rapporti sessuali con lei. I due cominciano così ad incontrarsi furtivamente, fino a quando non decidono di scappare dal monastero. Si trasferiscono così, passando per Livorno, a Napoli, dove modificano i propri nomi in Troilo Guinigi e Pulisena. L’idillio si rompe però non appena Troilo incontra un’altra donna innamorata di lui, Marchigiana, con cui fugge raggiungendo Tunisi. Savina-Pulisena, sconvolta dal tradimento, incontra Morello di Capo d’Istria con cui convive felicemente grazie all’eredità del padre. Un rovesciamento improvviso delle sorti punisce tuttavia tutti i personaggi: Girolamo-Troilo e Marchigiana sono rapiti dai Mori, mentre Savina-Pulisena, ormai vedova di Morello, diviene una prostituta. Savina-Pulisena scopre infine di avere partorito un figlio ermafrodito da colui che riconosce ex post come il fratellastro, il quale, reso consapevole dell’incesto, decide di affogare il neonato. La novella, in extremis, si conclude col suicidio di entrambi. Il testo è caratterizzato dalla presenza di una seconda rubrica che introduce l'explicit e il commento del narratore.

Personaggi principali

Lapo Macinghi (padre), Savina (figlio), Girolamo da Fiesole (frate), Lisabetta (suora), gentildonna, madre, Maestro Nicolai (abate), Troilo Giungi (cittadino), Pulisena (cittadino), servitore, Marchigiana (gentildonna), Marchetto (marito), Morello di capo d’Istria (gentiluomo), figlio

Ambientazione

Firenze (città), convento, orto, Napoli (città), Venezia (città), Tunisi (Barbarìa) (città)

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Generi

novella tragica

Epilogo

La novella si conclude con un’invettiva contro l’avarizia di Lapo Macinghi che l’autore spera avvolto dalle fiamme infernali.

Struttura

La novella si contraddistingue per due rubriche. Se la prima precede il racconto, la seconda introduce l'explicit, ovvero le condanne morali del narratore-commentatore, e recita come segue: «Lapo Macinghi per avaritia mette la figliuola nel munistero»

Sezioni poetiche

Forma incipitMetricaNote
Ahi mondo ladro, quanto sei fallace!CanzoneSchema ABbC ABbC CDdEE; congedo: ABbC CDdEE.
Quanto me’ si governa un regimentoCapitolo quadernarioIl capitolo (con schema: ABbC CDdE EFfG...; chiusa: ABbCC) «presenta dei punti di contatto con una novella molto distante, la XXXII, in cui si narra del catastrofico tentativo di governo dei villani e del vittorioso ritorno al potere delle nobili e antiche famiglie locali» (Marchi 2013: 19).